Sapori del Marocco: le corna di gazzella (Kaab el Ghazal)
Le corna di gazzella sono uno dei dolci più amati del Maghreb, in particolare in Marocco. Il loro nome originale, kaab el ghazal, significa letteralmente “caviglia di gazzella”, ma in francese è diventato cornes de gazelle e da lì il nome con cui le conosciamo anche noi.
Non si sa bene come si sia passati da “caviglia” a “corna”, ma in effetti la loro forma ricurva ricorda più un piccolo corno che una caviglia.
Sono dolcetti profumatissimi, con un ripieno di pasta di mandorle e acqua di fiori d’arancio, che in Marocco si gustano accompagnati da un buon tè alla menta. A ogni morso si sente il profumo del Nord Africa: dolce, caldo e speziato, proprio come l’atmosfera di una medina marocchina.
Come abbiamo scoperto le corna di gazzella
Abbiamo assaggiato per la prima volta le corna di gazzella durante il nostro viaggio on the road in Marocco. Era una mattina a Chefchaouen, la città blu, e ci siamo fermati in un piccolo forno nascosto tra i vicoli.
Davanti a noi c’erano decine di dolcetti color miele, ognuno con una forma diversa. Ne abbiamo scelti alcuni a caso, solo per curiosità, e tra tutti quelli assaggiati, le corna di gazzella sono state amore al primo morso.
Da quel momento, le abbiamo cercate in ogni città del nostro itinerario: a Fès, a Meknès, a Marrakech… e anche dopo il rientro in Italia!
A Torino, la mia città natale, ho trovato la pasticceria marocchina Ezzahra, a Porta Palazzo, proprio di fronte all’ingresso del mercato dei contadini. Oggi è tappa fissa ogni volta che torno a casa: i loro dolci sono spettacolari, e ovviamente non mancano le corna di gazzella.
Ingredienti e preparazione delle corna di gazzella
Ingredienti per circa 35 pezzi
Per la pasta
- 250 g di farina 00
- 2 cucchiai di acqua ai fiori d’arancio (oppure ¼ di boccetta di aroma Paneangeli diluita in 2 cucchiai d’acqua)
- 2 cucchiai di burro morbido
- 1 cucchiaio di olio
- 1 cucchiaio di zucchero a velo
- un pizzico di sale
- 100 ml d’acqua
Per il ripieno
- 500 g di farina di mandorle
- 240 g di zucchero
- 3 cucchiai di acqua ai fiori d’arancio (oppure ½ boccetta di aroma Paneangeli diluita in 3 cucchiai d’acqua)
- 50 g di burro fuso
- 10 g di miele
- un pizzico di cannella
Procedimento passo passo
In una ciotola o nella planetaria mescolate la farina con sale, olio e zucchero a velo. Aggiungete l’acqua ai fiori d’arancio un po’ alla volta, fino a ottenere un impasto morbido e non appiccicoso.
Lavoratelo per circa 10 minuti, poi avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare in frigorifero per 2 ore.
Nel frattempo preparate il ripieno: unite la farina di mandorle con zucchero, miele, cannella e burro. Aggiungete anche l’acqua ai fiori d’arancio poco alla volta, fino a ottenere un composto compatto e profumato.
Trascorse le due ore, stendete la pasta sottilissima (quasi trasparente) su una superficie infarinata. Formate dei piccoli “salsicciotti” con il ripieno di mandorle e sistemateli sulla pasta.
Richiudete la pasta sul ripieno, modellando una mezzaluna, e sigillate bene i bordi. Tagliate con una rotella e, se volete, decorate la superficie con una pinzetta come si fa in Marocco.
Disponete le corna di gazzella su una teglia rivestita di carta da forno e lasciatele riposare una notte nel forno spento.
La mattina seguente, spennellate le corna di gazzella con un po’ di burro morbido (o olio) e praticate qualche piccolo foro con un ago per far uscire il vapore durante la cottura.
Infornate a 160°C in modalità statica per circa 20 minuti, finché non diventano di un bel colore giallo paglierino.
Intanto preparate un mix con albume, un cucchiaio di zucchero a velo e uno di acqua di fiori d’arancio.
Appena sfornate le corna, spennellatele con il composto e rimettetele in forno per altri 2-3 minuti.
Lasciatele raffreddare completamente su una gratella. Se non le avete decorate, potete spolverarle con un velo di zucchero a velo.
Servitele con un bicchiere di tè alla menta e vi sembrerà di essere tornati tra i profumi di Marrakech.
Qualche curiosità
Preparare le corna di gazzella non è difficile, ma richiede tempo e pazienza. Considerate circa due ore tra impasto e modellatura, più una notte di riposo e un’ora per la cottura.
Le difficoltà maggiori, almeno per me, sono state trovare l’acqua di fiori d’arancio e la farina di mandorle a prezzi ragionevoli. Se abitate in una città grande o acquistate online, sarà più semplice.
Il profumo di questi dolcetti è qualcosa che resta impresso nella memoria. Ogni volta che li mangerete sarà come intraprendere un nuovo viaggio in Marocco.
👉 Se volete leggere del nostro viaggio nel Paese delle spezie e dei profumi, trovate qui il racconto del nostro on the road nelle città imperiali da Marrakech a Tangeri.




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