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  • Itinerario di 10 giorni alle isole Lofoten a Marzo
    28-11-2024
Sei qui: Destinazioni > Europa > Norvegia > Itinerario di 10 giorni alle isole Lofoten a Marzo

Itinerario di 10 giorni alle isole Lofoten a Marzo

Ultimo aggiornamento il 21/10/2025

In questo articolo trovate il resoconto del nostro on the road alle isole Lofoten, un viaggio che abbiamo fatto in inverno, a metà Marzo. Troverete l’itinerario dettagliato giorno per giorno, insieme alle spese che abbiamo sostenuto. Grazie a questo resoconto, potrete farvi un’idea chiara di cosa si riesce a fare in 10 giorni nell’arcipelago delle Lofoten e dei costi da considerare per organizzare un’avventura simile.

Buona lettura!

Contenuto dell'articolo nascondi
Qualche dettaglio sul nostro on the road alle isole Lofoten
Itinerario on the road di 10 giorni alle isole Lofoten
Dove dormire alle isole Lofoten
1. Dall’Italia alle isole Lofoten
2. da Bogen a Svolvaer
Vuoi partire per le Lofoten?
3. da Svolvaer a Ballstad
4. Spiaggia di Haukland – Vikten – Nussfjord – Hamnøy – Å i Lofoten
5. Ballstad hiking (con imprevisto)
6. Hiking verso il monte Ryten
7. Svolvaer (Aquile di mare nel Trollfjord) e Henningver
8. Kabelvag – Reine – Unstad
9. Haukland Beach – Uttakliev – Borg (museo dei vichinghi) – Unstad
10. da Unstad a Tjeldsund passando per il Museo dell’Hurtigruten
11. dal Tjeldsundbrua Hotel a Evenes e ritorno in Italia
Conclusioni
Quanto ci sono costati 10 giorni alle isole Lofoten

Qualche dettaglio sul nostro on the road alle isole Lofoten

  • Attach Attach
    Periodo

    Dal 5 al 15 Marzo 2024

  • Flight Flight
    Spostamenti

    Aereo Lufthansa da Venezia con scali a Monaco e Oslo + Auto a noleggio con AVIS tramite DiscoverCars

  • Clock Clock
    Fuso Orario

    stesso fuso orario dell’Italia

  • Home Home
    Sistemazioni

    rorbuer tipici + guesthouse + hotel

Itinerario on the road di 10 giorni alle isole Lofoten

Organizzare un viaggio in inverno alle isole Lofoten è un’esperienza molto diversa rispetto a pianificare una vacanza estiva. Ne abbiamo già parlato in due articoli dedicati: uno sulla Norvegia in inverno e l’altro specifico sulle Lofoten in questa stagione.

In estate spostarsi sulle strade norvegesi è decisamente più semplice, e percorrere 300 chilometri in un giorno non presenta le stesse difficoltà che si incontrano in inverno. Per questo motivo, con soli 10 giorni a disposizione, abbiamo deciso di dedicarli interamente alle isole Lofoten. Inizialmente avevamo pensato di includere anche le isole Vesterålen, per andare a “caccia” di balene ad Andenes, ma la bellezza delle Lofoten e il tempo limitato ci hanno fatto cambiare programma durante il viaggio. Così, abbiamo trascorso tutti i 10 giorni esplorando queste isole incantate.

Per arrivare, abbiamo scelto di volare su Evenes, anche se è un po’ più lontano dalle Lofoten rispetto all’aeroporto di Svolvær, perché offriva voli e noleggio auto a prezzi più convenienti.

Ecco il resoconto del nostro viaggio alle isole Lofoten. Buona lettura!

Dove dormire alle isole Lofoten

Durante il nostro viaggio alle Lofoten, abbiamo soggiornato in luoghi splendidi e davvero unici. Ecco le strutture che abbiamo scelto e i motivi per cui le consigliamo anche a voi.

Home Home Vicinissimo all’aeroporto di Evenes vi consigliamo il Bogen Hostel – molto economico rispetto alle sistemazioni alle Lofoten, Le camere sono tutte il legno, molto caratteristiche, e con vista sull’Ofotfjord!

Home Home A Svolvær vi consigliamo il  Fast Hotel Svolvær – molto economico rispetto alle altre sistemazioni alle Lofoten, Comodo per una tappa di passaggio.

Home Home A Ballstad vi consigliamo il nostro preferito, il Naustplassen Rorbuer – un tipico rorbuer norvegese, molto molto accogliente, che può accogliere fino a 12 persone!

Home Home A Henningsvær vi consigliamo il Henningsvær Guesthouse – una graziosa guesthouse in centro alla cittadina, i proprietari sono davvero molto disponibili!

Home Home A Unstad vi consigliamo il Unstad cabin with seaview – un meraviglioso rorbuer con il tetto di erba che si trova nella meravigliosa baia di Unstad.  Fuori dalla casetta c’è anche una vera sauna norvegese ad uso privato!

Home Home Sulla terraferma, subito dopo il ponte Tjeldsund, vi consigliamo il Tjeldsundbrua Hotel – è un tipico motel ma è comodo per pernottare oltre i ponti che potrebbero venir chiusi in caso di maltempo.

Vista da una delle finestre della Unstad Cabin

Casa di Unstad dove abbiamo dormito durante il nostro viaggio in Norvegia in inverno

1. Dall’Italia alle isole Lofoten

Il viaggio fino alle isole Lofoten è abbastanza lungo per via degli scali. Noi poi abbiamo scelto di farne due perché ci era più comodo volare da Venezia che da Monaco (gli unici voli comodi che abbiamo trovato per il periodo in cui volevamo viaggiare).

  • Partenza alle 6:30 da Venezia, arrivo a Monaco di Baviera alle 7:30.
  • Partenza alle 8:25 da Monaco di Baviera, arrivo a Oslo alle 10;30

A Oslo abbiamo dovuto ritirare le valigie imbarcate perché bisogna fare un nuovo imbarco. Ci hanno spiegato che per tutti gli scali fatti in Norvegia bisogna fare questo ulteriore controllo bagagli, sembra che sia perché la Norvegia non fa parte dell’Unione Europea.

  • Partenza alle 16:00 da Oslo, arrivo a Evenes/Narvik alle 17:45

Andiamo a ritirare l’auto che avevamo noleggiato con AVIS tramite DiscoverCars. Noi usiamo sempre questa compagnia, ci siamo sempre trovati bene anche quando abbiamo avuto problemi e ci siamo dovuti far rimborsare spese anticipate alla compagnia di noleggio. L’importante è fare sempre l’assicurazione completa!

Ci danno una Hyundai Rossa con le ruote chiodate. Non abbiamo preso un 4×4 perché, per percorrere le strade norvegesi, anche se innevate o ghiacciate, non serve. Basta andare piano e fare un po’ più di attenzione. Ne abbiamo parlato in questo articolo.

Partiamo e andiamo a dormire al Bogen Hostel, a meno di 20 minuti dall’aeroporto. Un bellissimo ostello con camere molto caratteristiche tutte in legno con vista sull’Ofotfjord! Qui abbiamo conosciuto due ragazze australiane e una coppia malese in viaggio di nozze che poi abbiamo incontrato nuovamente durante il nostro on the road alle isole Lofoten.

auto innevata durante il viaggio in Norvegia in inverno

2. da Bogen a Svolvaer

La tappa da Bogen a Svolvær è una delle più lunghe del nostro viaggio, ma anche una delle più significative: stiamo per raggiungere le Lofoten, che ufficialmente iniziano proprio a Svolvær.

Partiamo dopo la colazione, senza fretta, desiderosi di goderci il percorso lungo la E10, la strada che costeggia i fiordi norvegesi, attraversa le isole Lofoten e raggiunge la più remota delle isole.  I 180 chilometri che separano Bogen da Svolvær di solito si percorrono in circa tre ore, ma tra le numerose soste fotografiche e la prudenza necessaria per le condizioni stradali – rese insidiose dal ghiaccio – il viaggio si è prolungato ben oltre.

Le montagne innevate e il fiordo ci hanno accompagnato per gran parte del tragitto, regalandoci scorci spettacolari. Ogni sosta per ammirare il panorama sembrava doverosa: come si fa a resistere a quelle vedute? Anche la guida lenta, dovuta alle strade ghiacciate, ci ha dato il tempo di apprezzare appieno la bellezza del paesaggio artico.

casetta riflessa sul lago sulla E10 direzione lofoten

Vuoi partire per le Lofoten?

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Sono Travel Designer certificata e posso aiutarti a scegliere la soluzione migliore per te: puoi partire con una delle partenze garantite che ho selezionato appositamente per i miei lettori (a prezzi davvero interessanti) oppure creare insieme a me un viaggio su misura, pensato solo per te.

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3. da Svolvaer a Ballstad

La giornata inizia con la visita di Svolvær, una cittadina vivace e dal forte legame con il mare. Qui andiamo verso il porto per fare un saluto alla Fiskerkona, una statua, che simboleggia le mogli dei pescatori che restano a casa in attesa dei loro mariti impegnati nella pesca. Un tributo ad una tradizione che ancora oggi scandisce la vita alle Lofoten, specialmente durante la stagione della pesca del merluzzo, che va da gennaio ad aprile.

Sulle banchine del porto non possiamo fare a meno di notare, dall’odore abbastanza inconfondibile, file e file di stoccafissi appesi ad essiccare, uno dei simboli delle isole. Questo metodo di conservazione naturale del merluzzo, tramandato da secoli, è possibile qui grazie il clima freddo e secco che contraddistingue le isole. Il merluzzo così conservato è poi esportato in tutto il mondo, in Italia soprattutto in Veneto dove viene preparato il famoso baccalà mantecato.

stoccafisso appeso delle Lofoten

Dopo questa immersione nella cultura locale, ripartiamo in auto verso sud, direzione Ballstad, dove avevamo prenotato una tipica rorbuer per le successive quattro notti: Naustplassen Rorbuer. Il viaggio è un continuo susseguirsi di paesaggi mozzafiato, tra montagne a picco sul mare e piccoli villaggi che sembrano fermarsi nel tempo.

A Ballstad veniamo accolti dal proprietario della nostra rorbuer, che ci mostra la casa. Spaziosa, curata e con un’atmosfera che profuma di legno e tradizione, ci ha subito fatto sentire a casa. Dopo aver posato i bagagli e preso un momento per rilassarci, decidiamo di concludere la giornata con un tramonto speciale.

Ballstad

Ballstad

Ci dirigiamo verso la spiaggia di Unstad, un luogo famoso per la sua bellezza selvaggia e per le onde amate dai surfisti anche d’inverno. Il tramonto qui è spettacolare: il cielo si accende di arancione e rosa, riflettendosi sulle acque del mare.

L’atmosfera è magica: il cielo si colora di arancio e rosa, il mare riflette le sfumature del tramonto e noi ci gustiamo così il nostro primo tramonto alle isole Lofoten, ben coperti per il freddo ma sorseggiando una tazza di tè caldo e fumante.

tramonto alla spiaggia di Unstad

Unstad tramonto

tramonto alla spiaggia di Unstad

Claudia e Gabri che bevono un te caldo davanti alla spiaggia di Unstad

4. Spiaggia di Haukland – Vikten – Nussfjord – Hamnøy – Å i Lofoten

La giornata inizia con una sosta alla spiaggia di Haukland, uno dei luoghi più iconici delle Lofoten. Con la sua sabbia bianca e le acque turchesi che contrastano con le montagne innevate, questa spiaggia offre un paesaggio mozzafiato anche in inverno. Passeggiamo lungo la costa, respirando l’aria frizzante e godendoci la quiete di questo luogo magico.

Proseguiamo verso Vikten, un piccolo villaggio famoso per la sua tradizione artigianale nella lavorazione del vetro. Qui visitiamo il Glasshytta, una bottega-atelier dove possiamo osservare i maestri vetrai all’opera. È affascinante vedere come, con gesti precisi e grande maestria, soffiano il vetro trasformandolo in opere d’arte. Alla fine, scegliamo un vaso da portare a casa: un piccolo ricordo delle Lofoten che ci accompagnerà anche dopo il viaggio.

spiaggia di Haukland

spiaggia di Haukland

Dopo Vikten, ci dirigiamo verso Nusfjord. Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, questo villaggio di pescatori è uno dei meglio conservati delle Lofoten e offre uno sguardo autentico sulla vita di un tempo. Passeggiamo tra le caratteristiche rorbuer rosse e gialle, immerse in uno scenario idilliaco fatto di fiordi e montagne.

Il villaggio sembra rimasto fermo nel tempo, con le sue botteghe tradizionali e le strutture dedicate alla lavorazione del pesce. Visitiamo il piccolo museo, dove scopriamo come venivano trattati i merluzzi per trasformarli in stoccafisso, e osserviamo gli antichi macchinari utilizzati dai pescatori. Non mancano dettagli pittoreschi, come le reti appese ad asciugare e i gabbiani che sorvolano il porto. È una vera immersione nella cultura e nelle tradizioni delle Lofoten.

Nussfjord

Nussfjord

Nel pomeriggio, ci spostiamo verso le Lofoten meridionali, fermandoci a Hamnøy, uno di quei luoghi che sembrano usciti direttamente da una fiaba. Questo piccolo villaggio, tra i più fotografati delle Lofoten, ci accoglie con il suo famoso ponte panoramico, che regala una vista spettacolare sulle rorbuer sospese sull’acqua.

Le casette rosse, il fiordo e le montagne innevate creano un contrasto incredibile, che cambia con la luce del giorno. La bellezza di Hamnøy è tale che ci fermiamo più del previsto per scattare foto e goderci il panorama. La tranquillità del villaggio è quasi surreale, e la sensazione è quella di trovarsi in un luogo fuori dal tempo.

Hamnoy

Hamnoy

Il nostro viaggio ci porta infine ad Å i Lofoten, l’ultima tappa della E10, la strada che attraversa l’intero arcipelago. Questo piccolo villaggio, il cui nome brevissimo (una sola lettera che si scrive Å ma si legge O) significa semplicemente “ruscello”, è immerso in un paesaggio spettacolare, con scogliere che si tuffano nel mare aperto e un’atmosfera di fine del mondo.

Ad Å so trova il Museo dello Stoccafisso, che racconta la storia di questa importante tradizione delle Lofoten.

Facciamo una passeggiata fino alla fine del villaggio e proseguiamo lungo il sentiero, dove il mare diventa più selvaggio. Le onde si infrangono con forza contro le rocce, creando uno spettacolo naturale che ci lascia senza fiato.

A i Lofoten

A i Lofoten

Rientrati a casa, ci godiamo una deliziosa cena a base di polenta accompagnata da baccalà delle Lofoten, un perfetto connubio tra tradizione italiana e norvegese.

Dopo cena, decidiamo di uscire per tentare la fortuna e ammirare l’aurora boreale, che secondo le previsioni promette uno spettacolo mozzafiato. E le aspettative non vengono deluse.

Durante il nostro precedente viaggio in Norvegia, avevamo avuto la fortuna di vederla ogni sera per una settimana intera, ma questa notte supera ogni ricordo: l’aurora si manifesta in tutta la sua bellezza, danzando sopra di noi in un’esplosione di colori e movimento.

Sappiamo che nei giorni precedenti al nostro arrivo ci sono state aurore ancora più intense e spettacolari, ma per noi questa è pura magia. Osservare l’aurora boreale che si libra nel cielo sopra le nostre teste è un’emozione indescrivibile, un sogno che diventa realtà.

foto aurora boreale scattata con lo smartphone

5. Ballstad hiking (con imprevisto)

Dopo una notte emozionante trascorsa sotto le luci dell’aurora boreale, decidiamo di dedicarci a una giornata tranquilla nei dintorni di Ballstad. Su consiglio del proprietario della nostra rorbuer, optiamo per unapercorso ad anello di circa 10 chilometri che parte dalla scuola locale e segue il percorso “Ballstad – Kyllingdalen – Skottinden – Ballstad”.

Il trekking si snoda attraverso paesaggi spettacolari: vallate innevate, laghi ghiacciati e vedute mozzafiato sulle montagne circostanti. Durante la tappa a Kyllingdalen, Gabri decide di far volare il drone per catturare alcune riprese dall’alto, ma accade un imprevisto: il drone perde quota e si schianta nel lago ghiacciato di Dalsvatnet, a circa 20 metri dalla riva.

Proviamo a valutare se è possibile recuperarlo, ma il ghiaccio, già segnato da numerose crepe, sembra poco sicuro. Per fortuna, incontriamo una famiglia del posto: una donna con i suoi bambini e il padre, John. Mentre lei ritiene troppo rischioso avventurarsi sul lago, John si offre di aiutarci. Con grande sicurezza, individua i punti più stabili del ghiaccio e accompagna Gabri fino al drone, permettendoci di recuperarlo. Senza di lui, sarebbe rimasto perduto per sempre!

drone in mezzo al lago ghiacciato

Dopo questa avventura, riprendiamo il nostro percorso e concludiamo l’escursione tornando al punto di partenza.

Riprendiamo l’auto e ci dirigiamo verso ovest per andare ad ammirare il tramonto. La nostra meta è Vikten, una piccola baia incastonata tra le montagne e il mare, che ospita una bottega artigianale di vetro davvero particolare. Avevamo visitato il laboratorio il giorno prima, rimanendo affascinati dal lavoro del proprietario, che ci aveva mostrato il processo di creazione dei suoi pezzi unici: un’arte che unisce il fuoco e la sabbia in un perfetto equilibrio.

All’esterno del laboratorio, proprio sulle rocce affacciate sul mare, il proprietario ha posizionato alcune delle sue opere in vetro, creando un’esposizione naturale che dialoga con il paesaggio circostante. Al tramonto, queste creazioni diventano magiche. Noi ci divertiamo a fotografarle, cercando di catturare i giochi di luce che passano attraverso il vetro colorato.

papera di vetro al tramonto a Vikten

6. Hiking verso il monte Ryten

La giornata di oggi è dedicata a un’escursione mozzafiato verso il monte Ryten. Partiamo al mattino presto, ben equipaggiati per affrontare il percorso invernale: portiamo con noi ramponcini e bacchette da trekking, strumenti indispensabili per muoverci sul terreno ghiacciato.

Il sentiero si sviluppa lungo una serie di salite impegnative, rese più difficili dal ghiaccio che ci costringe a fare molta attenzione. Ogni passo richiede equilibrio e concentrazione, ma i panorami che si aprono intorno a noi rendono tutto più leggero. Arrivati in cima, il monte Ryten ci regala una vista che lascia senza fiato: sotto di noi, la spettacolare spiaggia di Kvalvika si estende tra il mare azzurro e le montagne innevate. L’orizzonte è un susseguirsi di cime che si perdono nell’immensità dell’oceano, un’immagine che rimarrà impressa nella nostra memoria.

Gabri in cima al Mount Ryten

Dopo esserci fermati un po’ sulla vetta per ammirare il panorama e scattare qualche foto, iniziamo la discesa, che richiede la stessa attenzione della salita. Tornati al parcheggio, siamo stanchi ma soddisfatti: è stato uno dei trekking più impegnativi del nostro viaggio, ma anche uno dei più emozionanti.

Nel pomeriggio, ci spostiamo verso Ramberg, una piccola località affacciata sul mare, per goderci il tramonto. Qui, la spiaggia si tinge dei colori del tramonto e il suono delle onde ci accompagna, chiudendo in bellezza un’altra giornata

la spiaggia di Ramberg al tramonto

7. Svolvaer (Aquile di mare nel Trollfjord) e Henningver

Lasciamo con un po’ di tristezza la splendida rorbuer di Ballstad, che ci ha fatto sentire a casa durante i nostri giorni alle Lofoten. La nostra prima tappa è Svolvaer, dove abbiamo prenotato un’escursione indimenticabile per avvistare le aquile di mare nel maestoso Trollfjord.

L’escursione ci porta nel cuore di uno dei fiordi più spettacolari delle Lofoten, con scogliere a picco e acque cristalline. L’avvistamento delle aquile è un’esperienza unica: vederle librarsi in volo sopra di noi è mozzafiato. Cerchiamo di immortalare questi momenti con la macchina fotografica e il teleobiettivo, ma non è facile scattare foto nitide con questi magnifici rapaci sempre in movimento. Nonostante qualche scatto mosso, riusciamo a catturare alcune immagini davvero emozionanti.

aquila di mare fotografata a Svolvaer
aquila di mare fotografata a Svolvaer

Rientrati a terra, facciamo una breve sosta per acquistare uno stoccafisso da portare a un collega di Gabri, che lo voleva per cucinare il famoso baccalà mantecato alla vicentina. Questo stoccafisso avrà poi una storia tutta sua, che vi abbiamo raccontato in questo articolo.

Proseguiamo quindi il nostro viaggio verso Henningsvær, un villaggio pittoresco famoso per il suo fascino autentico e le sue case colorate che si riflettono sull’acqua. Per la notte, abbiamo prenotato alla Henningsvær Guesthouse, una struttura accogliente e perfettamente in sintonia con l’atmosfera del luogo.

Prima di concludere la giornata ci avventuriamo su una collina nei dintorni per ammirare il tramonto sul mare. Purtroppo il tempo non è dalla nostra parte: le nuvole basse all’orizzonte offuscano il cielo, rendendo il tramonto meno spettacolare del solito.

8. Kabelvag – Reine – Unstad

Lasciamo la nostra guesthouse e ci dirigiamo verso il Lofoten Museum di Kabelvåg, una tappa imperdibile per chi vuole approfondire la storia di queste isole e dei loro abitanti. Il museo offre uno spaccato della vita nei villaggi di pescatori del XIX secolo, con un’esposizione che include barche tradizionali, rorbuer dipinte di rosso, fotografie d’epoca e filmati che raccontano la quotidianità dei pescatori. Colpisce in particolare la narrazione delle dure condizioni di vita, quasi servili, di chi lavorava in mare, una vera storia di sfruttamento che lascia il segno.

Il complesso museale è ricco di dettagli e spunti interessanti. Si inizia dalla casa padronale, dove sono esposti oggetti storici e filmati che raccontano la vita dell’epoca. All’esterno si possono visitare alcune casette di pescatori originali, tra cui una centenaria, perfettamente conservata. In un capannone accanto sono esposte numerose imbarcazioni tradizionali, un vero paradiso per gli appassionati di storia marittima.

Reine

Kabelvag viching museum

Dopo il museo, ci spostiamo fino a Reine, perché non potevamo lasciare le Lofoten senza scattare altre foto alle iconiche casette rosse e gialle, perfettamente incorniciate dai maestosi picchi montuosi. Il fascino di Reine è irresistibile!

casetta gialla di Reine

Raggiungiamo poi la nostra nuova sistemazione sulla spiaggia di Unstad. Questa cabin, la Unstad cabin with seaview, trovata per caso grazie a un’offerta last-minute, è un autentico gioiello. È una vecchia abitazione ristrutturata con il tradizionale tetto in erba, dotata persino di una sauna a legna appena fuori dalla porta. Non appena arrivati, accendiamo la sauna e ci godiamo un momento di puro relax, avvolti dal silenzio intorno a noi, c’eravamo solo noi, il mare e la spiaggia di Unstad.

Reine

gabri che prepara la sauna a Unstad

9. Haukland Beach – Uttakliev – Borg (museo dei vichinghi) – Unstad

La giornata inizia con un trekking da Haukland Beach verso Mannen, un percorso che si rivela però troppo impegnativo. Il sentiero, completamente ghiacciato, è ripido e pericoloso, quindi decidiamo di non rischiare e torniamo indietro. Una volta tornati a Haukland Beach, optiamo per un’alternativa più semplice ma altrettanto suggestiva: il giro della montagna che collega Haukland a Uttakleiv. Questo itinerario ci permette di ammirare panorami mozzafiato da entrambi i lati della montagna, passando per spiagge incontaminate e percorrendo sentieri che sembrano usciti da una cartolina. Concludiamo il giro tornando a Haukland, soddisfatti della scelta.

verso Manner, sotto di noi la Haukland beach

hiking da Haukland a Manner

Nel pomeriggio ci spostiamo a Borg per visitare il Lofotr Viking Museum, una tappa imperdibile per chi desidera approfondire la storia di questo popolo affascinante. Il museo è perfetto per chi ha solo una vaga idea dei vichinghi e vuole scoprire di più su questa cultura spesso fraintesa. Il percorso museale non è enorme, ma è vario e ben strutturato. Include video e racconti sui ritrovamenti archeologici della zona e sulla storia dei vichinghi, che aiutano a immergersi nella loro quotidianità.

La ricostruzione della grande abitazione vichinga è davvero suggestiva, popolata da figuranti in costume che rievocano la vita dell’epoca. C’è anche la possibilità di partecipare a esperienze interattive, come cucinare cibo tradizionale o lavorare il legno, perfette per chi vuole immergersi completamente in quest’epoca storica.

Il museo offre anche una gita su una nave vichinga nel porticciolo vicino, raggiungibile con una breve passeggiata di circa 1 km. Purtroppo, durante la nostra visita, la nave era custodita nella rimessa: il lago era completamente ghiacciato, e probabilmente in inverno non viene utilizzata. Nonostante questo, l’esperienza al museo ci lascia con una comprensione più profonda e affascinata di questa cultura nordica.

Lofotr Viking Museum: gabri vichingo

Dopo una giornata così ricca di esperienze e camminate, rientriamo nella nostra accogliente cabin sulla spiaggia di Unstad, pronti a goderci un po’ di meritato relax. Il tramonto ci regala uno spettacolo incredibile direttamente dalla finestra: le sfumature dorate e rosa del sole che si abbassa sull’orizzonte dipingono il cielo e si riflettono sulle onde del mare. Ammiriamo questa meraviglia comodamente al calduccio, con una tazza di tè fumante tra le mani, mentre ci lasciamo avvolgere dall’atmosfera intima e tranquilla della nostra casetta.

Ma la giornata non è ancora finita: dopo il tramonto, accendiamo la sauna con la legna, un rituale che rende questo soggiorno ancora più speciale. L’odore del legno che si scalda e il vapore che riempie la piccola stanza creano un momento di puro benessere. È il modo perfetto per rilassare i muscoli dopo il trekking e concludere la giornata in totale armonia, immersi nella magia delle Lofoten.

tramonto sulla spiaggia di Unstad dalla nostra casetta

10. da Unstad a Tjeldsund passando per il Museo dell’Hurtigruten

La mattina ci svegliamo con il panorama completamente diverso da come l’avevamo lasciato la sera prima. Il vialetto davanti a casa, la spiaggia e la nostra macchina sono tutte coperte di una coltre candida di neve. Fuori continua a nevicare incessantemente, trasformando il paesaggio in un suggestivo quadro monocromatico. Da una parte ci rallegra l’abbondanza di neve, che rende il viaggio più suggestivo, dall’altra la guida richiede massima attenzione e prudenza.

La tappa odierna è l’Hurtigruten Museum di Stokmarknes, un luogo davvero unico costruito intorno alla nave MS Finnmarken, che si può visitare dalla stiva fino al ponte di comando.

L’architettura del museo è un interessante esempio di design contemporaneo. La struttura è di per se pazzesca, caratterizzata da ampie superfici vetrate che permettono di osservare la nave da molteplici angolazioni. L’edificio è stato progettato avvolgendo completamente la MS Finnmarken, con materiali che richiamano l’ambiente marino, con strutture in acciaio e ampie superfici vetrate che permettono di osservare la nave da molteplici angolazioni.

Di giorno, questi vetri catturano i riflessi delle montagne circostanti, creando un gioco di immagini suggestivo, mentre di notte la nave appare illuminata in tutto il suo splendore – un dettaglio che purtroppo non abbiamo potuto ammirare durante la nostra visita diurna.

esterno dell’Hurtigruten museum

Hurtigruten Museum dall'esterno

In questo interessante museo scopriamo la storia affascinante di questi leggendari piroscafi postali che dal 1893 hanno collegato le comunità più remote della Norvegia rappresentando per decenni l’unica via di comunicazione lungo la tortuosa costa norvegese.

Le navi Hurtigruten non erano semplicemente mezzi di trasporto, svolgevano  un servizio pubblico essenziale di consegna posta, pacchi e rifornimenti. Questo museo offre un’immersione straordinaria nella storia dei trasporti marittimi norvegesi, con l’ulteriore fascino di poter osservare una nave di quelle dimensioni completamente all’asciutto.

Hurtigruten Museum

Dopo la visita al museo, ripartiamo verso la nostra prossima destinazione: il Tjeldsundbrua Hotel. Abbiamo scelto strategicamente questo hotel perché si trova proprio dopo il Tjeldsundbrua, uno dei ponti (brua significa ponte) che ha la chiusura automatica in caso di vento forte. Non potevamo rischiare di rimanere bloccati prima della partenza (l’indomani avevamo il volo di ritorno in Italia).

11. dal Tjeldsundbrua Hotel a Evenes e ritorno in Italia

Ovviamente, dopo un giornata grigia e una notte di nevicata, la mattina della partenza non poteva esserci tempo più bello! Sole splendente, neve freschissima caduta in abbondanza e ancora intatta… Noi approfittiamo delle ultime ore prima della partenza per un ultimo tour fotografico nei dintorni di Evenes. Vi lasciamo quest’ultima foto scattata proprio quella mattina, a ricordo di questo spettacolare viaggio alle isole Lofoten! Se potete andate anche voi, meritano veramente!

neve intatta e casetta rossa al rientro dalle isole Lofoten, vicino a Evenes

Conclusioni

Il viaggio alle Lofoten è uno di quei viaggi che ci resterà impresso per le meraviglie naturali che abbiamo visto. Eravamo già stati in Norvegia, avevamo ammirato i fiordi, le montagne innevate a picco sul mare, l’aurora boreale, ma le Lofoten sono qualcosa di unico, assolutamente da vedere almeno una volta nella vita!

Consigliamo di visitare le isole Lofoten tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. In questo periodo le giornate si stanno allungando, c’è ancora abbastanza buio per poter ammirare l’aurora boreale e, se siete fortunati, potrete trovare panorami ricoperti di neve che rendono questi luoghi ancora più magici.

Come potete vedere dal nostro racconto, non è un viaggio economico. Un consiglio per risparmiare è quello di organizzarsi in gruppo: molte case hanno più camere da letto e condividendo i costi si può abbattere significativamente la spesa. Scegliere strutture con cucina può inoltre permettervi di risparmiare molto sui pasti.

Per rivivere tutte le emozioni del nostro viaggio, vi invitiamo a seguirci su Instagram, dove nelle storie in evidenza troverete tutti i momenti più belli del nostro tour alle Lofoten. Volete scoprire altri dettagli sui nostri viaggi in Norvegia? Visitate la sezione Viaggi in Norvegia del nostro blog, dove potrete leggere tutti i nostri articoli e approfondimenti.

Quanto ci sono costati 10 giorni alle isole Lofoten

  • Flight Flight
    Volo da Venezia a Evenes

    571€

  • Noleggio auto

    683€

  • Benzina

    136€ x 75 litri x 1.588 km

  • Pernottamenti

    1189€ x 10 notti

  • Pasti

    133€ (spesa solo al supermercato)

  • Picture Picture
    Musei e Tour

    300€ (tour aquile di mare 215€, il resto musei)

  • Docs Docs
    Parcheggi

    12€

Info-circled Info-circled

10 giorni alle isole Lofoten 3.050 euro in due

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1 commento
  1. Eliana
    Eliana dice:
    20/01/2025 in 18:15

    Un viaggio a dir poco straordinario! L’incontro con le aquile di mare, a mio parere, vale il viaggio ma io sono di parte perché appassionata di birdwatching come sono sarei davvero impazzita a osservarle come avete fatto voi! Un mio carissimo amico andrà proprio alle Lofoten il prossimo luglio per un viaggio all’insegna del trekking: vi invidio tutti :)

    Rispondi

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Viaggio da più di vent’anni insieme a Gabri, che, oltre a supportarmi in questo progetto, e sopportarmi nella vita di tutti i giorni, è colui che guida nei nostri viaggi on the road.

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