Le location di Pluribus: guida completa ai luoghi della serie
Avete visto anche voi la serie tv Pluribus? Se non l’avete vista, guardatela, soprattutto se vi è piaciuto Better Call Saul. Stesso regista, Vince Gilligan, e stessa protagonista, Rhea Seehorn. Se l’avete amata nel ruolo di Kim Wexler, l’amerete nel ruolo di Carlo Sturka.
Le location di Pluribus sono state la prima cosa che ho cercato appena finita la stagione. Perché la trama ti tiene incollata allo schermo, ma se amate viaggiare come noi non potete fare a meno di chiedervi continuamente: questo posto esiste davvero? È stato girato proprio lì? Oppure è uno di quei casi in cui il cinema ci fa credere di essere dall’altra parte del mondo?
Prima di continuare vi avviso che non troverete spoiler. Parliamo solo dei luoghi che si vedono nella serie.
Durante la prima stagione si parte da Albuquerque, si passa per Tangeri, si finisce in presunti paesi sudamericani, si attraversano giungle che ricordano Panama, si arriva a Las Vegas, si intravede la baia di Ha Long in Vietnam e si conclude tra le montagne innevate del Montana. Ma la cosa più sorprendente è che molte di queste ambientazioni non sono realmente dove sembrano.
Albuquerque, New Mexico: il cuore delle location Pluribus
Albuquerque è il centro emotivo e geografico della serie. Qui si concentra gran parte della narrazione. Il New Mexico regala luce, silenzio e spazi infiniti. È un luogo che cinematograficamente funziona sempre.
Le case basse di adobe, color sabbia, le strade larghe, il cielo blu intensissimo. L’atmosfera ricorda quella di Breaking Bad e Better Call Saul, ma qui è ancora più particolare. Il quartiere residenziale che vediamo è un set costruito appositamente per la serie, ma è immerso nel paesaggio autentico del New Mexico.
Noi in New Mexico ci siamo stati prima ancora di Breaking Bad. E vi assicuro che è uno stato che merita. Se Pluribus vi ha fatto venire voglia di andarci, segnatevi primavera e autunno come periodi migliori perché le temperature sono perfette. In estate il caldo può essere molto intenso e in inverno le serate e le notti possono essere molto fredde.
Cosa vedere ad Albuquerque e dintorni
Albuquerque è perfetta in un itinerario on the road nel sud-ovest degli Stati Uniti.
Potete abbinarla facilmente a Santa Fe, elegante, artistica, con le sue architetture in adobe e la Canyon Road piena di gallerie, i Pueblo storici, come Taos Pueblo, patrimonio UNESCO e le Carlsbad Caverns, un sistema di grotte impressionante nel sud del New Mexico, con caverne gigantesche e colonie di pipistrelli.
Se state pensando a un viaggio multistato tra Arizona, Utah e Colorado, il New Mexico con Albuquerque e Santa Fe è perfetto. Oppure può diventare una tappa di un coast to coast come abbiamo fatto noi.
Tangeri che in realtà è Bilbao
Nel primo episodio si vede un aeroporto. Lo guardo e dico subito a Gabri: “A me ricorda Tangeri”. Ancora prima di leggere i cartelli avevo quella sensazione. Poi inquadrano le indicazioni stradali e compare proprio la scritta Tangeri. E io penso: lo sapevo.
Finisco la stagione. Guardo lo speciale con il regista. E scopro che non era Tangeri. Era Bilbao.
Le location di Pluribus in Spagna sono un vero esercizio di trasformazione cinematografica. Con le giuste inquadrature, una fotografia studiata nei minimi dettagli e una scenografia calibrata, i Paesi Baschi diventano Marocco. Cambia la luce, cambiano i colori, cambia la percezione. E voi siete convinti di essere in Nord Africa.
È una delle cose che trovo più affascinanti del cinema e delle serie tv: la capacità di prendere un luogo reale, magari anche conosciuto, e farvelo vedere come se fosse da tutt’altra parte del mondo.
Mi era già successo con la serie su Lidia Poët. È ambientata a Torino. Io sono di Torino. Molte scene sono girate ai Giardini Cavour, una zona dove sono praticamente cresciuta. Quei giardini li conosco come le mie tasche. Eppure, nella finzione cinematografica, attraverso scenografie, angolazioni e interventi visivi, li hanno trasformati al punto da renderli quasi irriconoscibili.
Ed è lì che capite quanto lo sguardo della macchina da presa possa cambiare completamente la realtà. Anche quando quella realtà la conoscete benissimo.
Il Sud America che in realtà sono le Canarie
Le scene ambientate in presunti paesi sudamericani mi hanno davvero spiazzata. Paesi colorati in salita, strade polverose, atmosfera andina. Io ero convinta fosse Arequipa, che abbiamo visitato durante il nostro viaggio in Perù.
E invece no. Erano le Canarie.
Gran Canaria è stata usata per ricreare ambientazioni sudamericane. Le zone interne, meno turistiche rispetto alle spiagge, hanno paesaggi aridi, gole profonde e villaggi con case colorate che ricordano davvero l’America Latina.
Poi ci sono le scene che evocano la Darién Gap, l’impenetrabile giungla tra Panama e Colombia. Quelle sono state girate nella foresta di Los Tilos, a La Palma. Qui il paesaggio cambia completamente. Vegetazione lussureggiante, sentieri umidi immersi nella nebbia, pareti ricoperte di muschio, ponti di legno sospesi nel verde.
Quando ho scoperto che quella giungla era Los Tilos sono rimasta davvero di sasso. Io ero convinta fosse in Sud America. La foresta di Los Tilos l’abbiamo visitata durante il nostro viaggio tra La Palma e Tenerife, ma mentre eravamo lì non ho mai avuto la sensazione di trovarmi dall’altra parte dell’oceano. E invece sullo schermo lo sembrava eccome.
C’è stata anche un’altra scena ambientata in quello che dovrebbe essere il Sud America che ci ha fatto subito drizzare le antenne. Un’inquadratura con una barca in mezzo a un gruppo di cactus. Ma non cactus qualunque. Erano proprio “quel tipo” di cactus.
Li abbiamo guardati e ci siamo detti: questi sembrano quelli delle Canarie. Ci ricordavano tantissimo il Jardín de Cactus di Lanzarote, con quelle composizioni quasi scenografiche e il paesaggio vulcanico tutto intorno.
Infatti non ci sbagliavamo. Anche quella scena è stata girata alle Canarie. Con ogni probabilità a Gran Canaria, più che a Lanzarote, ma comunque lì.
È incredibile come basti cambiare il contesto narrativo per farci vedere un luogo per quello che non è. Noi che alle Canarie ci siamo stati più volte, per un attimo ci siamo quasi cascati.
Come trovare le location di Pluribus alle Canarie
Se volete organizzare un viaggio sulle location di Pluribus alle Canarie, l’idea più semplice è combinare Gran Canaria e La Palma con un volo interno. I collegamenti tra le isole sono frequenti e in meno di un’ora cambiate completamente paesaggio.
Per cercare le location di Pluribus a Gran Canaria dovete però fare una cosa precisa: allontanarvi dalla costa. Dimenticate per un attimo le spiagge e salite verso l’entroterra. Tra strade panoramiche, gole profonde e piccoli villaggi arroccati trovate quell’anima più ruvida e autentica che nella serie diventa Sud America. È nelle zone montuose, tra paesi meno turistici e strade secondarie, che si riconosce l’atmosfera vista sullo schermo.
La Palma, invece, è tutta un’altra storia. È l’isola più verde e selvaggia dell’arcipelago. Qui trovate foreste primarie come Los Tilos, crateri vulcanici, sentieri che attraversano colate laviche e punti panoramici incredibili come il Roque de los Muchachos. Non esistono voli diretti dall’Italia per La Palma, quindi l’abbinamento con un’altra isola viene quasi naturale.
Potete scegliere Tenerife, per unire il Teide e i paesaggi lunari alla natura più incontaminata di La Palma. Oppure potete abbinare Lanzarote, con i suoi scenari vulcanici surreali, cactus monumentali e architetture di César Manrique.
Le Canarie hanno un vantaggio enorme: il clima è perfetto tutto l’anno. Temperature miti anche in inverno, sole quasi garantito e una varietà di paesaggi che vi fa sentire in continenti diversi restando in Europa.
I Gilman Tunnels: il Paraguay che non è Paraguay
C’è una scena in cui Manousos guida attraversando una serie di gallerie scavate direttamente nella roccia. Una strada stretta, quasi sospesa, con pareti verticali che sembrano chiudersi intorno alla macchina. Io l’ho guardata e ho detto subito a Gabri: “Questo è Paraguay. Dobbiamo andarci”.
E invece no. Non eravamo in Sud America. Eravamo ancora in New Mexico.
Quelle gallerie sono i Gilman Tunnels, a nord di Albuquerque, lungo la Highway NM-485, vicino a Jemez Springs. Si trovano all’interno della Santa Fe National Forest e sono state scavate negli anni Venti per permettere il passaggio della ferrovia e delle strade di servizio legate alle attività minerarie della zona.
Ho letto che dal vivo la strada è ancora più suggestiva. Le pareti di roccia rossa sono imponenti, il canyon è stretto e il contrasto tra il cielo blu del New Mexico e la pietra crea un colpo d’occhio fortissimo. Non è una superstrada: è una via panoramica secondaria, perfetta per chi ama guidare senza fretta e infilarsi in percorsi meno battuti.
E sapete qual è la cosa che mi fa più sorridere? Noi ce la siamo persa. Quando siamo stati in New Mexico non sapevamo nemmeno che esistesse. È una di quelle scoperte che fai dopo, guardando una serie tv, e pensi: “Ma com’è possibile che non ci siamo passati?”. Motivo in più per tornarci.
Se voi però non ci siete mai stati e state organizzando un itinerario tra Albuquerque, Santa Fe e la zona delle Jemez Mountains, questa è una deviazione che vale assolutamente la pena fare. Anche perché, come avete visto in Pluribus, basta un’inquadratura giusta per farvi credere di essere dall’altra parte del mondo.
Las Vegas: tra luci, casinò ed Elvis
Quando la serie arriva a Las Vegas non ci sono trucchi scenografici. È davvero Las Vegas, con le sue luci abbaglianti, i casinò aperti 24 ore su 24 e quell’energia un po’ eccessiva che la rende unica.
Le riprese sono state girate al Westgate Las Vegas Resort & Casino, uno degli hotel storici della città. Inaugurato nel 1969 come International Hotel, è entrato nella storia perché proprio qui Elvis Presley ha tenuto centinaia di concerti tra il 1969 e il 1976. Ancora oggi si può visitare l’Elvis Presley Suite, un tuffo negli anni Settanta tra memorabilia, foto e arredi iconici.
Las Vegas è facilissima da inserire in un viaggio nel West americano. È una tappa perfetta tra il Grand Canyon, la Monument Valley, la Death Valley o lo Zion National Park. È una città che o si ama o si odia, ma dal vivo è sempre un’esperienza. Anche solo per una notte. Oppure potete fare come noi e sposarvi a Las Vegas!
Vietnam: la baia di Ha Long è reale?
A un certo punto la serie si sposta sul mare, davanti a quella che sembra chiaramente la baia di Ha Long, in Vietnam. Acqua color smeraldo, formazioni calcaree che emergono come sculture naturali, un paesaggio quasi irreale.
Ma quelle scene sono state davvero girate lì? Con ogni probabilità no. La baia di Ha Long non compare tra le location ufficiali della serie, quindi è possibile che sia stato utilizzato un fondale digitale o un inserimento in post-produzione. Il risultato però è credibile. Talmente credibile che ti viene voglia di prenotare un volo, al volo!
La baia di Ha Long esiste davvero ed è patrimonio UNESCO. È famosa per le sue oltre 1.600 isole calcaree che emergono dall’acqua nella parte nord del Vietnam. Si visita in crociera, spesso dormendo a bordo tra tramonti spettacolari e silenzi irreali.
Il Vietnam è uno dei nostri sogni nel cassetto da anni. Non per Pluribus, ma per la sua cultura, il cibo, le risaie terrazzate e le città coloniali. La serie ha solo riacceso la voglia.
Montana: il resort tra la neve che mi sembrava l’Alto Adige
Le ultime scene cambiano completamente atmosfera. Dal mare si passa alla montagna. Neve, pini imbiancati, silenzio. E quelle grandi vetrate panoramiche che sembrano incorniciare il paesaggio.
Vi dico la verità: a me sembrava un resort in Trentino Alto Adige. Linee pulite, architettura minimalista ma calda, tanto legno e natura tutt’intorno. Invece siamo in Montana.
In realtà le riprese sono state girate al One&Only Moonlight Basin, un lodge di lusso all’interno di una comunità privata residenziale inaugurata nel 2025. Il resort è pensato per esperienze invernali di alto livello, con piste da sci, escursioni sulla neve e tutti i comfort di un luxury lodge.
Il Montana è perfetto se amate gli spazi aperti e i paesaggi sconfinati. Potete abbinarlo a Yellowstone National Park, uno dei parchi più spettacolari degli Stati Uniti, con geyser, sorgenti termali coloratissime e branchi di bisonti. È un’America diversa, più selvaggia e meno battuta. Quella che piace a noi.
Pluribus ti fa viaggiare anche quando non te ne accorgi
La cosa che mi ha colpito di più delle location Pluribus è l’illusione continua. Bilbao che diventa Tangeri. Le Canarie che sembrano Perù o Panama. Il New Mexico che sembra un mondo a sé.
Quando una serie tv ti fa venire voglia di partire, per me ha già vinto.
È successo quando siamo andati in Nuova Scozia per vedere le location di Haven. È successo alle Hawaii per Lost. Io quando guardo una serie tv o un film vedo continuamente possibili viaggi.
E voi? Vi è mai capitato di voler vedere dal vivo un luogo che avete amato in tv? Magari sognate di passeggiare per le strade viste in una serie o di ritrovare un angolo di città che vi ha fatto innamorare sullo schermo?
Ci sono tantissime serie con location da sogno. Pensate a Stranger Things, tra piccole cittadine americane che sembrano uscite dagli anni ’80, o a Wednesday, tra la gotica Nevermore Academy e i suoi esterni spettacolari in Scozia. Euphoria vi porta a New York tra locali e quartieri riconoscibili, mentre Outer Banks offre spiagge e scogliere incredibili in North Carolina. Anche Bridgerton, con le ville e i giardini storici in Inghilterra, può diventare una piccola lista di mete da visitare. Tutti posti che, anche se leggermente trasformati dalla magia della telecamera, possono ispirare viaggi memorabili.
Se volete organizzare un viaggio intorno alle location di una delle vostre serie tv o film preferiti, contattatemi: lo possiamo fare insieme e costruire un’esperienza unica che unisce la passione per la serie e l’amore per il viaggio itinerante.











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