Viaggio in Cina: cosa vedere e come creare un itinerario realistico
Tutti pazzi per i viaggi in Cina in questo momento. Ed effettivamente è un momento storico molto favorevole per questo Paese, anche perché la situazione internazionale sta spingendo tante persone a guardare altrove rispetto alle mete più classiche. In più, oggi viaggiare in Cina è anche più semplice di qualche anno fa, perché non serve più il visto come un tempo e non serve più nemmeno l’invito da parte di un cittadino cinese. Molto meglio, molto più pratico, molto più accessibile.
Meno semplice, invece, capire davvero come ci si organizza in Cina con tutte le app da scaricare e da usare, ma anche quello si impara abbastanza in fretta. Io, tra l’altro, ho scritto anche una guida dedicata che vi invito a leggere prima di iniziare a programmare il vostro viaggio in Cina, perché partire preparati fa davvero la differenza.
La parte più complicata, però, è un’altra. Non è tanto decidere cosa vedere in Cina, perché nella nostra testa vorremmo tutti vedere tutto. Il punto è che poi ci scontriamo con una realtà che, all’inizio, tanti sottovalutano. La Cina è enorme.
Le dimensioni reali della Cina
Prima di mettere insieme un itinerario di viaggio in Cina, fermatevi un attimo a ragionare sulle dimensioni, perché qui le dimensioni contano davvero.
Parliamo di un Paese con una superficie di circa 10 milioni di chilometri quadrati, quindi circa 30 volte l’Italia, che misura poco più di 300.000 chilometri quadrati. E non stiamo parlando solo di superficie, ma anche di popolazione e di distanze reali. La città più popolosa della Cina è Chongqing, con oltre 30 milioni di abitanti in un’area enorme, quasi il doppio dell’intera Lombardia. Anche Shanghai sfiora i 30 milioni di abitanti. E poi ci sono città che magari sulla mappa sembrano quasi sobborghi, come Hangzhou e Suzhou, ma che in realtà sono metropoli da milioni di persone.
Lo so benissimo che voi avete già in mente le mete cinesi più famose, come la Muraglia Cinese, l’Esercito di Terracotta, i panda, le montagne di Avatar e lo skyline di Shanghai. E guardando gli itinerari online sembra tutto possibile, anche con soli 13 giorni a disposizione.
Ma dipende da cosa volete davvero fare. Volete solo fotografare la Muraglia Cinese, l’Esercito di Terracotta, i panda, le montagne di Avatar e lo skyline di Shanghai? Oppure volete anche vivere la Cina?
Anche noi eravamo partiti con l’idea di vedere molto più di quello che siamo riusciti effettivamente a vedere, ma siamo felici di aver scelto la qualità piuttosto che la quantità. E siamo già pronti per tornarci, perché la Cina è così, appena la lasciate, vi viene voglia di rimetterla subito in lista.
Il viaggio in Cina non è solo però una questione di distanze ma anche di tempo reale di viaggio.
In Cina ci sono molti modi per spostarsi, dai voli interni ai treni superveloci, ma proprio perché le città sono enormi serve molto tempo per muoversi al loro interno.
Anche nelle città servite bene dalla metro, tutto dipende da dove alloggiate e da quanto dista il vostro hotel dalla stazione giusta. Considerate anche che le città più grandi hanno più stazioni e che le stazioni, spesso, sembrano aeroporti tanto sono grandi. I cinesi sono organizzati benissimo, questo è fuori discussione, ma siete voi ad essere nuovi del posto, quindi dovete mettere in conto più tempo per lo spostamento.
Una tratta in treno da 2 ore si trasforma facilmente in mezza giornata persa se considerate i trasferimenti in città, i tempi di attesa, l’arrivo in stazione, eventuali controlli e poi il check in in hotel. Pianificare il viaggio senza tenere conto di tutto questo rischia di trasformare il viaggio dei vostri sogni in una corsa continua contro il tempo.
Come si costruisce un buon itinerario
La risposta non è aggiungere meno cose per forza, ma cambiare il modo di ragionare fin dall’inizio. Un buon itinerario non parte da un elenco di tappe o di monumenti da vedere, ma da alcune domande fondamentali che dovete farvi subito.
Quanto tempo avete davvero a disposizione per questo viaggio? Non quanto tempo vorreste avere, ma quanto tempo vi resta dopo aver tolto i giorni di volo, l’adattamento al fuso orario e gli spostamenti tra una tappa e l’altra. Per ogni spostamento da 2 ore, considerate mezza giornata. Per ogni spostamento più lungo, considerate una giornata intera. Poi decidete le vostre priorità. Preferite la Cina storica, quella moderna, quella naturalistica oppure volete fare un viaggio più completo, a 360 gradi? Tenete presente che non potrete vedere tutta la Cina in un solo viaggio, a meno che non abbiate davvero mesi a disposizione.
Partite già con l’idea che un secondo viaggio ci sarà, e magari anche un terzo. Ma se sapete già che ci andrete una sola volta e mai più, e volete provare a mettere dentro il massimo possibile, siate però realistici rispetto al tempo che avete davvero a disposizione.
Vedere tutto può rendere il viaggio estenuante
se non impossibile
Immaginate di proporre a qualcuno un itinerario europeo di 12 giorni che includa Londra, Parigi, Barcellona, Roma, Venezia e Atene. Tecnicamente si può fare, certo. Ma quanto tempo avrete passato davvero in ognuna di quelle città? Avreste visto e fotografato i monumenti principali, il Big Ben, la Tour Eiffel, la Sagrada Familia, il Colosseo, Piazza San Marco e il Pantheon. Ma avreste davvero vissuto una di quelle città?
Molti itinerari che trovate online per la Cina seguono più o meno la stessa logica. Sono costruiti per inserire il maggior numero possibile di luoghi famosi nel minor tempo possibile. Ed è anche comprensibile, perché quando si sogna un viaggio in Cina si ha spesso la sensazione di voler vedere tutto: dalla Muraglia Cinese ai panda, da Shanghai a Zhangjiajie fino all’Esercito di Terracotta. Il problema nasce quando, per farci stare tutto, il viaggio diventa una corsa continua da una città all’altra.
Questo non significa che un viaggio molto intenso in Cina sia per forza impossibile. Se amate i viaggi intensi, volete vedere tanto e ve la sentite di mantenere ritmi più serrati, potete assolutamente farlo. Soprattutto nei viaggi di gruppo organizzati, dove dietro c’è un grande lavoro di ottimizzazione di tempi e spostamenti. Spesso i coordinatori conoscono già molto bene le destinazioni, ci sono stati più volte, e sanno già come gestire trasferimenti, stazioni, orari e possibili imprevisti.
Il discorso cambia un po’ quando il viaggio è fai da te. Perché quando siete voi a dover organizzare tutto per la prima volta, tra città enormi, stazioni gigantesche, app nuove da imparare ad usare e tempi di spostamento difficili da immaginare finché non siete lì, il rischio di trasformare il viaggio in una corsa continua è molto più alto. Ed è proprio per questo che, secondo noi, in un viaggio fai da te in Cina conviene rallentare leggermente i ritmi e lasciare più tempo tra una tappa e l’altra.
Pensare per aree geografiche
Il metodo più efficace per costruire un viaggio sostenibile in termini di tempo è ragionare per aree geografiche, invece di infilare città attraverso tutto il Paese. Ricordate quei 10 milioni di chilometri quadrati di cui parlavamo prima? Ecco, non sono un dettaglio.
Le combinazioni migliori, secondo me, sono quelle che vi permettono di restare in una stessa macro area e approfondire davvero quello che state vedendo.
Per esempio, la Cina imperiale e storica può partire da Pechino, con i suoi hutong e la Grande Muraglia, per poi passare a Xi’an con l’Esercito di Terracotta e le sue mura millenarie.
La Cina moderna e fluviale può avere Shanghai come base, con escursioni a Suzhou, Hangzhou e nella campagna circostante, così da concentrarsi sul delta del Fiume Azzurro.
Oppure potete scegliere la Cina del sud ovest, con Chengdu come base per esplorare il Sichuan e aggiungendo anche lo Yunnan per un viaggio più naturalistico e legato anche alle minoranze etniche.
Le città cinesi sono metropoli
Un errore molto comune è non pensare alle città cinesi come metropoli da milioni di abitanti.
Pechino, per esempio, non è solo una capitale da visitare in modo superficiale. È una metropoli di oltre 20 milioni di abitanti, con vicoli antichi che si perdono per chilometri e con quartieri che meritano spazio. Il minimo che consiglierei è 4 o 5 giorni.
Xi’an è molto più dell’Esercito di Terracotta. Certo, i guerrieri di argilla sono una tappa imperdibile, ma la città, che ha oltre 13 milioni di abitanti, offre molto molto di più. Noi non ci siamo stati ma chi c’è stato consiglia minimo 2 o 3 giorni per apprezzare la città. Poi ovvio che se andate solo per l’esercito di terracotta saltate completamente la città e potete starci come fanno in tanti un solo giorno. Noi però non ve lo consigliamo.
Chengdu è una metropoli da oltre 20 milioni di abitanti e non è solo la città dei panda. Potete leggere di più nel nostro articolo. Chengdu ha un ritmo tutto suo ed è base perfetta per esplorare il Sichuan. Ma anche per raggiungere Leshan (dove si trova il Buddha gigante), Dujiangyan (per conoscere il millenario sistema di irrigazione) ma anche il Monte Emei e Qingcheng Shan. Per la città da sola, io vi consiglio almeno 3 giorni. Se volete vedere anche i dintorni, meglio 5 o 6 giorni.
Chongqing è un mondo a parte. Con oltre 32 milioni di abitanti è una metropoli verticale, costruita sulle colline, piena di luci, architetture sorprendenti e vicoli dove si capisce davvero quanto sia particolare. Si trova all’incrocio con il Fiume Yangtze ed è una base perfetta per esplorare la zona carsica di Wulong e, perché no, anche per fare una crociera sullo Yangtze. Qui direi almeno 3 giorni per la città e 5 o 6 se volete includere anche i dintorni.
La Cina va vissuta
Questo è il nostro punto di vista personale. Se volete viaggiare di corsa per vedere tutto, fatelo pure, non saremo certo noi a dirvi di non farlo. Ma fate sempre attenzione ai tempi, perché rischiate di passare più ore in spostamento che a godervi davvero la Cina.
Per noi, invece, la Cina va vissuta.
Va vissuta fermandosi a mangiare tutte le cose strane che vendono negli street food, camminando senza meta, infilando i vicoli che vi ispirano di più e lasciandosi trasportare da quello che succede.
Va vissuta anche andando a vedere posti che per i cinesi sono turistici ma che per noi sono quasi sconosciuti. Noi, per esempio, siamo andati all’816 Nuclear, un’enorme città sotterranea scavata dentro una montagna durante la Guerra Fredda e rimasta segreta per decenni, e al Baiheliang Underwater Museum, un museo davvero particolare costruito sott’acqua per permettere di vedere antiche incisioni nella roccia oggi sommerse dalle acque del fiume Yangtze.
Per vivere la Cina di tutti i giorni, quella fatta di mercati, street food, localini scoperti per caso e incontri casuali, serve anche avere meno attività schedulate. Serve lasciare spazio all’imprevisto, perché è spesso lì che accadono la cose più belle del viaggio.
Errori da evitare nella pianificazione
La prima cosa da non sottovalutare è il jet lag, sono comunque 6 o 7 ore in avanti (in base a quando andate se in inverno o in estate). Il primo giorno non programmate attività troppo pesanti, come la Grande Muraglia. Rischiereste di arrivarci già stanchi, e non godervi nulla. La seconda cosa è non ignorare i tempi di trasporto reali. Per programmare gli spostamenti in treno io vi consiglio Trip.com, sia da app che da sito, mentre per gli spostamenti in metro usate Amap (Google Maps, in Cina, non funziona).
E, come dicevo prima, non riempite ogni momento del vostro itinerario. Lasciate sempre margine all’imprevisto, a un quartiere che vi piace più del previsto, a una pausa in più o a un localino trovato per caso. Perché spesso sono proprio quei momenti non programmati a trasformarsi nei ricordi più belli del viaggio.
Conclusione
Il vostro viaggio in Cina non è una gara con gli amici a chi riesce a vedere più cose. Se avete pochi giorni, non potete vedere tutto, ed è inutile convincersi del contrario. Scegliete meno tappe e concedetevi il tempo di viverle davvero. Perché, molto spesso, la parte del viaggio che ricorderete di più sarà proprio quella che non avevate programmato.
Volete organizzare un viaggio in Cina che abbia davvero senso per il vostro modo di viaggiare e per il tempo che avete a disposizione? Contattatemi per una consulenza personalizzata, costruiremo insieme un itinerario realistico, senza corse inutili e con il giusto ritmo per vivere davvero la Cina.









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