Itinerario di 3 settimane dall’Italia alle Isole Faroe con Windy
Le Isole Faroe sono state per tanti anni il nostro sogno nel cassetto, ma i costi molto elevati degli alloggi e la necessità di visitarle in piena estate ci hanno sempre un po’ frenato. Se ci seguite da un po’, sapete che preferiamo viaggiare in primavera e in autunno, quando i luoghi sono meno affollati.
Le Faroe però sono diverse: non solo per il clima, che di fatto le rende una destinazione soprattutto estiva, ma anche perché uno dei motivi che ci spingeva a partire erano le pulcinelle di mare, i puffin, che nidificano sull’isola di Mykines solo nei mesi estivi, tra giugno e agosto.
Per questo abbiamo scelto di partire con il nostro minivan Windy, portando con noi la nostra casa su ruote. Una soluzione che ci ha permesso di rendere il viaggio più flessibile e, allo stesso tempo, di contenere i costi delle sistemazioni, che alle Faroe sono molto cari.
Viaggiare così ci ha permesso di essere molto più liberi. Facevamo la spesa nei supermercati locali, cucinavamo nel van e costruivamo l’itinerario in base al meteo e a quello che ci attirava lungo la strada, senza seguire troppo alla lettera il mio programma originale.
Per raggiungere l’arcipelago dall’Italia abbiamo attraversato Austria, Germania e Danimarca fino alla punta estrema dello Jutland, dove ci siamo imbarcati sul traghetto diretto alle Isole Faroe, lo stesso che prosegue poi verso l’Islanda. Il viaggio è un po’ lungo, 30 ore di navigazione, ma passa in fretta con tutto quello c’è da fare sulla nave.
In questo articolo trovate il nostro itinerario completo del viaggio dall’Italia alle Isole Faroe in minivan, con tutte le tappe dell’andata via terra, la traversata in mare e il rientro.
Se invece volete scoprire nel dettaglio cosa abbiamo fatto giorno per giorno nell’arcipelago, trovate l’articolo dedicato con l’itinerario completo di 17 giorni alle Isole Faroe.
Alla fine dell’articolo trovate anche i costi complessivi del viaggio, utili se state pensando di organizzare un’esperienza simile in autonomia.
Qualche dettaglio
Il nostro itinerario dall’Italia alle Isole Faroe
Abbiamo trascorso 23 giorni on the road, partendo dall’Alto Adige a bordo del nostro fidato Windy, attraversando Germania e Danimarca fino a raggiungere le Isole Faroe con una lunga traversata di 30 ore in traghetto.
Lungo il percorso tra Italia e Danimarca abbiamo esplorato città tedesche e scoperto cittadine danesi che la prima volta non avevamo avuto occasione di vedere.
L’itinerario alle Faroe non era pianificato nei minimi dettagli, ma costruito giorno per giorno, seguendo il nostro spirito di viaggio: spazio all’improvvisazione, adattandoci al meteo e alle ispirazioni del momento.
Ogni giorno preparavamo piatti semplici nel minivan, mentre Windy ci offriva il suo rifugio caldo e comodo. La sera ci fermavamo in parcheggi gratuiti, aree di sosta o piccoli angoli isolati, ascoltando il silenzio interrotto solo dal vento e dal rumore dell’acqua, senza mai prenotare nulla in anticipo e godendoci la libertà di cambiare programma secondo l’ispirazione o il meteo.
Nel diario qui sotto troverete tutte le tappe del nostro viaggio, giorno per giorno: i luoghi che abbiamo visitato, gli spostamenti, qualche consiglio pratico e tanti spunti utili per chi sogna di organizzare un itinerario simile, anche all’ultimo minuto. E se non viaggiate in van, nessun problema: il percorso si può adattare facilmente anche in auto, con pernottamenti in hotel o appartamenti lungo la strada.
Itinerario da Bolzano a Hirtshals
Itinerario alle Isole Faroe
1. verso nord (Italia – Passo Resia)
Partiamo la sera, subito dopo il lavoro, con l’obiettivo di avanzare il più possibile verso il confine. Durante il tragitto ci fermiamo per una cena veloce e poi proseguiamo fino al Passo Resia, dove trascorriamo la notte, pronti per affrontare il lungo viaggio verso la Danimarca il giorno seguente.
Questa tappa ormai è diventata un classico dei nostri viaggi verso il Nord Europa. Ci piacerebbe fermarci proprio davanti al Lago di Resia, ma la sosta notturna non è consentita, quindi ci fermiamo sempre poco dopo aver superato il confine con l’Austria.
2. sosta a Würzburg
Il secondo giorno ripartiamo dall’Austria con Windy e ci dirigiamo verso la Germania. Lungo il tragitto, tra code dovute ai controlli al confine e lavori in corso, ci concediamo qualche sosta per colazione, rifornimento e per sgranchirci le gambe.
La tappa principale della giornata è Würzburg, una città della Baviera famosa perché segna l’inizio della Romantische Strasse, la strada romantica, che lo scorso anno abbiamo percorso solo in parte, ma che prima o poi vogliamo completare.
A Würzburg visitiamo i giardini del palazzo residenziale dei principi vescovi e poi ci perdiamo tra le viuzze della Altstadt. Scorci di case colorate, cortili nascosti e piccole piazze animate ci catturano, così ci fermiamo a osservare la vita locale e ad assaporare la calma e l’atmosfera accogliente della città.
Attraversando il famoso Marienbrücke, dove i ragazzi della zona si ritrovano per aperitivi e chiacchiere, notiamo per caso i cartelli che indicano un percorso panoramico fino al castello. Decidiamo di seguirlo e ci ritroviamo a salire tra stradine tranquille e vigneti, godendoci la vista della città sottostante e del fiume che la attraversa, in un panorama che ci sorprende ad ogni curva.
Dopo la passeggiata facciamo un salto al supermercato per rifornirci di cibo e acqua e poi ci concediamo una doccia veloce in un’area di sosta.
La sera riprendiamo la strada verso nord, fino a fermarci in un parcheggio tranquillo trovato con Park4Night. Ci godiamo la cena, apriamo il tetto di Windy e ci addormentiamo sotto le stelle, pronti per una nuova giornata di trasferimento verso la nostra prima meta: Hirtshals, la punta estrema della Danimarca.
3. sosta a Buxtehude
Il terzo giorno ripartiamo con Windy, pronti a proseguire verso nord.
Lungo il percorso affrontiamo qualche coda dovuta a incidenti e ci fermiamo ogni tanto per soste bagno e per fare benzina.
La tappa programmata per la giornata è Buxtehude, una cittadina che avevo scelto durante la pianificazione del viaggio e che non ci ha deluso. Passeggiando tra le stradine del centro storico, tra case caratteristiche e scorci suggestivi, notiamo che riferimenti a una lepre e a un riccio compaiono ovunque: statue, insegne e piccoli dettagli sparsi per la città.
Scopriamo proprio mentre siamo lì che i Fratelli Grimm hanno ambientato a Buxtehude la leggenda della lepre e del riccio, e che proprio per questo la città è così legata a questi due animali.
La storia racconta di una sfida di corsa tra la lepre, veloce e arrogante, e il riccio, piccolo ma astuto, che grazie a un inganno riesce a vincere la gara.
Non può mancare una pausa per assaggiare il dolce locale: scegliamo un locale in riva al canale e ci deliziamo con una fetta di torta di marzapane, godendoci il silenzio e l’atmosfera tranquilla del luogo.
Riprendiamo quindi la strada verso nord e superiamo il confine con la Danimarca, dove troviamo un’area di sosta immersa nel verde, perfetta per camper e van come il nostro.
Qui ci prepariamo la cena e concludiamo la serata con una partita a Catan, prima di aprire il tetto di Windy e addormentarci sotto le stelle, pronti per un nuovo giorno, quasi arrivati alla nostra meta: Hirtshals.
4. arrivo a Hirtshals
Il quarto giorno ci mettiamo presto in viaggio direzione Hirtshals, che ormai dista meno di 350 chilometri.
La tappa più sorprendente della giornata è Give, un piccolo paese scoperto per caso che ci colpisce subito per le sculture sparse in tutta la cittadina. All’ingresso notiamo una grande ruota imponente, una sorta di installazione che cattura immediatamente la nostra attenzione e ci fa capire che non si tratta di un paese come gli altri. Decidiamo così di fermarci a visitarlo. Passeggiamo tra strade e piazze del centro, osservando le decine di opere d’arte pubblica che trasformano l’intero paese in una vera galleria a cielo aperto.
Ci concediamo anche una piccola pausa in una pasticceria del centro prima di riprendere il viaggio verso il nostro obiettivo. Ma prima di arrivare a Hirtshals facciamo un’ulteriore sosta al Faro di Rubjerg. Ci eravamo già stati lo scorso anno durante il nostro on the road in Danimarca, ma volevamo rivedere ancora una volta questo luogo straordinario, dove il faro si trova immerso tra dune di sabbia che rendono il paesaggio quasi irreale, soprattutto per la Danimarca.
La sera raggiungiamo finalmente Hirtshals e ci sistemiamo per la notte. Prepariamo la cena nel Windy e ci godiamo il momento, consapevoli che ormai siamo davvero vicini alla partenza per le Isole Faroe.
5. partenza per le Isole Faroe
Il quinto giorno è quello della partenza. La mattina ci dirigiamo al porto per il check-in con la Smyril Line, che si svolge quasi come ad un casello autostradale, e poi ci mettiamo in fila in attesa dell’imbarco.
Una volta a bordo della (la nave della Smyril Line che va alle Isole Faroe) troviamo la nostra cabina, la 5130 al quinto piano, e poco dopo iniziamo la navigazione verso le Isole Faroe.
Il bello di viaggiare su una nave di questo tipo è che le cose da fare non mancano, così iniziamo subito a esplorare gli spazi a bordo per capire cosa offre. Tra le varie aree ci sono cinema, Wi-Fi e hot tub a pagamento, mentre gratuitamente si può accedere a piscina, sauna e palestra.
Nel primo pomeriggio partecipiamo a una breve lecture nella sala lettura, dove ci vengono raccontati alcuni aspetti delle Isole Faroe e della loro storia. Più tardi facciamo una passeggiata con il personale di bordo che ci accompagna tra fotografie e racconti legati all’arcipelago. Iniziamo così a entrare sempre più nell’atmosfera del viaggio.
Per cena ci arrangiamo con dei noodle portati da casa, approfittando dell’acqua calda disponibile al café della libreria (a pagamento), evitando così i prezzi piuttosto alti della ristorazione a bordo.
La serata prosegue con un divertente pub quiz al decimo piano, al bar Laterna Magica. Otteniamo un buon punteggio ma non vinciamo, peccato. Subito dopo assistiamo, sempre al bar, a un concerto dal vivo con musica country americana, che chiude la nostra prima giornata di navigazione verso le Faroe. Una giornata sorprendentemente piena di attività nonostante fossimo in nave.
6. arrivo alle Isole Faroe
Il secondo giorno in nave prosegue in modo più tranquillo rispetto al precedente. Dopo aver superato le Shetland e raggiunto il mare aperto, la nave inizia a muoversi di più e, nonostante la pastiglia per il mal di mare, la situazione si fa un po’ più impegnativa. L’unico modo, per me che soffro il mare, è restare distesa per gran parte della mattinata.
Nel pomeriggio riesco a rimettermi in piedi e ci concediamo momenti di relax nella sala letture della nave con delle partite a Catan, il gioco in scatola che ci siamo portati da casa, qualche partita a scacchi e un po’ di lettura, aspettando l’arrivo a destinazione.
Nel tardo pomeriggio finalmente la nave entra nel porto di Tórshavn e mettiamo piede per la prima volta nelle Isole Faroe.
6-18. viaggio alle Isole Faroe
Dopo l’arrivo a Tórshavn, la capitale, abbiamo iniziato il nostro viaggio on the road tra le Isole Faroe, spostandoci tra Streymoy, Eysturoy e Vágar, fino alle isole del nord e a Kalsoy.
È stato un itinerario costruito giorno per giorno soprattutto in base alle condizioni meteo del momento, che ci ha permesso di vivere le Faroe in modo libero e autentico. Abbiamo viaggiato alla Travel with the Wind: seguendo il vento.
Se volete scoprire tutte le tappe giorno per giorno, trovate qui l’articolo con l’itinerario completo di 12 giorni alle Isole Faroe.
Ti riscrivo il pezzo mantenendo il tuo tono da diario di viaggio, alleggerendo un po’ la parte tecnica e rendendola più scorrevole.
Dopo l’ultimo giorno alle Faroe e una cena preparata nel minivan, alle 23:30 saliamo sulla nave e iniziamo la lunga traversata di ritorno verso la Danimarca.
La notte però non parte nel migliore dei modi. Avevo già la febbre alta prima di imbarcarci e appena entrata in cabina mi sono praticamente buttata a letto senza pensare a null’altro.
La mattina dopo mi sveglio e Gabri mi dice: «Ti sono arrivati un sacco di messaggi da TIM».
In quel momento mi si accende una lampadina.
«No… non ho messo il telefono in modalità uso in aereo ieri sera!»
Con la febbre non ci avevo proprio pensato e mi ero addormentata appena salita sulla nave.
Per chi non lo sapesse, in nave il telefono può agganciarsi automaticamente alla rete marittima e il roaming navale può avere costi davvero elevati. Risultato? Nel giro di poche ore il traffico dati aveva fatto partire una serie di ricariche automatiche sul mio contratto TIM.
Quando apro i messaggi trovo notifiche su notifiche e circa 50 euro già addebitati. Il problema non era tanto la cifra in sé, quanto il fatto di non sapere se si sarebbe fermata lì oppure no.
Panico.
Metto immediatamente il telefono in modalità uso in aereo e decido che del resto mi occuperò una volta tornata in Italia. Alla fine riuscirò a farmi rimborsare da TIM, ma il consiglio che vi do è di ricordarvi sempre di attivare la modalità uso in aereo quando siete in traghetto, anche per tratte molto più brevi di questa.
Verso metà giornata inizio finalmente a stare un po’ meglio e usciamo dalla cabina per fare un giro della nave. Nel pomeriggio partecipiamo anche a un quiz sulle capitali del mondo nella biblioteca di bordo.
La serata continua con un pub quiz fatto insieme a due ragazzi tedeschi, senza però riuscire a vincere, e poi con un concerto dal vivo davvero piacevole, dove il cantante interpreta anche alcuni brani di Cat Stevens e Bob Dylan.
Mentre la nave continua il suo viaggio verso la Danimarca, noi torniamo in cabina e andiamo a dormire.
20. arrivo in Danimarca
Alle 6:30 ci sveglia l’annuncio della nave che ci avvisa che mancano 2 ore all’arrivo e che dobbiamo lasciare la cabina entro un’ora. Decidiamo di saltare la colazione a bordo e aspettare di mettere piede in Danimarca.
Appena scesi facciamo colazione in una bakery di Hirtshals e ne approfittiamo per fare un giro nella cittadina. All’andata eravamo arrivati tardi e non avevamo visto praticamente nulla, così questa volta ci concediamo anche una passeggiata fino al faro che domina la costa.
Ripartiamo poi in direzione Billund. Il viaggio scorre tranquillo tra qualche sosta lungo il percorso e una fermata per fare la spesa. Dopo i prezzi delle Faroe, la Danimarca ci sembra quasi economica!
Nel tardo pomeriggio arriviamo finalmente a Billund e facciamo una passeggiata nel parco delle sculture, un’area verde con installazioni contemporanee sparse tra prati e sentieri che rende piacevole anche una semplice camminata.
Da lì ci spostiamo verso la LEGO House. L’edificio è già chiuso per le visite ma lo shop è ancora aperto, così ne approfittiamo per entrare velocemente. Salgiamo poi sulla terrazza panoramica, progettata come un insieme di enormi mattoncini LEGO sovrapposti, e restiamo lì fino all’orario di chiusura, quando ci fanno gentilmente capire che è il momento di andare.
Torniamo quindi da Windy, parcheggiato a circa quindici minuti a piedi dalla LEGO House, prepariamo la cena e ci godiamo una serata tranquilla prima della giornata interamente dedicata al mondo LEGO che ci aspetta il giorno successivo.
21. giornata alla Lego House di Billund
Facciamo colazione nel minivan e poi ci incamminiamo verso la LEGO House. Avevamo già visto l’edificio il giorno prima dall’esterno ma questa volta è il momento di entrarci davvero.
All’ingresso ritiriamo il braccialetto alle macchinette automatiche che ci accompagnerà per tutta la visita e iniziamo subito dal piano che aspettavamo di più: il livello -1 dedicato alla storia LEGO. Pensavamo di fermarci meno tempo e invece ci perdiamo completamente tra esposizioni, vecchie scatole, set storici e racconti che ripercorrono l’evoluzione del marchio. Alla fine passano due ore e mezza solo lì sotto.
Quando riemergiamo dal museo è ormai ora di pranzo e decidiamo di mangiare direttamente nel ristorante della LEGO House.
Dopo pranzo andiamo in una delle aree più particolari della visita, quella dove si scopre come nasce il classico mattoncino LEGO 4×2. Qui viene generata per ogni visitatore una combinazione unica di sei mattoncini e si stampa una carta personale con il proprio codice. Noi la conserviamo gelosamente a casa! Ci spiegano che le combinazioni possibili sono 915.103.765 e che, distribuendone una diversa a ogni visitatore, servirebbero circa 3000 anni per ricominciare da capo.
Il resto del pomeriggio vola tra attività interattive e costruzioni. Disegniamo un pesce che viene digitalizzato e inserito in un mare virtuale, realizziamo un fiore, creiamo minifigure e anche una Mole Antonelliana, il simbolo di Torino, la nostra città, usando solo mattoncini gialli 4×2.
Poi arriviamo alla parte in cui passiamo più tempo in assoluto: le tre grandi isole del mondo LEGO dedicate alle sfide di ricerca. Ogni isola è una ricostruzione estremamente dettagliata di una parte di mondo e al suo interno i ragazzi della LEGO House propongono diverse sfide a difficoltà variabile, come trovare la minifigure dorata, i sei Batman, i cinque hot dog nascosti o i personaggi di Fabuland. È uno di quei posti in cui potresti restare tranquillamente tutto il giorno senza accorgerti del tempo che passa. Noi, infatti, restiamo fino alla chiusura.
Parliamo anche con uno dei ragazzi che segue le attività. Ci racconta che sta imparando un po’ di italiano e ci chiede conferma di alcune frasi che usa con i visitatori, come «Cosa stai cercando?» e «Quanti ne hai trovati?».
Lasciamo a malincuore Billund e la LEGO House e iniziamo la discesa verso sud. Ci fermiamo per la notte in un’area di sosta, prepariamo la cena nel van e chiudiamo una giornata davvero memorabile alla LEGO House.
C’è chi pensa che la LEGO House sia un posto per bambini, ma non è proprio così. Non è un parco giochi e non è nemmeno un museo tradizionale: è un luogo dove si costruisce, si osserva, si gioca e si torna un po’ bambini indipendentemente dall’età. Se siete cresciuti con i LEGO, qui ritroverete pezzi della vostra infanzia. Se invece non siete mai stati grandi appassionati, probabilmente uscirete chiedendovi come abbiate fatto a passare un’intera giornata a cercare Batman dorati nascosti e costruire torri di mattoncini senza accorgervi che il tempo stava passando. E tornerete a casa con la voglia di comprare un set LEGO!














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