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  • Leshan Giant Buddha e Oriental Capital Buddha: la guida completa
    23-04-2026
Sei qui: Destinazioni > Asia > Cina > Leshan Giant Buddha e Oriental Capital Buddha: la guida completa

Leshan Giant Buddha e Oriental Capital Buddha: la guida completa

Ultimo aggiornamento il 25/04/2026

Se state sognando un viaggio in Cina che unisca la grandiosità della storia antica alla maestosità della natura, dovete assolutamente inserire nel vostro itinerario la città di Leshan, nel cuore del Sichuan. Molte persone si limitano a una visita veloce per fotografare il celebre Buddha Gigante, ma in realtà qui non si visita solo una statua.

Quello che trovate a Leshan è un intero complesso culturale e paesaggistico, che comprende non solo il Leshan Giant Buddha ma anche l’Oriental Buddha Capital, un’area meno conosciuta ma altrettanto sorprendente. Sono due siti distinti, con ingressi separati, ma si trovano nella stessa zona e insieme raccontano un unico grande progetto che unisce natura, spiritualità e ingegno umano da oltre 1300 anni.

Situato nel punto esatto dove i fiumi Min, Dadu e Qingyi si incontrano in una confluenza storicamente pericolosa per i navigatori, l’intero complesso di Leshan offre un’esperienza che cambia completamente prospettiva a seconda del punto di vista: dall’acqua, dalla cima di una montagna oppure immergendosi nei suoi ambienti scavati nella roccia.

Contenuto dell'articolo nascondi
Leshan Buddha Giant (il Buddha Gigante di Leshan)
La storia della costruzione
Il sistema di drenaggio nascosto
Materiali e struttura originaria
Come si raggiunge la base del Buddha Gigante
Come si raggiunge la base del Buddha Gigante
Quanto tempo serve per percorrere le scalinate
Vedere il Buddha dall’acqua: la crociera
Le esperienze notturne
Oriental Buddha Capital: un viaggio immersivo nell’arte rupestre
Come nasce l’Oriental Buddha Capital
Il Buddha sdraiato
La Ten Thousand Buddha Cave
Le altre gallerie e statue
Orientarsi nell’Oriental Buddha Capital
Gli altri luoghi da non perdere nel complesso
Informazioni pratiche per organizzare la visita
Biglietti
Orari di ingresso
Come arrivare
Periodo migliore
Itinerari consigliati
Vale davvero la pena visitarlo?

Leshan Buddha Giant (il Buddha Gigante di Leshan)

Il protagonista indiscusso è il Buddha gigante di Leshan che, con i suoi 71 metri di altezza, detiene il primato di più grande statua di Buddha seduta scolpita nella roccia al mondo.

Le proporzioni sono tali da lasciare senza parole: la testa è alta 14,7 metri e larga 10 metri, le spalle si estendono per 24 metri, le orecchie sono lunghe 7 metri e all’interno di una sola orecchia possono starci due persone affiancate. Il piede è largo 8,5 metri e può ospitare più di cento persone sedute. I capelli sono composti da 18 strati di chignon spiralati, 1.201 in totale, scolpiti uno a uno.

Buddha gigante di Leshan

La storia della costruzione

La storia che si racconta sulla sua costruzione è tanto leggendaria quanto incredibile. Si racconta che, quando gli ufficiali locali tentarono di estorcere tangenti per permettere la prosecuzione dei lavori, Haitong, il monaco buddista che avviò la costruzione del Grande Buddha, si cavò un occhio per dimostrare la propria devozione e la purezza delle sue intenzioni.

Dopo la sua morte i lavori si interruppero più volte. Ripresero nel 739 d.C. grazie al governatore Zhangqiu Jianqiong che donò 200.000 monete personali, si bloccarono di nuovo nel 746 d.C. con la statua scolpita solo fino alle ginocchia, e ripresero una terza volta nel 785 d.C. sotto Wei Gao, che contribuì con 500.000 monete. Il Buddha fu completato nell’803 d.C., dopo novant’anni di cantiere.

Il sistema di drenaggio nascosto

Un aspetto che merita attenzione è l’incredibile sistema di drenaggio invisibile progettato dagli artigiani Tang, pensato per smaltire l’acqua piovana ed evitare che ristagni sulla superficie della statua.

Nei 18 strati di chignon sulla testa del Leshan Giant Buddha si nascondono canali orizzontali di scolo rifiniti con malta di calce, invisibili a distanza, che raccolgono l’acqua e la convogliano verso l’esterno.

Il colletto e le pieghe della veste nascondono ulteriori canali, e sul petto un passaggio guida l’acqua verso un lato collegandosi a un sistema di deflusso sul retro del braccio. Dietro le orecchie, cavità incise nella roccia permettono all’acqua di scorrere senza accumularsi nelle zone più delicate.

In pratica, invece di scorrere in modo irregolare erodendo la pietra, l’acqua viene guidata lungo percorsi precisi e scaricata lontano dalle parti più esposte.

Questo sistema ingegneristico, estremamente avanzato per l’epoca, di drenaggio, impermeabilizzazione e ventilazione è il motivo per cui il Buddha è arrivato quasi intatto fino a noi dopo tredici secoli.

Materiali e struttura originaria

La statua è scolpita nell’arenaria rossa del Cretaceo, una formazione rocciosa che caratterizza gran parte del paesaggio del Sichuan. Si tratta di una roccia relativamente tenera e facile da lavorare, il che ha reso possibile scolpire un’opera di queste dimensioni direttamente nella parete della scogliera.

Allo stesso tempo però è anche una pietra più vulnerabile all’erosione causata da acqua, vento e umidità, ed è proprio per questo che nel corso dei secoli sono stati necessari interventi continui di manutenzione e restauro. È anche uno dei motivi per cui il sistema di drenaggio, di cui vi parlavo prima, è stato fondamentale per la conservazione della statua.

In origine il Buddha non era esposto come lo vedete oggi. Era infatti protetto da una grande struttura in legno a più piani chiamata Daxiang Pavilion che lo avvolgeva completamente, come una sorta di edificio costruito intorno alla statua.

Questa struttura aveva una doppia funzione: da un lato proteggeva la roccia dagli agenti atmosferici, dall’altro creava un percorso di visita più raccolto e spirituale, molto diverso dall’esperienza a cielo aperto che si vive oggi.

Le cavità ancora visibili sulle spalle, sulle gambe, sul petto e sul collo del piede del Buddha sono le tracce dei fori dove erano incastrati i supporti lignei. Il padiglione è andato distrutto nel corso dei secoli, probabilmente a causa di incendi e degrado, lasciando la statua completamente esposta agli elementi.

Ed è proprio considerando questa esposizione agli agenti atmosferici che lo stato di conservazione del Buddha, dopo oltre tredici secoli, sorprende ancora di più

Come si raggiunge la base del Buddha Gigante

Per raggiungere i piedi del Buddha, fino a poco tempo fa, si poteva percorrere il famoso sentiero a nove curve, noto anche come Nine Bends Plank Road, una scalinata di 217 gradini scavata nella scogliera contemporaneamente alla statua, che fungeva sia da via di cantiere durante la costruzione sia da percorso processionale per i pellegrini.

Al momento della scrittura di questo articolo, la scalinata è chiusa per lavori di manutenzione. Il percorso alternativo attualmente in uso è la Lingyun Plank Road, un sentiero panoramico lungo circa 2 chilometri, scavato negli anni ’80 tra le pareti a strapiombo.

Si snoda tra alberi antichi offrendo viste spettacolari sulla confluenza dei tre fiumi e sul profilo laterale del Buddha. Sicuramente il sentiero storico è molto più scenografico, ma anche la Lingyun Plank Road, quella che abbiamo percorso noi, è molto particolare perché scavata nella roccia con molti punti panoramici.

Come si raggiunge la base del Buddha Gigante

Per raggiungere i piedi del Buddha, fino a poco tempo fa, si poteva percorrere il famoso sentiero a nove curve, noto anche come Nine Bends Plank Road, una scalinata di 217 gradini scavata nella scogliera contemporaneamente alla statua, che fungeva sia da via di cantiere durante la costruzione sia da percorso processionale per i pellegrini.

Al momento della scrittura di questo articolo, la scalinata è chiusa per lavori di manutenzione. Il percorso alternativo attualmente in uso è la Lingyun Plank Road, un sentiero panoramico, scavato negli anni ’80 tra le pareti a strapiombo.

Si snoda tra alberi antichi offrendo viste spettacolari sulla confluenza dei tre fiumi e sul profilo laterale del Buddha. Sicuramente il sentiero storico è molto più scenografico, ma anche la Lingyun Plank Road, quella che abbiamo percorso noi, è molto particolare perché scavata nella roccia con molti punti panoramici.

Buddha Gigante di Leshan dalla base

Quanto tempo serve per percorrere le scalinate

Uno degli aspetti da non sottovalutare quando visitate il Buddha gigante di Leshan è il tempo necessario per percorrere le scalinate, che cambia completamente in base all’affluenza.

La storica Nine Bends Plank Road, quando è aperta, è molto stretta e ripida. Se trovate poca gente si scende in modo abbastanza velocemente, senza particolari attese. Il vero problema è l’affluenza: nei weekend o durante i periodi festivi cinesi si procede praticamente in fila, spesso fermandosi a ogni curva, e la discesa può diventare decisamente lenta e meno piacevole.

La Lingyun Plank Road, invece, è più lunga ma decisamente più scorrevole. Quando siamo andati noi non c’era troppa gente, si procedeva comunque in fila indiana ma senza particolari rallentamenti, tanto che siamo arrivati ai piedi del Leshan Giant Buddha in 10 minuti. Quando invece l’affluenza aumenta, il ritmo cambia e si rallenta, ma difficilmente si creano gli stessi blocchi della scalinata storica.

In generale, se volete vivere l’esperienza con calma e senza code, il consiglio è arrivare all’apertura oppure, meglio ancora, visitare il sito nel tardo pomeriggio, evitando le ore centrali della giornata quando i gruppi organizzati sono più numerosi.

Vedere il Buddha dall’acqua: la crociera

Un’alternativa molto interessante per vedere il Buddha gigante di Leshan è la crociera sul fiume, che permette di avere una vista completamente diversa rispetto ai sentieri nel parco.

Dal battello si riesce a cogliere il Buddha nella sua interezza, cosa che da terra non è mai davvero possibile, e soprattutto si ha la prospettiva originale per cui è stato concepito.

Ma non solo, è anche l’unico modo per provare a riconoscere il cosiddetto Buddha dormiente naturale formato dalle montagne circostanti.
Non si tratta di una scultura realizzata dall’uomo, ma di un fenomeno naturale. Per me ci vuole un po’ di fantasia, ma secondo alcune interpretazioni i profili dei monti Wuyou, Lingyun e Dongyan disegnano perfettamente la sagoma di un Buddha disteso lungo oltre 1.300 metri, con la testa a sud e i piedi a nord.

Si dice che la testa sia formata dal monte Wuyou: le ciglia sono rappresentate dal Padiglione Jingyun, e le chiome degli alberi sulla sommità rappresentano fronte, naso, labbra e mento. Il corpo è formato dall’intero monte Lingyun, con le cime Qiluan e Jifeng a costituire il petto, la Cima Lingbao come addome e coscia, la Cima Jiuri come polpaccio.

E il Buddha Gigante scolpito dall’uomo è posizionato esattamente nell’incavo di quella che sembra l’ascella del Buddha dormiente naturale, seguendo un’antica filosofia secondo cui “il saggio emerge dall’ascella” e “la mente è il Buddha”. Questo significa che mentre camminerete lungo i sentieri del parco, starete in realtà camminando sul petto di questo Buddha dormiente formato dalla natura stessa.

Noi non abbiamo fatto questa esperienza, quindi non possiamo raccontarvela in prima persona, ma se avete poco tempo oppure volete evitare scale e percorsi lunghi, può essere una soluzione molto comoda. È anche un’ottima idea come prima attività della giornata, per avere subito una visione d’insieme del sito.

Le esperienze notturne

Negli ultimi anni sono state introdotte anche alcune esperienze serali all’interno del complesso, con aperture notturne e percorsi illuminati che permettono di vedere il Buddha e parte del parco in un’atmosfera completamente diversa.

Noi purtroppo siamo stati a Leshan a marzo e non abbiamo avuto modo di provarle, ma da quello che abbiamo visto e letto sembrano un’esperienza molto suggestiva, soprattutto per l’illuminazione scenografica che mette in risalto i dettagli della roccia e delle sculture.

Se viaggiate nei mesi estivi o nei periodi in cui sono attive, potrebbe valere la pena considerarle, anche perché permettono di evitare parte della folla del giorno e vivere il sito con un ritmo più lento.

In particolare, durante la crociera notturna il paesaggio assume un aspetto ancora più interessante: il profilo del cosiddetto Buddha naturale viene illuminato e non serve più solo la fantasia per riconoscerlo, perché le linee delle montagne si delineano chiaramente e l’effetto complessivo è decisamente più evidente e suggestivo rispetto alla luce diurna.

Oriental Buddha Capital: un viaggio immersivo nell’arte rupestre

Subito dietro la statua del Buddha Gigante si trova l’Oriental Buddha Capital: un’area molto vasta che si sviluppa sulle pendici della montagna e che interpreta e ricrea l’arte rupestre buddhista ispirandosi alla tradizione storica della zona.

Dal punto di vista delle dimensioni è un’area molto vasta, che si estende per circa 200.000 metri quadrati, ma più che il numero in sé quello che colpisce è la sua struttura. Non è un parco pianeggiante, ma un intreccio continuo di percorsi che si sviluppano in verticale seguendo la conformazione naturale della montagna. Più che un singolo sito, è infatti un insieme articolato di grotte, gallerie e sculture distribuite su più livelli.

All’interno si trovano oltre tremila statue buddhiste provenienti dalla Cina e da altri paesi, realizzate con tecniche molto diverse: scultura a tutto tondo, bassorilievo, affresco, intaglio in pietra, fusione in bronzo, scultura dipinta e giada nera.

Come nasce l’Oriental Buddha Capital

L’Oriental Buddha Capital è un progetto moderno realizzato negli anni ’90 all’interno dell’area del monte Lingyun, lo stesso contesto paesaggistico e spirituale in cui si trova anche il Leshan Giant Buddha. Il suo sviluppo rientra in una valorizzazione più ampia dell’intero paesaggio culturale della zona.

La scelta di questo luogo è legata alla forte valenza storica del monte Lingyun, che per secoli è stato considerato uno spazio sacro del buddhismo cinese. Secondo le tradizioni locali, la montagna era composta da quelle che venivano chiamate le “Nove Cime”, e ognuna di esse era associata a un tempio o a un luogo di culto. L’idea non era quella di un unico centro religioso, ma di un sistema diffuso di spiritualità distribuito lungo tutto il paesaggio montano.

Il progetto dell’Oriental Buddha Capital nasce proprio per reinterpretare questa visione antica e ricostruire, in chiave contemporanea, l’idea della montagna come spazio sacro diffuso. Per questo le strutture, le grotte e le installazioni non sono concentrate in un solo punto, ma si sviluppano lungo le pendici, cercando di richiamare la disposizione ideale dei templi che si raccontava esistesse in passato.

Il Buddha sdraiato

Una delle più straordinarie opere dell’Oriental Buddha Capital è il Buddha sdraiato più lungo del mondo, una scultura monumentale lunga circa 170 metri, realizzata seguendo la conformazione naturale della roccia. A differenza di molte opere simili, qui la roccia è integrata nel progetto, tanto che la vegetazione originale è stata volutamente mantenuta nella parte centrale del corpo.

Questo dettaglio crea un effetto molto particolare: da lontano sembra davvero che la figura del Buddha sia adagiata su un letto naturale, con una sorta di coperta verde che ne segue le forme, come se la natura stessa fosse parte dell’opera. È proprio questa fusione tra scultura e paesaggio a renderla così impressionante quando la si osserva dal punto giusto.

Il miglior punto di osservazione per coglierla nella sua interezza è il ponte che attraversa la valle, da cui si riesce finalmente a percepire la figura completa e le sue proporzioni reali, difficili da intuire quando ci si trova più vicini alla parete rocciosa.

La Ten Thousand Buddha Cave

La grotta dei 10.000 Buddha

Il vero gioiello dell’Oriental Buddha Capital è la Ten Thousand Buddha Cave, una grotta artificiale lunga oltre 700 metri, spesso descritta come uno dei più grandi complessi di grotte rupestri della Cina.

Ciò che la rende unica è l’assoluta assenza di cemento armato e acciaio strutturale: ogni pilastro, ogni statua, oltre diecimila figure in totale, è stato intagliato direttamente nella roccia rossa Danxia della montagna.

Il risultato è un ambiente continuo e quasi misterioso, con un’illuminazione che crea un’atmosfera simile a un set cinematografico, dove non esiste separazione tra architettura e scultura.

L’ingresso porta nella Sala dei Re Celesti, uno spazio di 36 metri di lunghezza, 15 di larghezza e 13 di altezza, dominato dalle quattro figure monumentali dei guardiani del buddhismo alte ciascuna 9 metri.

Poco più avanti si incontra il Pharmacist Buddha, una statua monumentale alta complessivamente circa 51 metri considerando l’intera cavità scavata nella roccia, dedicata a colui che pronunciò i dodici grandi voti per liberare tutti gli esseri dalla sofferenza.

All’interno della grotta, la statua si vede di fronte, e l’effetto è immediato: la scala però non si comprende subito, ma quando si alza lo sguardo verso l’alto il senso di grandezza emerge tutto insieme, quasi in modo improvviso.

Per vederla invece dall’alto è necessario uscire dal percorso interno e tornare alla passerella esterna, da cui ci si trova direttamente di fronte al volto del Buddha. Da questa prospettiva i tratti rivelano una precisione che solo la vicinanza permette di apprezzare davvero, offrendo una lettura completamente diversa della stessa opera.

Le altre gallerie e statue

All’interno dell’Oriental Buddha Capital la visita diventa rapidamente un percorso fatto di deviazioni continue, dove è facile perdere l’orientamento e lasciarsi sorprendere da statue e gallerie che compaiono quasi senza preavviso.

Uno degli altri punti principali è il Big Buddha, alto circa 33 metri, raggiungibile dopo una lunga scalinata che parte da un’ampia piazza pavimentata all’ingresso della grotta. Ma una volta arrivati qui, il percorso si apre in più direzioni.

Dal Buddha si diramano infatti due gallerie principali. Quella di sinistra conduce alle Thousand Hand Caves, dove si incontra la dea della misericordia con le sue mille braccia. Quella di destra porta invece verso la Pharmacist Buddha Cave e continua in una serie di ambienti collegati tra loro, tra cui le sculture dei 18 Arhat, figure che rappresentano tradizioni buddhiste provenienti dal Sud-Est asiatico, dall’India e dal Giappone, e la Peacock King, legata al buddhismo Vajrayāna.

Procedendo all’interno si continua a salire e scendere tra corridoi e grotte, e non è raro trovarsi davanti senza preavviso a statue monumentali come il Sakyamuni alto 28 metri o la Guanyin, soprannominata la “Venere d’Oriente”, alta 9 metri e caratterizzata da una postura elegante che richiama le sculture classiche occidentali.

In generale, più si esplora l’area, più si ha la sensazione di muoversi in un labirinto di arte rupestre, dove ogni deviazione può portare a una nuova inaspettata scoperta.

secondo noi non sono proprio 1000 braccia, volete contarle voi?

Orientarsi nell’Oriental Buddha Capital

Una cosa che è importante sapere prima di entrare nell’Oriental Buddha Capital è che, anche se sulle cartine all’ingresso sembra tutto abbastanza semplice, nella realtà il parco è molto più complesso di quanto ci si aspetti.

Tra cunicoli, grotte, gallerie e continue scalinate, ci si ritrova spesso a cambiare livello senza quasi accorgersene, e l’orientamento non è così immediato. Più che un parco, dà davvero la sensazione di muoversi in un piccolo labirinto scavato nella roccia.

Questo significa che ci si passa molto più tempo del previsto e che è facilissimo perdersi, anche seguendo la mappa. Ed è proprio questo uno degli aspetti che lo rende così affascinante, perché ogni svolta porta a qualcosa di diverso, ma allo stesso tempo è anche piuttosto stancante.

A differenza di molte altre attrazioni in Cina, qui non troverete ascensori né scale mobili per facilitare il percorso. Le scalinate sono tante e spesso ripide.

Il consiglio è di prendervela con calma, senza cercare di vedere tutto in poco tempo, perché è uno di quei luoghi che si apprezzano proprio perdendosi.

la mappa dell’Oriental Capital Buddha

Gli altri luoghi da non perdere nel complesso

Tutti i luoghi che seguono si trovano nell’area del Leshan Giant Buddha e non all’interno dell’Oriental Buddha Capital. I due siti sono però comunicanti e fanno parte dello stesso grande complesso paesaggistico, quindi possono essere visitati in modo flessibile, prima o dopo la visita al Buddha o all’Oriental Buddha Capital. Noi, per esempio, consigliamo di lasciarli dopo l’Oriental Buddha Capital, così da chiudere il percorso in modo più completo, ma molto dipende dal vostro ritmo e dai vostri interessi.

Il Tempio Lingyun si erge sulla sommità del monte Lingyun, direttamente sopra la testa del Buddha. Fondato durante la dinastia Tang con una storia di oltre 1.300 anni, l’edificio attuale risale al 1667 e conserva ancora oggi un forte valore storico e religioso.

La Pagoda Lingbao, alta 38 metri e con 13 piani, si trova sulla sommità della Cima Lingbao. Costruita durante la dinastia Tang, aveva una funzione molto pratica: segnalare ai barcaioli la presenza di rapide e bassifondi pericolosi alla confluenza dei fiumi.

La Torre Dongpo è dedicata al poeta Su Dongpo, originario proprio di Leshan e tra le figure più importanti della letteratura cinese. Poco distante si trova la Sala Moruo, dedicata invece a Guo Moruo, altro grande intellettuale legato alla città.

Il Tempio Wuyou, anch’esso con origini risalenti al periodo Tang, offre invece un’atmosfera molto più tranquilla e autentica rispetto all’area principale, lontana dalla folla che si concentra attorno al Grande Buddha. Se avete ancora tempo ed energia, vale assolutamente la pena includerlo nel percorso.

Il Gruppo di Tombe Rupestri Mahaoya è un sito archeologico straordinario risalente alla dinastia Han Orientale, tra il 25 e il 220 d.C. In un’area relativamente compatta sono concentrate 544 tombe rupestri disposte come celle di un alveare. La tomba numero uno è particolarmente importante perché conserva una delle immagini di Buddha più antiche mai rinvenute in Cina, scolpita sopra l’architrave della porta, in un punto di incontro tra cultura Han e primi influssi buddhisti arrivati lungo la Via della Seta. Oggi molte tombe sono vuote a causa dei saccheggi storici, ma le pareti conservano ancora tracce di affreschi e decorazioni che raccontano la vita e le credenze dell’epoca. Il sito è protetto a livello nazionale dal 1988.

Il Mahao Fishing Village, infine, è costruito seguendo la forma di un’antica barca da pesca secondo il principio “la strada è una barca e la barca è una strada”. Oggi ospita ristoranti e piccole specialità locali ed è il luogo ideale per una sosta rilassante dopo una giornata di visita intensa.

il tempio Lingyun

Informazioni pratiche per organizzare la visita

Biglietti

I biglietti si possono acquistare in anticipo su Trip.com (anche se non è così intuitivo) oppure direttamente all’ingresso Nord del complesso, dove arrivano sia i bus che i taxi.

Una volta sul posto vi chiederanno subito cosa volete includere, quindi conviene arrivare già con le idee chiare. Anche perché, come è successo a noi, non vi lasciano molto tempo per decidere e bisogna praticamente scegliere al momento.

  • Il biglietto per il Leshan Giant Buddha costa 80 yuan e include l’accesso al Buddha Gigante, al Tempio Wuyou, al Tempio Lingyun, alla Torre Dongpo e al Gruppo di Tombe Rupestri Mahaoya.
  • Il biglietto per l’Oriental Buddha Capital costa anch’esso 80 yuan, ma combinato con il Leshan Giant Buddha si paga meno.
  • La crociera costa 70 yuan.
  • La navetta interna costa 15 yuan.

Come per molte attrazioni in Cina, non vengono rilasciati biglietti cartacei: tutto è collegato al vostro passaporto, quindi è fondamentale averlo sempre con voi durante la visita.

Orari di ingresso

Gli orari di ingresso variano a seconda della stagione.

In alta stagione, dal 1° aprile al 7 ottobre, il parco è aperto dalle 7:30 alle 18:30.

In bassa stagione, dall’8 ottobre al 31 marzo, l’orario viene ridotto e l’apertura è dalle 8:00 alle 17:30.

Nei mesi estivi vengono organizzate anche aperture serali fino alle 23:00, ma sono disponibili solo su prenotazione.

Durante i periodi festivi nazionali, in particolare nella Settimana d’Oro di ottobre, il consiglio è di arrivare all’orario di apertura: è il momento migliore per evitare le code più lunghe e vivere la visita con maggiore tranquillità.

Come arrivare

Da Chengdu, il modo più comodo per raggiungere il Leshan Giant Buddha è il treno ad alta velocità dalla stazione di Chengdudong (Chengdu East). I collegamenti sono frequenti durante tutta la giornata e in circa 50–60 minuti vi portano a Leshan con un costo medio di circa 54 yuan.

All’andata vi consiglio di acquistare il biglietto in anticipo, soprattutto se volete prendere i primi treni della giornata, che sono i più richiesti. La stazione di Chengdudong è molto grande, quasi come un aeroporto, quindi meglio arrivare con almeno 45 minuti di anticipo per muovervi con calma.

Per il ritorno invece potete essere più flessibili: i biglietti si possono acquistare anche sul momento, scegliendo il primo treno disponibile o quello più comodo in base ai vostri orari. Noi abbiamo fatto così, comprando direttamente in stazione senza problemi. La stazione di Leshan è piccola e non richiede grande anticipo, bastano anche 20 minuti prima della partenza.

Dalla stazione di Leshan potete poi scegliere come raggiungere il sito. Il taxi è la soluzione più rapida: costa circa 20 yuan e impiega 15–20 minuti. In alternativa ci sono i mezzi pubblici, molto economici (2 yuan), ma con un tempo di percorrenza di circa 45 minuti.

Per capire quale autobus prendere vi consiglio di usare l’app Amap, che vi mostra in tempo reale la linea migliore in base all’orario. In fase di ricerca, sia per taxi che per autobus, come destinazione dovete semplicemente inserire “Leshan Giant Buddha”.

Per chiamare il taxi vi consiglio di usare l’app Didi che non serve scaricare in quanto è inclusa dentro l’app Alipay (che dove necessariamente per pagare qualsiasi cosa in Cina).

Per saperne di più sulle app da usare in Cina, vi lascio qui il link al mio articolo.

Periodo migliore

I periodi migliori per visitare Leshan sono la primavera, da marzo a giugno, e l’autunno, da settembre a novembre, quando il clima è più mite e la visita risulta più piacevole.

L’estate è invece calda e molto umida e il vero problema non è solo il caldo, ma soprattutto la fatica dei gradini, in particolare in salita, che con l’umidità diventano più impegnativi. Le grotte dell’Oriental Buddha Capital offrono comunque un po’ di refrigerio e permettono di alternare momenti al fresco al percorso esterno.

L’inverno, infine, è freddo ma è anche il periodo con meno affluenza, ideale se volete vivere il complesso con maggiore tranquillità e senza troppa folla.

Itinerari consigliati

Per chi ha pochissimo tempo (o problemi di mobilità), il tour in battello dal Baxian Cave Cruise Terminal permette di vedere il Grande Buddha e il Giant Sleeping Buddha dalla prospettiva originale del fiume, senza dover affrontare scalinate. È una soluzione molto comoda e anche scenografica, spesso scelta come apertura della giornata prima di entrare nei percorsi a piedi.

Per chi ha mezza giornata e non vuole perdersi il Buddha Gigante, una buona opzione è combinare la crociera con la visita dal basso del sito. In questo modo si ottengono due prospettive completamente diverse dello stesso monumento. In base ai vostri interessi potete poi decidere se aggiungere anche l’Oriental Buddha Capital oppure concentrarvi solo sull’area principale del Buddha: non è necessario vedere tutto, e ha senso dare priorità a ciò che vi interessa di più.

Per chi ha una giornata intera, il consiglio è di iniziare dall’Oriental Buddha Capital entrando dall’ingresso est e attraversando tutto il percorso fino all’uscita ovest. Da lì si può proseguire verso il Buddha Gigante e chiudere la visita nel tardo pomeriggio: la luce in quel momento è più calda e valorizza molto di più la statua rispetto alla mattina, quando invece si trova spesso in controluce.

Vale davvero la pena visitarlo?

Sì, vale davvero la pena visitare Leshan, ma con una premessa importante: Leshan non è una meta da “mordi e fuggi”; se ci si limita a una foto veloce, si rischia di non coglierne il significato più profondo.

Questo complesso è un luogo unico dove natura, ingegno umano e spiritualità convivono da oltre 1.300 anni, offrendo un racconto stratificato del territorio attraverso il Buddha Gigante, l’Oriental Buddha Capital e i numerosi templi circostanti. È una fusione tra scultura e paesaggio difficile da descrivere, ma ancora più difficile da dimenticare.

Organizzare un viaggio in questa zona del Sichuan richiede però attenzione ai dettagli, dalla scelta dei trasporti alla gestione dei tempi per evitare la folla.

Se vuoi vivere la magia di questi giganti di pietra senza stress, io sono Travel Designer certificata, e posso aiutarti a costruire il tuo viaggio dei sogni.

Vuoi un itinerario personalizzato per la Cina e il Sichuan che includa Chengdu e Leshan? Contattami!

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Io sono Claudia, la voce e il cuore di Travel With The Wind.

Viaggio da più di vent’anni insieme a Gabri, che, oltre a supportarmi in questo progetto, e sopportarmi nella vita di tutti i giorni, è colui che guida nei nostri viaggi on the road.

Dalla passione per il viaggio è nata anche la mia professione: oggi sono Travel Designer certificata e posso aiutarvi a costruire il vostro viaggio dei sogni.

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