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  • Itinerario di 12 giorni alle Isole Faroe con Windy
    18-06-2026
Sei qui: Destinazioni > Europa > Faroe > Itinerario di 12 giorni alle Isole Faroe con Windy

Itinerario di 12 giorni alle Isole Faroe con Windy

Ultimo aggiornamento il 18/06/2026

Questo viaggio alle Isole Faroe ce l’avevamo in testa da tantissimo tempo, era una di quelle mete nel cassetto che continuavamo a rimandare. La scorsa estate non avevamo ancora deciso una meta quando, intorno al 25 aprile, un nostro caro amico, Fabio, che oggi non è più tra noi 🖤, ci racconta del suo viaggio alle Faroe dell’estate precedente e… inizio a pensare che forse era davvero arrivato il momento di partire.

Inizio subito a guardare voli, sistemazioni e possibilità di viaggio, e mi rendo conto che ad agosto è un periodo davvero caro (in realtà lo è sempre, ma in piena estate lo è ancora di più). Allora comincio a pensare a Windy, il nostro minivan, e a come potrebbe portarci fino alle Faroe. Dobbiamo solo raggiungere la punta estrema della Danimarca (un percorso che Windy già conosceva, perché l’avevamo fatto l’anno prima) e da lì prendere un traghetto che in circa 30 ore ci avrebbe portati alle Faroe.

Il costo del traghetto non è certo indifferente, ma considerando che alle Faroe avremmo risparmiato su volo, sistemazioni e ristoranti, si rivelava sicuramente più economico rispetto all’aereo. E così è stato.

In questo articolo vi raccontiamo il nostro viaggio, tappa per tappa, alla scoperta di paesaggi straordinari e strade selvagge, con Windy come fedele compagno di avventura. Questo viaggio lo dedichiamo a Fabio.

Contenuto dell'articolo nascondi
Il nostro itinerario dall’Italia alle Isole Faroe
Dall’Italia alle Isole Faroe
1. arrivo alle Isole Faroe
2. Kirkjubøur – Svartafoss Waterfall e Vagar
3. Mykines, puffin e il lago sull’oceano
Dove dormire per visitare Mykines
4. Múlafossur – Bøur e Drangarnir – Trøllkonufingur
5. Elduvík – Gjógv – Eiði
6. Eiði – Borðoy – Kunoy – Viðoy
7. Klakkur e la chiesa di Klaksvík
8. la buca delle lettere gigante – le dune di sabbia e la baia di Søltuvík
9. Kaffi Á Mølin – Við Áir – Klaksvík
10. Kalsoy e il faro di Kallur
11. la festa dei pescatori di Klaskvik
12. ultimo giorno alle Isole Faroe

Il nostro itinerario dall’Italia alle Isole Faroe

Abbiamo trascorso 23 giorni on the road, partendo dall’Alto Adige a bordo del nostro fidato Windy, attraversando Austria, Germania e Danimarca fino a raggiungere le Isole Faroe con una lunga traversata di 30 ore in traghetto.

Lungo il tragitto tra Italia e Danimarca abbiamo fatto tappa in alcune città tedesche e scoperto diverse località danesi che la prima volta non avevamo avuto occasione di visitare.

L’itinerario alle Faroe non era pianificato nei minimi dettagli, ma costruito giorno per giorno, seguendo il meteo e le ispirazioni del momento.

Nell’articolo qui sotto trovate tutte le tappe del nostro viaggio alle Isole Faroe, giorno per giorno: i luoghi che abbiamo visitato, gli spostamenti e tante idee per chi sogna di organizzare un viaggio simile. Anche se non viaggiate in van o camper, l’itinerario si può adattare facilmente all’auto, ricordando però di prenotare con largo anticipo: alle Faroe le strutture sono poche e si riempiono velocemente.

Itinerario da Bolzano a Hirtshals

Itinerario alle Isole Faroe

Dall’Italia alle Isole Faroe

Questa parte di viaggio ve la racconteremo in un articolo dedicato. Per ora vi anticipiamo soltanto che, tra il tragitto in auto dall’Italia alla Danimarca e la traversata in traghetto fino alle Isole Faroe, abbiamo impiegato sei giorni per raggiungere l’arcipelago.

Al ritorno ci siamo invece fermati in Danimarca un giorno intero alla LEGO House di Billund prima continuare il rientro in Italia, in un viaggio più veloce del previsto, complice un imprevisto che ha purtroppo cambiato la mia pianificazione. Ma questa è un’altra storia e ve la racconteremo nel prossimo articolo.

Ora vi lasciamo invece al nostro itinerario di 12 giorni alle Isole Faroe, a partire dal momento in cui abbiamo messo piede sull’isola di Streymoy, a Tórshavn, la capitale delle Faroe, dove la nave ci ha lasciato per proseguire la sua traversata verso l’Islanda.

1. arrivo alle Isole Faroe

Nel tardo pomeriggio la nave entra nel porto di Tórshavn e mettiamo piede per la prima volta nelle Isole Faroe. Dopo lo sbarco facciamo subito una sosta al supermercato per rifornirci di tutto il necessario per i primi giorni sull’isola.

Da lì ci spostiamo verso il centro e iniziamo a esplorare Tinganes, la parte più antica di Tórshavn e sede storica del parlamento faroese. È un piccolo promontorio di casette rosse con tetti in erba, stretti vicoli e edifici in legno che sembrano quasi sospesi nel tempo. È una delle zone più caratteristiche della capitale.

Per cena troviamo un punto panoramico con vista sulla città, proprio davanti a una scuola, dove ci fermiamo a cucinare e goderci il primo vero pasto alle Faroe.

La prima notte sull’isola la trascorriamo in un parcheggio in città, ancora un po’ increduli di essere finalmente arrivati a destinazione dopo giorni di viaggio.

le casette del centro di Tórshavn

centro di Torshavn

2. Kirkjubøur – Svartafoss Waterfall e Vagar

Il nostro primo vero giorno alle Isole Faroe lo iniziamo con la Svartafoss Waterfall, una piccola cascata che si trova direttamente dentro la città di Tórshavn. È una di quelle cose che non ti aspetti di trovare in una capitale. È proprio questo contrasto a renderla particolare, una cascata così vicina alla città da sembrare quasi fuori posto, eppure perfettamente integrata nell’ambiente faroese.

Da qui proseguiamo verso Kirkjubøur, uno dei villaggi più antichi dell’arcipelago. È un luogo minuscolo ma molto suggestivo, affacciato sull’oceano e circondato da prati verdi. Qui si trovano alcune delle costruzioni più importanti della storia delle Faroe, tra cui le rovine della cattedrale medievale di Magnus e una delle case in legno più antiche ancora abitate al mondo.

Nel pomeriggio ci spostiamo verso l’isola di Vágar. Raggiungiamo il parcheggio del famoso lago sull’oceano e proseguiamo a piedi sotto la pioggia fino al punto di inizio del trekking. Qui si paga l’accesso al sentiero, ma una volta arrivati la situazione non è delle migliori: la nebbia è troppo fitta e la ragazza all’ingresso ci consiglia di non proseguire perché non si vedrebbe praticamente nulla. Decidiamo quindi di rinunciare al trekking e cambiare programma.

Ci spostiamo verso Sørvágur e parcheggiamo davanti al campo da calcio, a circa un chilometro e mezzo dal porto da cui partono i traghetti per Mykines. Qui ci fermiamo per la sera e ceniamo nel van, con una leggera pioggia e le nuvole basse che ci accompagneranno per gran parte del viaggio, ricordandoci fin da subito che alle Faroe sarà sempre il meteo a dettare il ritmo delle nostre giornate.

la chiesa di Kirkjubøur e una tipica casetta faroense con il tetto di erba (e il tipico cielo nuvoloso faroense)

la chiesa di Kirkjubøur

3. Mykines, puffin e il lago sull’oceano

L’ottavo giorno ci accoglie con il sole pieno, una di quelle giornate che alle Faroe sembrano quasi irreali.

Alle 8:45 partiamo a piedi verso il porto e alle 9 saliamo sul traghetto diretto a Mykines. La più occidentale delle Isole Faroe, un piccolo avamposto circondato dall’oceano Atlantico e conosciuto soprattutto per le colonie di puffin. È un luogo isolato, con pochissime case, prati verdi e una sensazione costante di essere davvero alla fine del mondo.

Arriviamo alle 10:20 e, come prima cosa, ci dirigiamo alla scuola del villaggio dove vengono verificati i biglietti e ci organizziamo in piccoli gruppi da circa venti persone.

Noi siamo con una guida del posto che vive qui tutto l’anno, in una casa condivisa con le sue cinque pecore. Il trekking ci porta lungo i sentieri dell’isola e, poco dopo, iniziamo a vedere i primi puffin, alcuni da vicino e altri più distanti sulle scogliere.

Il tempo vola e rientriamo in paese intorno alle 13 per il pranzo, con ancora negli occhi i paesaggi dell’isola e le immagini degli uccelli marini che volano lungo le scogliere.

la foto che sognavo di scattare da quando avevo visto la prima volta i puffin (da lontano) in Islanda

Isole Faroe: puffin a Mykines il 15 Agosto 2025

Alle 14:15 prendiamo il traghetto per il ritorno e, una volta rientrati a Vágar, ci dirigiamo verso Sørvágsvatn, il celebre lago che sembra affacciarsi direttamente sull’oceano. Grazie alla splendida giornata di sole possiamo finalmente percorrere il sentiero che il giorno precedente avevamo dovuto rinunciare a fare a causa della nebbia.

Il trekking regala panorami spettacolari dall’inizio alla fine: il lago appare immenso, le scogliere si tuffano nell’Atlantico e, man mano che si avanza, si aprono scorci sempre più suggestivi. Quando raggiungiamo il punto panoramico più famoso, capiamo perché questo sia uno dei luoghi più fotografati delle Isole Faroe: l’effetto ottico fa sembrare il lago sospeso sopra l’oceano, creando uno scenario davvero incredibile.

Prima di rientrare facciamo la spesa e passiamo davanti alla scultura del cavallo che emerge dall’acqua del lago, un’opera che sembra quasi appartenere al paesaggio stesso e che rafforza ancora di più l’atmosfera surreale del luogo.

Torniamo poi al parcheggio del campo da calcio a Sørvágur, dove prepariamo la cena e trascorriamo la notte ancora una volta immersi nella quiete delle Faroe.

Sørvágsvatn: il lago sull’oceano

Isole Faroe: il lago sospeso sull'oceano

Dove dormire per visitare Mykines

Noi, come avete capito, abbiamo dormito nel nostro minivan, ma mentre andavamo a piedi verso il porto per prendere il traghetto per Mykines abbiamo notato queste splendide casette affacciate sul mare e abbiamo subito pensato che fossero la soluzione perfetta per chi visita l’isola.

La posizione è davvero invidiabile: vista sul fiordo, atmosfera tranquilla e porto raggiungibile comodamente a piedi in pochi minuti. Se state cercando dove dormire per visitare Mykines senza dover prendere l’auto la mattina presto, difficilmente potreste trovare una sistemazione più comoda.

Home Home Prenotate con largo anticipo perché vanno a ruba! Cottages by the Sea

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4. Múlafossur – Bøur e Drangarnir – Trøllkonufingur

Dopo colazione ci dirigiamo verso uno dei luoghi più famosi delle Isole Faroe: la cascata di Múlafossur. Per raggiungerla attraversiamo uno dei caratteristici tunnel a senso unico dell’arcipelago, dove bisogna prestare attenzione e utilizzare le piazzole di scambio presenti lungo la strada.

Arrivati a Gásadalur, ci troviamo davanti a uno dei panorami più spettacolari delle Faroe. La cascata di Múlafossur è diventata una delle immagini simbolo dell’arcipelago grazie al suo salto d’acqua che precipita direttamente nell’oceano. Sullo sfondo si intravedono le scogliere, il mare aperto e, nelle giornate più limpide, anche l’isola di Mykines. È uno di quei luoghi che abbiamo visto decine di volte in fotografia prima di partire, ma che dal vivo riesce comunque a lasciare senza parole.

Dopo pranzo raggiungiamo il piccolo villaggio di Bøur, uno dei più pittoreschi dell’isola di Vágar. Da qui si gode una vista magnifica sugli isolotti di Tindhólmur e sul famoso scoglio di Drangarnir, che avevamo già ammirato da vicino durante la traversata in traghetto verso Mykines. Visto dalla costa, però, il panorama è ancora più suggestivo e permette di apprezzare meglio la forma particolare di questo iconico arco di roccia.

Proseguiamo poi verso Sandavágur per vedere la sua caratteristica chiesa dal tetto rosso, una delle più fotografate delle Faroe. Da qui partiamo a piedi per raggiungere il punto panoramico sul Trøllkonufingur, il celebre “dito della strega”, un’imponente formazione rocciosa che emerge dall’oceano. La passeggiata richiede circa trenta minuti per tratta e regala splendide vedute sulla costa.

Nel tardo pomeriggio torniamo sull’isola di Streymoy e raggiungiamo Tórshavn. Qui ci fermiamo per cena e, quando ormai pensavamo che la giornata fosse finita, il sole fa finalmente capolino tra le nuvole. Ne approfittiamo per una passeggiata tra le vie della capitale, godendoci la luce della sera e l’atmosfera tranquilla della città.

Per la notte troviamo posto in un parcheggio cittadino, pronti a ripartire il giorno successivo alla scoperta di nuove zone dell’arcipelago.

la cascata di Múlafossur

cascata Mulafossur a Vagar - Isole Faroe

5. Elduvík – Gjógv – Eiði

Ci svegliamo con un sole splendido che illumina le scogliere e i fiordi.

La prima tappa è Elduvík, un minuscolo villaggio affacciato su un fiordo stretto e profondo, circondato da montagne verdi che scendono ripide verso il mare. Elduvík è uno di quei luoghi che sembrano sospesi nel tempo, con poche case, silenzio assoluto e un’atmosfera quasi irreale.

Ci fermiamo qui per il pranzo, godendoci la calma del fiordo, poi ripartiamo verso Gjógv. Raggiungiamo il villaggio e saliamo fino alla collina panoramica, dove si paga una piccola tassa di accesso per percorrere il sentiero. La passeggiata è davvero splendida: il percorso si snoda tra prati verdi, scogliere a picco sull’oceano e pecore che pascolano libere ovunque, rendendo il paesaggio proprio quello tipico che ci aspettavamo di trovare alle Isole Faroe. Dall’alto si apre una vista incredibile sull’oceano e sulla caratteristica gola naturale che dà il nome al villaggio.

Mentre scendiamo dalla collina panoramica di Gjógv inizia a piovigginare, così proseguiamo verso Eiði dove ci fermiamo per la notte. Scegliamo un campeggio ricavato all’interno di un vecchio campo da calcio non più in uso. Qui prepariamo la cena e pernottiamo, circondati solo dal silenzio, dal suono delle onde dell’oceano, e dalla pioggia…

panorama dalla collina di Gjógv

Gjógv panorama dalla collina

Vuoi andare alle Faroe?

Lamp Lamp LEGGI anche la mia guida pratica con tutto quello che serve per organizzare un viaggio alle Isole Faroe

6. Eiði – Borðoy – Kunoy – Viðoy

Dopo una notte di pioggia battente ci svegliamo con un cielo ancora grigio e una leggera pioviggine che accompagna la mattinata.

Facciamo una passeggiata lungo la costa nei dintorni di Eiði e, a un certo punto, tra le nuvole, esce anche qualche raggio di sole che illumina il paesaggio per pochi istanti. Ci fermiamo poi a visitare il piccolo villaggio: la chiesa di Eiði è una tipica chiesetta faroese in legno bianco con tetto in ardesia e, al suo interno, si trovano anche elementi insoliti come modellini di velieri appesi al soffitto, una tradizione molto diffusa nelle chiese delle Faroe legata alla vita dei pescatori e al mare che qui è sempre protagonista.

Riprendiamo poi la strada verso le isole del nord.

Facciamo pranzo a Norðskáli, dove troviamo un piccolo museo che però è chiuso (siamo arrivati nel giorno di chiusura). Ci fermiamo comunque a passeggiare nel villaggio e notiamo una curiosa installazione con una mappa delle Faroe e una figura umana sospesa, uno di quei dettagli che rendono questi piccoli centri sempre interessanti anche senza attrazioni.

Proseguiamo verso l’isola di Borðoy, dove si trova Klaksvík, una delle città più importanti del nord dell’arcipelago. Qui facciamo rifornimento e ci fermiamo alla panetteria Ámarant per comprare pane fresco e qualcosa per la colazione del giorno dopo.

Da Klaksvík attraversiamo poi il ponte e il tunnel che portano all’isola di Kunoy, una delle più verdi e selvagge delle Faroe. Qui si trova qualcosa di davvero particolare, l’unico bosco dell’arcipelago. Non si tratta di un bosco naturale, ma di un’area creata dall’uomo che oggi viene chiamata “paradise”, un piccolo angolo insolito rispetto ai tipici paesaggi delle isole.

Rientriamo poi verso l’area di Klaksvík e ci spostiamo infine sull’isola di Viðoy, dove ci fermiamo per la notte nel parcheggio vicino alla chiesa.

verso il bosco dell’isola di Kunoy

verso il bosco dell'isola di Kunoy

7. Klakkur e la chiesa di Klaksvík

Piove e il cielo è completamente coperto. La notte è stata fredda e ci rendiamo conto di esserci dimenticati di accendere il riscaldamento, quindi il risveglio non è dei più confortevoli.

Facciamo colazione con cappuccino e una torta acquistata il giorno prima da Ámarant, poi ripartiamo.

Torniamo verso Klaksvík e ci fermiamo al porto per mangiare un fish & chips, prima di iniziare il trekking verso Klakkur, il punto panoramico che domina tutta la città. Il sentiero parte direttamente dalla città e sale gradualmente tra prati verdi e pendii aperti, fino a raggiungere una cima da cui si gode una vista ampia su Klaksvík, sui fiordi e sulle isole circostanti. Anche con il tempo incerto, il paesaggio è molto suggestivo.

panorama di Klaskvik da Klakkur

panorama di Klaskvik da Klakkur

Scendendo dal Klakkur visitiamo la chiesa di Klaksvík, una delle più importanti del nord delle Faroe. È una chiesa moderna ma molto luminosa, costruita con linee semplici e legno chiaro. La signora che si occupa della struttura ci accompagna anche al piano inferiore, dove si trova una sala con opere in legno di uno scultore faroese.

Passiamo poi al visitor center dove scopriamo che sabato, oggi è martedì, a Klaksvík si svolge la Festa dei Pescatori (Føroya Sjómannadagur), uno degli eventi più importanti dell’anno legato alla tradizione della pesca e alla cultura locale delle Faroe. Non possiamo mancare, per cui decidiamo di riorganizzare il viaggio e adattare i giorni successivi per riuscire a essere lì nel momento giusto.

Per ora mettiamo anche in pausa l’idea di andare a Kalsoy (per fare il trekking fino al faro di Kallur) perché il meteo non è dei migliori e il costo del traghetto non è indifferente, con collegamenti limitati e orari poco flessibili. Andare con il maltempo non avrebbe avuto senso.

Scegliamo di ripartire in direzione dell’isola di Sandoy, attraversando il ponte panoramico tra Eysturoy e Streymoy invece del tunnel. Una strada che spesso in rete viene sconsigliata per via delle curve, ma che in realtà non è per niente complicata ed è molto scenografica, con splendide vedute sui fiordi lungo tutto il percorso.

Vista l’ora ormai tarda, decidiamo di fermarci per la notte a Tórshavn e di proseguire verso Sandoy il giorno successivo.

interno della chiesa di Klaskvik

interno della chiesa di Klaskvik

8. la buca delle lettere gigante – le dune di sabbia e la baia di Søltuvík

Da Tórshavn partiamo in direzione dell’isola di Sandoy, pronti a scoprire una delle isole meno turistiche dell’arcipelago. Arriviamo a Skopun, il primo villaggio dell’isola, dove troviamo una piccola sorpresa al porto: dei bagni pubblici riscaldati e con doccia, una comodità da tenere assolutamente a mente per chi viaggia in van come noi.

Da qui ci spostiamo verso una curiosità del luogo, la gigantesca buca delle lettere, diventata il simbolo del villaggio. Proseguiamo a piedi verso Líraberg. Il sentiero ci porta fino a un punto panoramico affacciato sull’oceano. Qui incontriamo due signore di Udine e scambiamo qualche chiacchiera con loro.

la buca delle lettere gigante delle Faroe

la buca delle lettere gigante delle Faroe

Rientriamo al van per pranzo e dopo mangiato ripartiamo verso le dune di Sandur. Parcheggiamo davanti alla chiesa del villaggio e ci dirigiamo a piedi verso le dune, un paesaggio insolito per le Faroe: dune ampie, sabbiose, con erba bassa e vista sull’oceano. Un luogo decisamente particolare, diverso dai classici scenari delle Faroe, ma non tra quelli che ci resteranno più impressi di questo arcipelago.

Da lì ripartiamo in direzione Søltuvík, percorrendo una strada sterrata a senso unico che non richiede 4×4 ma ha pochi punti di sosta lungo il tragitto. All’inizio della strada ritroviamo anche le due signore di Udine, che però non scendono con noi.

Decidiamo di fermarci qui per la notte, in un punto panoramico affacciato direttamente sul mare. È la prima volta in questo viaggio che dormiamo davvero in una posizione così spettacolare, solo noi e con l’oceano davanti a noi. Alle Faroe il campeggio libero, soprattutto in punti panoramici, è infatti vietato, e noi abbiamo sempre dormito in parcheggi o aree di sosta, ma qui non c’era nessuno e la strada sterrata rendeva il luogo completamente isolato.

Facciamo un giro fino al punto panoramico, poi torniamo al van. Ceniamo e ci godiamo il tramonto davanti a Windy, anche se il cielo è coperto e le nuvole basse non lo rendono particolarmente spettacolare. Rimane comunque una di quelle notti che difficilmente dimenticheremo.

la baia di Søltuvík (Windy era ad aspettarci nel parcheggio della baia)

baia di Søltuvík

9. Kaffi Á Mølin – Við Áir – Klaksvík

Sveglia prestissimo e, dopo colazione, risaliamo la strada sperando di non incrociare nessuno. È infatti un percorso a senso unico con poche piazzole di scambio, dove bisogna fare attenzione nel caso arrivi un veicolo in direzione opposta. Per fortuna la salita scorre senza incontri e arriviamo in cima senza problemi.

Proseguiamo verso Kaffi Á Mølin, un caffè storico molto conosciuto della zona. È un piccolo locale affacciato sul mare, con un’atmosfera autentica e semplice, dove il tempo sembra essersi fermato. Proprio qui ritroviamo le due signore di Udine conosciute il giorno precedente, Giuliana e Angela, e ci fermiamo a chiacchierare con loro davanti a una seconda colazione, in un momento piacevolmente inaspettato.

Ripartiamo poi verso sud, sull’isola di Suðuroy, fino a Hvalba e Dalur, dove si trovano alcuni insediamenti tradizionali con le tipiche case in pietra e torba, i cosiddetti túnbakki. Sono villaggi molto antichi, con costruzioni basse che si integrano perfettamente nel paesaggio, raccontando la vita rurale di un tempo alle Faroe, ancora oggi ben visibile in alcune zone più isolate.

Rientriamo poi sull’isola di Streymoy e ci fermiamo al parcheggio di Kirkjubøur per pranzo. Nel pomeriggio andiamo a Tórshavn per fare rifornimenti e ci fermiamo al visitor center per comprare cartoline e francobolli. In un’epoca sempre più digitale, a noi piace ancora spedire cartoline, ma se anche voi avete questa abitudine sappiate che alle Faroe il prezzo dei francobolli è senza senso (oltre 5 euro a francobollo!).

Rientrati alla macchina, dopo aver trovato per caso un negozio di dischi dove suonava un gruppo jazz dal vivo, ripartiamo verso nord lungo la strada panoramica di Norðradalur, una delle più scenografiche dell’isola.

Raggiungiamo la vecchia stazione di lavorazione delle balene di Við Áir. È una fabbrica ormai abbandonata che si può visitare solo dall’esterno, ma i pannelli informativi raccontano bene la storia della caccia alle balene e del passato industriale delle Faroe, legato a un’epoca in cui questa attività era molto più diffusa e aveva anche una dimensione commerciale. Oggi, invece, la tradizione del grindadráp continua in forma molto diversa rispetto al passato: non ha più scopi industriali o di vendita, ma è regolata e destinata esclusivamente al consumo locale, come parte della cultura e del sostentamento delle comunità isolane.

Durante la cena decidiamo di andare sull’isola di Kalsoy il giorno successivo, visto che il meteo sembra favorevole, così torniamo a Klaksvík per dormire nel parcheggio del porto, un punto perfetto per la notte perché si trova a pochi passi dal molo da cui parte il traghetto per l’isola.

Norðradalur

Isole Faroe: strada verso Nordradalur

10. Kalsoy e il faro di Kallur

La sveglia suona presto. Facciamo colazione e prepariamo anche il pranzo al sacco perché la giornata sarà interamente dedicata all’isola di Kalsoy.

Dal parcheggio del porto di Klaksvík, dove abbiamo dormito, ci basta fare pochi passi per raggiungere il traghetto.

Arrivati a Kalsoy saliamo sull’autobus che collega il porto ai villaggi dell’isola. La strada attraversa una serie di gallerie scavate nella roccia, alcune a senso unico, che rendono il viaggio già di per sé un’esperienza particolare. In poco tempo raggiungiamo Trøllanes, l’ultimo villaggio dell’isola e punto di partenza del trekking più famoso delle Faroe.

Dopo una rapida sosta, partiamo lungo il sentiero che conduce al faro di Kallur.

Inizialmente il percorso è piuttosto affollato, così decidiamo di rallentare il passo e lasciare che gli altri escursionisti si allontanino. È una scelta che si rivela vincente perché ci permette di goderci il cammino con maggiore tranquillità.

Il faro in sé è molto piccolo e non è lui il vero protagonista dell’escursione. Quello che rende questo luogo speciale è il panorama che si apre tutto intorno. Davanti a noi si susseguono promontori verdi che si tuffano nell’oceano, mentre nelle giornate limpide lo sguardo riesce a spaziare su buona parte dell’arcipelago. Anche con le nuvole il paesaggio è straordinario. Riconosciamo le vicine Kunoy e Viðoy, la baia di Elduvík, il villaggio di Gjógv, i celebri faraglioni del Gigante e della Strega e, in lontananza, anche la punta settentrionale di Streymoy.

Poco sopra il faro troviamo anche la lapide dedicata a James Bond. Proprio qui sono state girate alcune scene finali di [“movie”,”No Time to Die”,”James Bond film 2021″], l’ultimo film della saga con Daniel Craig.

Terminato il trekking torniamo a Trøllanes, dove ci fermiamo per il pranzo al sacco prima di riprendere l’autobus verso il villaggio di Mikladalur.

Mikladalur è conosciuto soprattutto per la statua della donna foca, protagonista di una delle leggende più famose delle Faroe. Secondo il racconto, le foche sarebbero in realtà persone che una volta all’anno possono liberarsi della loro pelle e assumere sembianze umane. La statua, affacciata sull’oceano, ricorda proprio questa storia e rappresenta uno dei luoghi più fotografati dell’arcipelago. Ne approfittiamo per passeggiare nel villaggio e raggiungere anche la vicina cascata.

Nel pomeriggio torniamo al porto. Nonostante avessimo prenotato un traghetto più tardi, riusciamo a salire su una partenza precedente insieme agli altri passeggeri e in breve tempo siamo nuovamente a Klaksvík.

Per la notte scegliamo di parcheggiare davanti al visitor center della città. Il giorno successivo è infatti in programma la grande festa dei pescatori e immaginiamo che la zona del porto possa iniziare ad animarsi già dalla sera precedente. Solo più tardi scopriremo che il cuore dell’evento si trova dall’altra parte della baia.

panorama dal faro di Kallur

Isole Faroe, faro di Kallur sull'isola di Kalsoy

11. la festa dei pescatori di Klaskvik

Il giorno successivo ci svegliamo a Klaksvík con una missione ben precisa: assistere all’inizio della Festa dei Pescatori (Føroya Sjómannadagur), una delle manifestazioni più sentite delle Isole Faroe.

Facciamo colazione nel minivan e sappiamo già che una delle prime tradizioni della giornata è il bagno in mare. Così ci dirigiamo verso il porto per assistere all’evento. Arrivati però non vediamo nessuno e chiediamo informazioni. Ci spiegano che il ritrovo non è lì, ma dall’altra parte del fiordo.

Quando arriviamo scopriamo che i partecipanti non sono poi così tanti. Alcune persone si tuffano nell’acqua gelida mentre, poco distante, una piccola casetta ospita chi è già uscito dal mare e si sta scaldando con tè e caffè caldo.

Qualcuno ci vede osservare la scena e ci chiede semplicemente: “Entrate anche voi?”.

Ci guardiamo, ci pensiamo qualche minuto e poi torniamo al minivan a prendere asciugamani e costume.

Pazzi? Probabilmente sì.

Fuori ci sono circa 9 gradi e già mentre ci cambiamo sentiamo freddo. Decidiamo però che entrare lentamente dall’acqua bassa non fa per noi. Meglio entrare direttamente dalla scaletta e nuotare fino alla riva.

Entro per prima. L’acqua è gelida. Per qualche secondo sembra quasi impossibile respirare normalmente. Poi il corpo si abitua e riesco a nuotare fino alla spiaggetta. A metà percorso si tocca già il fondo e questo aiuta psicologicamente non poco. La cosa più sorprendente è che, una volta uscita dall’acqua, i 9 gradi dell’aria sembrano quasi una temperatura piacevole.

Dopo una tazza di tè caldo è il turno di Gabri, che affronta la stessa prova mentre alcuni abitanti del posto entrano tranquillamente dalla riva come se stessero facendo il bagno in piena estate.

Una volta asciutti ci fermiamo nella casetta insieme ai locali. Ci offrono tè, caffè e dolcetti preparati per l’occasione. Chiacchieriamo un po’ con loro e conosciamo una ragazza che ha trascorso tre mesi a Torino grazie a uno scambio culturale.

Verso metà mattina torniamo al minivan per cambiarci e raggiungiamo finalmente la festa. Inizialmente andiamo nella zona sbagliata del porto e solo dopo scopriamo che il cuore dell’evento si trova dall’altra parte della baia, vicino alla chiesa.

Quando arriviamo il sindaco sta tenendo il discorso di apertura. Poco dopo ci spostiamo nel grande tendone principale, dove ci vengono offerti tè, caffè, dolci e panini. Solo più tardi scopriremo che non si tratta di un semplice rinfresco di benvenuto, ma di una caratteristica della festa che ci accompagnerà per tutta la giornata.

Durante le ore successive si susseguono attività, giochi, visite alle imbarcazioni e iniziative legate al mondo della pesca, il vero cuore economico e culturale delle Faroe.

il palco dove si susseguono tutto il giorno concerti e gare di abilità tra gli abitanti delle Faroe

la festa dei pescatori delle Faroe

Una delle cose che ci colpisce di più è l’ospitalità degli abitanti di Klaksvík. Per tutta la durata della manifestazione cibo e bevande vengono offerti gratuitamente ai partecipanti grazie agli sponsor dell’evento. Dalla colazione fino alla cena non manca davvero nulla: panini, dolci, snack, tè, caffè e bibite sono sempre disponibili.

A pranzo e a cena i protagonisti sono naturalmente i prodotti del mare. Noi assaggiamo un ottimo salmone delle Faroe, davvero delizioso. Avremmo voluto provare anche il fish & chips preparato per l’occasione, ma la fila era talmente lunga che alla fine abbiamo dovuto rinunciare.

Vi racconteremo questa festa in un articolo dedicato perché merita davvero di essere approfondita. Per ora vi diciamo soltanto che è stata una delle esperienze più autentiche e coinvolgenti vissute durante il nostro viaggio alle Isole Faroe.

un momento di festa per tutti gli abitanti delle Faroe

la festa dei pescatori delle Faroe

12. ultimo giorno alle Isole Faroe

Sveglia con la pioggia che accompagna anche l’ultimo giorno alle Faroe.

Dopo la colazione andiamo alla posta per spedire le cartoline, il piccolo rituale che chiude sempre i nostri viaggi.

Più tardi incontriamo una signora danese che ci chiede indicazioni per la Bakari Amarant. La accompagniamo e, chiacchierando, ci racconta che qualche anno prima ha viaggiato in Groenlandia e ha scritto un libro per bambini illustrato con foto di orsetti in giro per il paese. Si chiama Helle Bonne Stylow e il libro è Bamserne i Grønland.

Lasciamo Helle e anche Klaksvík e partiamo in direzione Vestmanna con l’idea di vedere le cascate, che però non troviamo attive. Alle Faroe infatti alcune cascate sono stagionali o legate alle condizioni meteo, quindi in certi periodi possono ridursi molto o scomparire quasi del tutto.

le cascate di Vestmanna (quel poco di acqua che c’era)

le cascate di Vestmanna

Proseguiamo verso Tórshavn, il cielo è grigio e le nuvole sono basse per cui decidiamo di andare al Museo Nazionale delle Isole Faroe, il Tjóðsavnið.

Il museo è uno dei luoghi migliori per comprendere davvero le Faroe. Racconta la storia dell’arcipelago dalle origini vichinghe fino alla vita contemporanea, attraverso oggetti, case tradizionali, imbarcazioni e testimonianze della cultura locale. È un percorso completo che permette di entrare ancora di più nella quotidianità di queste isole.

Usciti dal museo le nuvole si sono alzate e qualche raggio di sole ci raggiunge, così decidiamo di andare al forte di Tórshavn. Il Skansin Fort si trova su una piccola altura affacciata sul porto e nasce come struttura difensiva alla fine del XVI secolo per proteggere la città dalle incursioni dei pirati. Nel tempo è stato ampliato e utilizzato anche durante la Seconda guerra mondiale. Oggi è un luogo tranquillo, con il faro e i resti delle vecchie fortificazioni, da cui si gode una bella vista sulla baia e sulle case colorate della capitale faroese.

Il Skansin Fort di Tórshavn

il forte di Torshavn

È difficile credere che il viaggio stia già finendo. Rientriamo nel van e iniziamo a prepararci alla partenza: ceniamo, prepariamo tutto ciò che serve durante il viaggio in nave.

Arriva il momento di lasciare le Isole Faroe. Il check-in e l’imbarco ci riportano lentamente verso il rientro, con la sensazione che questo arcipelago abbia lasciato un segno più profondo di quanto ci aspettassimo, tra paesaggi spettacolari, incontri ed esperienze che difficilmente dimenticheremo.

Bye bye Isole Faroe.

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