Vietnam: il mare e le spiagge che nessuno ti racconta
Oggi per la rubrica “gli amici di Travel With The Wind raccontano” torna Andrea, il Cacciatore di Orizzonti, che questa volta ci porta alla scoperta di un lato del Vietnam che in pochi immaginano davvero: quello del mare.
Quando si pensa a questo Paese vengono subito in mente Hanoi, le montagne del Nord, i motorini impazziti di Ho Chi Minh City o la celebre baia di Ha Long. Eppure il Vietnam ha anche una costa lunghissima, piena di città di mare, spiagge infinite e località balneari che negli ultimi anni stanno attirando sempre più viaggiatori da tutto il mondo.
Andrea, dopo diversi viaggi in Vietnam, ha iniziato ad allontanarsi dagli itinerari più classici per esplorare proprio questa parte del Paese. Da Da Nang a Mui Ne, passando per Nha Trang e Phu Quoc, ci racconta un Vietnam diverso, meno stereotipato e molto più sorprendente di quanto si possa immaginare.
Un racconto autentico tra spiagge immense, café vista oceano, villaggi di pescatori, città costiere in continua evoluzione e quel modo così particolare che i vietnamiti hanno di vivere il mare, lontano dall’idea di vacanza tropicale a cui siamo abituati noi europei.
Perchè Il mare in Vietnam viene ancora sottovalutato?
Prima di iniziare c’è una cosa importante da chiarire. Se stai immaginando il classico mare paradisiaco stile Thailandia o Maldive, con acqua cristallina e spiagge da cartolina, sappi che il Vietnam non è quel tipo di destinazione. Qui il rapporto con il mare è completamente diverso: meno costruito attorno all’idea di paradiso tropicale, ma non per questo meno affascinante. Anzi, è proprio questo contrasto, secondo me, a renderlo così interessante.
Negli anni il Paese ha investito tantissimo nelle sue coste, trasformando molte località balneari in luoghi capaci di accogliere qualunque tipo di viaggiatore. Non troverai soltanto resort o spiagge pensate esclusivamente per il turismo, ma veri e propri ecosistemi costruiti attorno alla vita sul mare: lungomari enormi, hotel per ogni budget, seafood ovunque, spiagge piene di vita, attività, café, mercati notturni e città che continuano a muoversi fino a tarda notte.
Famiglie, backpacker, nomadi digitali o semplici viaggiatori in cerca di qualche giorno più rilassato: la costa vietnamita riesce ad adattarsi praticamente a chiunque.
Da Nang e Hoi An: il Vietnam che rallenta
Tra tutte le città costiere del Vietnam, Da Nang è probabilmente quella che mi ha sorpreso di più. Moderna, enorme, ma allo stesso tempo molto più vivibile rispetto Hanoi o Ho Chi Minh City. Qui il mare non è semplicemente una parte della città: è il centro della vita quotidiana.
My Khe Beach, la spiaggia più famosa, si estende per chilometri e, almeno nelle intenzioni dei vietnamiti, vuole ricordare una sorta di Miami Beach asiatica. Grattacieli, hotel moderni affacciati sul mare, palme, piste ciclabili e una spiaggia che cambia completamente atmosfera nel corso della giornata.
Al mattino presto il lungomare si riempie di vietnamiti: persone che fanno sport, anziani che si allenano, gente che si concede un bagno prima di andare al lavoro. I pescatori rientrano dal mare mentre la città inizia lentamente a svegliarsi. C’è movimento ovunque ancora prima dell’alba. Da Nang riesce a essere moderna senza perdere quella sensazione di vita autentica che, in molte città più turistiche, ormai si è persa.
Se Da Nang è movimento, Hoi An rappresenta l’esatto opposto: lentezza. Tra il centro storico illuminato dalle lanterne e spiagge come An Bang Beach e Cua Dai – quest’ultima la mia preferita – le giornate sembrano scorrere senza fretta. Bastano pochi minuti di scooter per passare dalle risaie alla costa, dai café nascosti del centro alle spiagge sul mare.
Le mattine scorrono lente, tra colazioni vista oceano, piogge tropicali improvvise e strade quasi vuote lontano dal centro storico. Hoi An non mi ha colpito per avere il mare più bello del Vietnam, ma per l’atmosfera che riesce a creare.
Nha Trang e Mui Ne: i luoghi che non che non ti aspetti
Nha Trang è una delle città di mare che mi ha sorpreso più di tutte, ma anche una delle più controverse che abbia visto in Vietnam. Dovevo fermarmi tre giorni, ci sono rimasto due settimane. Grattacieli, nightlife, hotel enormi, beach club e una presenza turistica fortissima, soprattutto russa, che negli anni ha trasformato profondamente la città. Non saprei neanche dirti quante volte mi abbiano salutato con il classico “Na zdorovye!”.
La spiaggia principale, Tran Phu Beach, corre per chilometri davanti al lungomare e, a qualunque ora del giorno o della notte, c’è sempre movimento. La spiaggia che mi è rimasta davvero nel cuore, però, è Bai Dai Beach, poco fuori dal centro: tranquilla, enorme e con un’atmosfera completamente diversa rispetto alla parte più caotica della città.
Nha Trang è famosa anche per i bagni di fango termale, diventati quasi un simbolo della città. Il più conosciuto è sicuramente l’I-Resort, dove tra piscine termali, fanghi e hot spring si respira un’atmosfera quasi surreale. Alcuni la amano, altri la trovano troppo costruita e distante dall’idea di un Vietnam autentico. Ma, a mio avviso, è proprio questa identità così fuori contesto a renderla interessante.
Mui Ne, invece, è stata probabilmente la scoperta più bella di tutta la costa vietnamita. Una lunga striscia di terra che si estende per chilometri, quasi all’infinito. E no, non sono mai riuscito a percorrerla tutta a piedi.
Qui gli sport d’acqua sono una presenza costante: kitesurf, windsurf e scuole praticamente ovunque, ma senza quell’atmosfera da località esclusiva che spesso si respira in altre destinazioni asiatiche. Il vento costante, la costa infinita, i resort sul mare, i café vista oceano e quel mood rilassato rendono Mui Ne completamente diversa dal resto del Vietnam.
Come se non bastasse, oltre al mare, ci sono tantissime cose da fare: le dune rosse, le dune bianche, i villaggi di pescatori, piccoli templi nascosti e tutte quelle strade costiere che sembrano fatte apposta per essere percorse lentamente in scooter.
Se vuoi approfondire meglio la città, ho scritto anche una guida completa a Mui Ne, dove trovi itinerari, consigli pratici, costi e tutte le cose che, secondo me, meritano davvero di essere viste.
Phu Quoc: il lato tropicale
Se c’è un luogo che, più di tutti, si avvicina all’idea di Vietnam tropicale, quello è probabilmente Phu Quoc. Un’isola che, rispetto alle grandi città del Paese, sembra quasi appartenere a un’altra dimensione.
Qui il ritmo cambia ancora una volta. Le giornate scorrono lente tra spiagge lunghissime, acqua calda, seafood praticamente ovunque e tramonti che, soprattutto lungo la costa occidentale, anno a dir poco dell’incredibile. Long Beach è la più famosa e sviluppata, perfetta per chi cerca beach club, locali e resort vista mare. Sao Beach, invece, mostra il lato più paradisiaco dell’isola: sabbia chiarissima, palme e un mare che, nelle giornate giuste, ricorda davvero alcune isole del Sud-est asiatico molto più celebri.
Come per Nha Trang, la particolarità di Phu Quoc sono i suoi contrasti. Da una parte trovi pescatori, mercati locali, strade dissestate e piccoli ristoranti dove si mangia pesce appena cucinato. Dall’altra, intere aree costruite quasi dal nulla, con hotel enormi, funivie, beach resort e perfino una specie di piccolo Colosseo, inserito all’interno di quei progetti turistici che, a tratti, sembrano voler trasformare l’isola in una sorta di città spettacolo.
Alcune zone hanno un’atmosfera parecchio folkloristica, tra architetture improbabili, facciate colorate, spettacoli serali e quartieri che sembrano pensati più per stupire che per raccontare davvero il Vietnam.
Francamente, non credo sia il luogo più autentico del Paese, e probabilmente non è nemmeno quello che sceglierei per vivere il “vero Vietnam”. Però, inserita all’interno di un viaggio più lungo, secondo me, funziona perfettamente. Nel bene e nel male, Phu Quoc riesce a offrire qualcosa di completamente diverso rispetto al resto del Paese, senza perdere del tutto quell’atmosfera vietnamita che continua comunque a emergere nei mercati, nei piccoli ristoranti locali e nella vita quotidiana dell’isola.
Quanto costa il mare in Vietnam?
Se c’è una cosa che rende ancora più interessante la costa vietnamita, senza dubbio questi sono i prezzi. Dopo aver raccontato spiagge, città costiere e lungomari pieni di vita, la vera sorpresa arriva quando inizi a capire quanto costa viverli davvero.
E no, non parlo di viaggiare “al risparmio” nel senso più estremo del termine. In Vietnam, soprattutto nelle città sul mare, con un budget da backpacker inferiore ai €20 al giorno, si riesce tranquillamente a vivere dignitosamente. Ostello, colazione, pranzo, cena, café, noleggio del motorino e perfino qualche birra serale sul lungomare: tutto riesce a rientrare in cifre che, per noi europei, sembrano quasi irreali.
Mui Ne, da questo punto di vista, è stata probabilmente la località più economica di tutte. Una sdraio con ombrellone, in moltissimi lidi, costa circa 3 euro per l’intera giornata.
Anche mangiare fuori costa sorprendentemente poco. Seafood fresco, noodles, riso fritto, barbecue sulla spiaggia, frutta tropicale o café vista oceano hanno prezzi che, soprattutto se arrivi dall’Europa, sembrano quasi assurdi. Lo stesso vale per i Grab, gli hotel sul mare o il noleggio degli scooter.
Inutile negarlo, anche questo è uno dei motivi per cui il mare in Vietnam riesce ad attirare qualunque tipo di viaggiatore.
Il mare in Vietnam merita davvero?
Il Vietnam non è il classico Paese in cui andare esclusivamente per cercare il mare perfetto o la spiaggia da cartolina. Non ha quell’effetto immediato che possono avere le isole thailandesi o alcune destinazioni più “patinate” del Sud-Est Asiatico. Probabilmente, però, è proprio questo il suo punto di forza.
La costa vietnamita funziona perché riesce a completare il viaggio, non a dominarlo. Dopo giorni trascorsi tra il caos di Hanoi, le montagne del Nord, i mercati, i treni notturni e le grandi città, arrivare sul mare cambia completamente il ritmo del viaggio. Il Vietnam rallenta, ma senza perdere la propria identità.
Anche nelle località balneari si continua a percepire la vita vietnamita ovunque: nei mercati sul lungomare, nei pescatori che rientrano all’alba, nelle famiglie che restano in spiaggia fino a tarda sera, nei café pieni di gente e in quel modo così autentico di vivere il mare. Un approccio molto diverso dall’idea occidentale di vacanza tropicale, ma proprio per questo capace di lasciare qualcosa di più vero.
Ringraziamo Andrea per averci portato alla scoperta di un lato del Vietnam che spesso passa inosservato, quello delle sue città costiere, delle spiagge infinite e di un mare vissuto in modo completamente diverso rispetto a molte altre destinazioni del Sud-Est Asiatico.
Il suo racconto ci mostra un Vietnam meno turistico e più autentico, fatto di lungomari pieni di vita, pescatori che rientrano all’alba, café vista oceano e località balneari capaci di sorprendere senza dover necessariamente assomigliare alle classiche isole tropicali da cartolina.
Se volete continuare a seguirlo nei suoi viaggi e nelle sue avventure in giro per il mondo, trovate Andrea sul suo blog: Cacciatore di Orizzonti.
E se anche voi avete un’esperienza di viaggio da raccontare o volete condividere una destinazione che vi ha sorpreso, scriveteci: saremo felici di ospitarvi nella rubrica “gli amici di Travel With The Wind raccontano”.









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