Il nostro viaggio speciale in Egitto: Cairo + Menfi e Saqqara
E’ già passato quasi un anno e mi sono resa conto di non avervi ancora raccontato questo incredibile viaggio in Egitto. Oggi voglio portarvi con noi in questa avventura, partendo da come è nato il viaggio, perché abbiamo scelto proprio questa esperienza e i nostri primi giorni tra Cairo, Giza, Menfi e Saqqara.
Se vi piacciono i viaggi fuori dal comune, pieni di storia e meraviglie antiche, continuate a leggere: vi porteremo con noi tra piramidi, templi e momenti indimenticabili nel cuore dell’Egitto.
Com’è nato questo incredibile viaggio in Egitto
Era Pasqua 2024. Eravamo in Piemonte per passare le feste con i parenti e ci siamo ritagliati una giornata per visitare il Museo Egizio di Torino, che non vedevamo da tanti anni.
Quel giorno, per puro caso, era anche l’ultimo di apertura della Galleria dei Re, prima di una lunga chiusura per lavori di rinnovo. Una fortuna immensa: ci siamo trovati davanti a quella sala buia, con le statue illuminate che sembravano prender vita davanti a noi. Un’emozione che ancora oggi ricordiamo benissimo.
Il giorno dopo, domenica, come sempre Gabriele leggeva la newsletter di Massimo Polidoro, “L’avviso ai naviganti”. Ed è proprio lì che qualcosa ha attirato la sua attenzione: Massimo raccontava di una crociera sul Nilo a cui avrebbero potuto partecipare anche alcuni viaggiatori, non molti. Una di quelle esperienze rare. Non solo: la partenza era fissata per novembre, esattamente nei giorni del mio compleanno.
Chi ci conosce sa che per i nostri compleanni siamo quasi sempre in viaggio. E per quel novembre non avevamo ancora nulla programmato. In più, l’Egitto era da tempo un nostro sogno nel cassetto. Non l’Egitto “classico”, quello dei tour organizzati, ma un viaggio speciale in Egitto. Era l’occasione che aspettavamo!
Così abbiamo subito contattato l’agenzia. I posti c’erano, il prezzo era decisamente fuori dal nostro solito budget – con quella cifra avremmo fatto almeno due, se non tre, dei nostri viaggi abituali – ma davanti a un’opportunità simile non potevamo tiraci indietro. Sarebbe stato un viaggio esclusivo, con poche persone e in compagnia di Massimo Polidoro. Non potevamo lasciarcelo scappare.
E così ci siamo buttati in questa avventura!
I nostri primi 3 giorni tra Piramidi, GEM e Museo Egizio
Anche se la crociera sul Nilo era organizzata dall’agenzia, abbiamo deciso di non aggiungere l’estensione Cairo anche perché più che un tour ci sembrava un tour de force: prevedeva Piramidi, GEM e Museo Egizio in mezza giornata! Un programma troppo serrato per i nostri gusti.
Noi volevamo vivere l’Egitto con più calma, dedicando il giusto tempo a ogni meraviglia. Così abbiamo scelto di partire qualche giorno prima e organizzare da soli la visita delle Piramidi di Giza, del Grand Egyptian Museum, del Museo Egizio del Cairo, senza dimenticare Menfi e Saqqara. Tre giornate intense ma ricchissime!
Abbiamo chiesto all’agenzia di anticiparci il volo di tre giorni rispetto all’inizio della crociera e ci siamo anche regalati una sistemazione speciale: una camera con vista Piramidi e, ulteriore chicca, una vasca idromassaggio proprio davanti alla finestra, e alle Piramidi… Un sogno ad occhi aperti.
👉 L’hotel si chiama The Home Boutique Hotel Pyramid Inn
Per le visite ci siamo affidati a una guida che aveva conosciuto Gianni in un precedente viaggio in Egitto: Sherif. Una volta contattato, ci ha proposto un prezzo davvero speciale, anche grazie all’amicizia con Gianni. Per tre giorni interi, con guida, auto e autista a nostra completa disposizione, abbiamo speso meno dell’estensione Cairo proposta dall’agenzia!
Nei prossimi paragrafi vi raccontiamo la prima parte di questo viaggio indimenticabile, prima di salpare lungo il Nilo.
Giorno 1 – arrivo al Cairo
Il nostro volo per Il Cairo partiva alle 13:35 da Milano Malpensa. Come ormai è tradizione, la sera prima abbiamo dormito al nostro punto di riferimento vicino all’aeroporto: il B&B near Malpensa di Samarate.. È comodissimo, a pochi minuti da Malpensa, e soprattutto permette il check-in a qualsiasi ora. Per noi è perfetto, visto che partendo da Bolzano dopo il lavoro arriviamo sempre tardissimo, spesso ben oltre la mezzanotte.
La mattina, una volta in aeroporto, ci aspetta una sorpresa piacevole: incontriamo Nicolò Balini, ideatore del tour operator Si Vola. Non ci lasciamo sfuggire l’occasione di scattare una foto con lui! Anche Nicolò era diretto al Cairo, dove avrebbe fatto scalo per poi volare in Eritrea. Le sue avventure in Eritrea le trovate sul suo canale YouTube HumanSafari.
Tornando al nostro viaggio, partiamo puntuali. L’aereo della EgyptAir però ci lascia un po’ perplessi: molto vecchio e con un odore di fumo che non ci aspettavamo… sinceramente non avevamo mai visto un aereo ridotto così. Almeno il pranzo a bordo è stato più che discreto, in linea con tante altre compagnie.
Pre fortuna anche con l’aereo così vecchio atterriamo sani e salvi al Cairo alle 18:15. Appena scesi andiamo subito verso l’uscita, ma ci fermano: prima bisogna fare il visto di ingresso.
L’accoglienza in aeroporto (meet & greet)
Mentre ci mettiamo in fila incontriamo Shami, un ragazzo mandato dall’agenzia di viaggi per accoglierci. Chissà come ha fatto a riconoscerci! Non siamo abituati a questo tipo di attenzioni, non sapevamo nemmeno di doverlo incontrare.
La sua presenza ci è però stata subito preziosa. Prima di tutto ci ha fatto spostare nella fila giusta. C’erano due code, una molto lunga per lo sportello visti e una più corta, per lo sportello del cambio valuta. Noi eravamo in fila allo sportello visti ma lui, sapendo che anche allo sportello del cambio valuta facevano il visto ci ha fatto subito spostare risparmiando un sacco di tempo. Ma non solo, abbiamo poi scoperto che solo allo sportello del cambio valuta era possibile pagare in valuta straniera, nell’altro sportello avremmo dovuto avere le lire egiziane.
Con Shami, poi, nemmeno un minuto di fila al controllo passaporti: ha mostrato i nostri documenti, scambiato due parole in arabo con l’ufficiale, e in un attimo eravamo fuori!
Abbiamo aspettato insieme i bagagli e, in un ottimo italiano, ci ha raccontato un po’ della sua vita. Anche all’ultimo controllo bagagli all’uscita dell’aeroporto, grazie a lui, siamo passati senza intoppi.
Alla fine è vero: non avremmo avuto bisogno di un’accoglienza organizzata, ma con Shami tutto è stato molto più semplice.
Scopriamo anche che conosceva bene Sherif, la nostra guida per i giorni al Cairo. Poi avremmo capito che in realtà Sherif lo conoscevano tutti… così come si conoscono tra loro tutte le guide che parlano italiano, che sembrano essere una piccola grande famiglia.
All’uscita ci attende l’autista dell’hotel (servizio gratuito incluso nel prezzo) e dopo più di un’ora di traffico caotico arriviamo finalmente a Giza, alle 21:30.
Ceniamo sul terrazzo dell’hotel con vista Piramidi, una vista unica!
Giorno 2 – Menfi – Saqqara – Giza
Ci svegliamo davanti alle piramidi di Giza, che ci accompagnano anche durante la colazione sulla terrazza dell’hotel. Non vediamo l’ora di immergerci finalmente nella cultura dell’antico Egitto!
Alle 8 in punto scendiamo nella hall dove troviamo Sherif, la nostra guida, pronto ad accompagnarci in questa nuova avventura egizia. Saliamo sulla nostra auto privata, che avremo a disposizione per tre giorni, e partiamo in direzione Menfi, l’antica capitale dell’Egitto.
Sherif ci spiega che vuole farci seguire un percorso storico, dai siti più antichi fino alle piramidi. La giornata inizia quindi tra le rovine di Menfi, dove ammiriamo la maestosa statua colossale di Ramses II, lunga oltre dieci metri e distesa a terra. È incredibile pensare che un’opera di tale precisione sia stata realizzata oltre tremila anni fa.
Da qui ci spostiamo a Saqqara, il sito dove tutto ebbe inizio. È qui che si trova la piramide a gradoni di Zoser, considerata la prima piramide mai costruita. Entrarci è un’emozione unica: i corridoi sono bassi e leggermente inclinati, l’aria calda e ferma, e il profumo della pietra antica ci riporta indietro nel tempo. Dentro regna un silenzio quasi surreale, rotto solo dai passi dei pochi visitatori che, come noi, cercano di immaginare com’era la vita in quei tempi lontani.
A pranzo ci fermiamo ad assaggiare i falafel, i più buoni mai mangiati. In Italia non li avevamo mai trovati preparati con le fave fresche, sono verdissimi dentro e davvero deliziosi!
Nel pomeriggio arriviamo finalmente a Giza, dove entriamo nella piramide di Micerino. Sherif ci consiglia questa visita: è la più piccola delle tre, ma anche la più tranquilla, e l’interno si raggiunge con un percorso breve e non troppo faticoso (niente tratti da fare a carponi come nella grande piramide!).
Dopo la visita, Sherif ci accompagna al punto panoramico da cui si possono ammirare tutte e tre le piramidi. Peccato solo per la presenza insistente dei noleggiatori di cammelli: alla fine cediamo e facciamo anche noi la classica passeggiata sul cammello, accompagnati da un bambino che ci guida tra la sabbia tenendo buoni gli animali.
Concludiamo la giornata davanti alla Sfinge e ci riposiamo guardando il sito da lontano finché non tramonta il sole. È stata una giornata intensa e indimenticabile, piena di storia e di emozioni.
Rientriamo stanchi ma felici e ci concediamo la cena nel ristorante sotto l’hotel. Ci portano tantissimi piattini, davvero troppi per noi che siamo abituati a mangiare poco, ma è tutto buonissimo.
Giorno 3 – Museo Egizio, Moschea di Alabastro e esperienza Cairo da soli
La giornata inizia presto. Facciamo colazione nel nostro hotel con vista sulle piramidi, anche se fa un po’ freschino per mangiare all’aperto, quindi ci sistemiamo nella sala interna, senza panorama, ma comunque con l’entusiasmo a mille.
Alle 8:30 puntuali l’autista ci viene a prendere per portarci al Cairo, dove incontriamo Sherif, la nostra guida. La prima tappa è il Museo Egizio del Cairo, il più grande museo egizio al mondo fino a quando non ha aperto il GEM.
Il museo è immenso e ci sono così tante cose da vedere che senza una guida ci saremmo persi! Sherif ci accompagna tra le sale più importanti, raccontandoci la storia dei faraoni e cercando di farci memorizzare qualche nome e qualche vicenda. Diciamo che tra matrimoni tra genitori e figli, intrighi e discendenze complesse, alcuni intrecci sembrano usciti direttamente da una puntata di Beautiful.
La sala di Tutankhamon è la più affollata e rigorosamente sorvegliata: niente foto del tesoro, ma ammirare i suoi splendidi oggetti da vicino è comunque emozionante. Adesso che è stato finalmente aperto al pubblico il GEM, il 1 novembre 2025, il faraone bambino ha una sala molto più grande e scenografica che ospita tutti i tesori (anche quelli che nella sala del Museo Egizio non era possibile vedere). Sarà quindi da tornare per vedere questa sala del GEM!
Dopo il museo, ci spostiamo verso la Città dei Morti, un quartiere unico del Cairo: si tratta di una città all’interno di un cimitero, dove vivono persone in case costruite tra le tombe e le moschee storiche. Passare tra queste vie è un’esperienza surreale: una parte della città sembra sospesa tra presente e passato, e ci fa riflettere su come la vita e la morte convivano in un modo così particolare.
Per pranzo Sherif ci porta a provare il Koshary, il piatto nazionale egiziano a base di riso, lenticchie, pasta e salsa di pomodoro, che diventerà un must anche durante la nostra navigazione sul Nilo.
Nel pomeriggio visitiamo la Moschea di Alabastro, anche chiamata Moschea di Muhammad Ali, che si trova all’interno della Cittadella del Cairo, in una posizione dominante sulla città. È uno dei simboli più riconoscibili del Cairo e una delle moschee più belle d’Egitto.
Appena entriamo rimaniamo colpiti dal contrasto tra l’esterno, rivestito di alabastro lucente, e l’interno, riccamente decorato con lampadari, tappeti e calligrafie arabe.
Dalla terrazza esterna della moschea si gode anche di una vista panoramica spettacolare sul Cairo, un mare di tetti e minareti che si estende fino all’orizzonte.
In lontananza, nelle giornate limpide, si riescono perfino a vedere le Piramidi di Giza. È un luogo che merita davvero la visita, non solo per la sua bellezza ma anche per la pace che si respira, in netto contrasto con il caos della città sottostante.
Alla fine della giornata, chiediamo a Sherif e all’autista di lasciarci nel centro del Cairo invece di riportarci a Giza: vogliamo esplorare la città da soli.
Ceniamo al Café Riche, storico caffè del Cairo, e poi inizia la piccola avventura tecnologica: il nostro telefono non funziona, scopriamo che è un problema di rete locale. Solo dopo aver attivato la VPN finalmente riusciamo a chiamare un Uber per tornare a Giza. Un piccolo imprevisto che però ci regala un assaggio della vita quotidiana in città. E se volete sapere che traffico c’era al Cairo guardate questo reel che abbiamo pubblicato su Instagram.
Un consiglio: se volete visitare anche la città del Cairo, vi conviene scegliere un alloggio in centro. Giza, il quartiere dove si trovano le Piramidi, non è ben collegata con il resto della città e gli spostamenti possono richiedere molto tempo, soprattutto con il traffico caotico del Cairo.
Giorno 4 – GEM – Old Cairo e incontro con Massimo e il gruppo
Sveglia alle 7:30 e colazione, come sempre, con vista sulle Piramidi. È la nostra ultima mattina a Giza e ci dispiace davvero lasciare questo hotel: quella vista non ci stancherebbe mai!
Carichiamo i bagagli in auto e ci dirigiamo di nuovo verso l’area delle Piramidi, perché oggi ci aspetta la visita al Grand Egyptian Museum, il nuovissimo GEM.
Quando siamo stati qui, a novembre 2024, il museo non era ancora completamente aperto: mancavano ancora alcune sezioni, tra cui la più attesa, quella dedicata a Tutankamon.
Oggi invece, mentre scrivo questo articolo, il GEM è finalmente terminato ed è diventato il museo egizio più grande del mondo e il più grande mai dedicato a una singola civiltà. Solo la sala del giovane faraone ospita oltre 5.000 oggetti, molti dei quali mai esposti prima.
Partiamo alle 9:30 insieme al nostro autista e alla nostra guida Sherif. All’epoca i biglietti costavano 1.200 LE a persona, mentre oggi, con l’apertura completa, sono saliti a 1.450 LE, circa 28 euro.
Appena si entra nel GEM, si rimane senza parole: un ingresso trionfale accoglie la maestosa statua di Ramses II, alta oltre 10 metri, illuminata da una luce naturale che la rende ancora più imponente. Da lì si sale lungo una grande scalinata monumentale che conduce ai piani superiori, dove lo sguardo si apre verso le Piramidi di Giza. È un luogo davvero scenografico, costruito per stupire.
Il museo è immenso: più grande del Louvre, con oltre 500.000 metri quadrati di superficie. Ci vorrebbero giorni per visitarlo tutto con calma. Noi ci siamo rimasti tutta la mattina, e Sherif ci ha guidati attraverso le sale principali raccontandoci aneddoti e curiosità affascinanti. Sappiamo già che torneremo, ora che il museo è completamente aperto!
Dopo la visita, prima di lasciare la zona delle Piramidi, facciamo una sosta in un negozio di cotone egiziano, dove acquistiamo una camicia e un cappello da regalare a Sherif come ringraziamento per i giorni trascorsi insieme. Lui, con la gentilezza che lo contraddistingue, ci sorprende con un dono: una piccola piramide e una sfinge in miniatura, che porteremo a casa come ricordo di questi giorni incredibili al Cairo.
Prima di salutarci, ci accompagna ancora a Old Cairo, il quartiere copto, una zona antichissima dove convivono chiese cristiane, sinagoghe e moschee. È un luogo che trasmette pace: silenzioso, raccolto e profondamente spirituale, lontano dal caos della città moderna.
Per pranzo ci fermiamo all’Old Cairo Restaurant & Café, dove gustiamo dei falafel e una zuppa di lenticchie calda e speziata, perfetta per concludere questa prima parte del nostro viaggio.
Nel pomeriggio partiamo in direzione aeroporto. Salutiamo Sherif con la promessa di rivederci presto e raggiungiamo il Cairo International Airport, pronti a imbarcarci in una nuova avventura: la crociera sul Nilo.
È per questo che siamo venuti in Egitto, un viaggio di gruppo con Massimo Polidoro, che è stato il motivo principale del nostro viaggio. In aeroporto incontriamo lui, Elena, sua moglie, Luca, il nostro archeologo privato, Hassan, la guida locale, e il resto del gruppo. Per ora siamo solo un insieme di sconosciuti, ma presto diventeremo amici e compagni di un’avventura che ricorderemo per sempre.
Ci imbarchiamo insieme sul volo per Assuan, pieni di curiosità e di entusiasmo. È solo l’inizio di questo viaggio straordinario, ma sappiamo già che sarà qualcosa di davvero speciale.














Posso chiedervi dove avete trovato la
Guida di nome Sherif ?
Sherif era stata guida dei miei suoceri e ci hanno dato il suo contatto.