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  • Il nostro mini viaggio di 3 giorni in Albania
    28-05-2026
Sei qui: Destinazioni > Europa > Albania > Il nostro mini viaggio di 3 giorni in Albania

Il nostro mini viaggio di 3 giorni in Albania

Siamo appena rientrati da un mini-viaggio di 3 giorni in Albania e possiamo dirvelo senza dubbi, è stata una di quelle partenze improvvisate che si trasformano in esperienze che ricordiamo ancora per tanto tempo. Un weekend lungo diventato una vera avventura, tra città sorprendenti come Tirana e Berat, patrimonio UNESCO, natura con il Divjaka-Karavasta National Park, ottimo cibo, fatto di piatti semplici ma davvero molto buoni, e persone incredibilmente accoglienti.

Di questo viaggio ci porteremo a casa non solo i luoghi visitati, ma anche gli incontri fatti lungo la strada. Vi racconteremo dei ragazzi della compagnia di noleggio auto, della ragazza della reception del nostro hotel a Berat, di Christian e del nostro host a Tirana, Leslie, persone che in modi diversi hanno reso questo viaggio ancora più speciale. Perché una delle cose che ci ha colpito di più dell’Albania è stata proprio l’ospitalità sincera che abbiamo trovato praticamente ovunque.

L’Albania è un paese che molti associano quasi esclusivamente alle spiagge e al mare cristallino della Riviera Albanese. In realtà c’è molto di più. Noi abbiamo scoperto un paese ricco di storia, con influenze ottomane, italiane e comuniste che convivono una accanto all’altra. Un luogo ancora poco conosciuto dal turismo di massa, almeno rispetto ad altre destinazioni europee, e proprio per questo capace di sorprendere ancora di più.

Contenuto dell'articolo nascondi
Perché l’Albania
Qualche dettaglio sul viaggio
Il nostro itinerario di 3 giorni in Albania
1. arrivo in Albania – da Tirana a Berat passando per Elbasan
Da Tirana a Elbasan
Sosta a Elbasan
Berat: la città delle mille finestre
2. da Berat a Tirana passando per il Divjaka-Karavasta National Park
Sosta al Divjaka-Karavasta National Park
Tirana al tramonto
3. ultimo giorno a Tirana e rientro in Italia
Bunk’Art 2, la storia nel cuore della città
Pranzo tradizionale e visita alla Grande Moschea
La cattedrale ortodossa e ultime passeggiate a Tirana
Dettaglio delle spese sostenute

Perché l’Albania

L’idea di questo viaggio nasce quasi per caso. Un mese prima della partenza troviamo un volo per Tirana davvero economico. Di quelli che vi fanno venire voglia di prenotare subito senza pensarci troppo. Gli orari erano perfetti per organizzare un weekend lungo, partenza il sabato mattina presto e rientro il lunedì sera, praticamente tre giorni pieni da vivere. Inoltre il lunedì era festa in Alto Adige, il lunedì di Pentecoste, quindi siamo riusciti a partire senza prendere nemmeno un giorno di ferie. Una combinazione perfetta.

All’inizio pensavo di trascorrere tutti e tre i giorni a Tirana senza noleggiare l’auto. L’idea era quella di visitare la capitale con calma. Però, iniziando a informarmi meglio, ho letto più volte che Tirana si visita abbastanza velocemente e che il bello dell’Albania si scopre soprattutto uscendo dalla capitale. A quel punto abbiamo quasi escluso l’idea di restare sempre in città e abbiamo deciso di noleggiare un’auto.

Per il noleggio abbiamo scelto una compagnia che aveva recensioni davvero molto alte. Costava un po’ di più rispetto ad altre, ma trattandosi solo di tre giorni non volevamo rischiare di rovinarci il viaggio per risparmiare poche decine di euro. E possiamo già anticiparvi che abbiamo fatto benissimo, ma ve lo racconteremo meglio più avanti nell’articolo.

Abbiamo prenotato le sistemazioni per le prime due notti, un hotel 4 stelle a Berat con vista sul quartiere di Mangalem e un piccolo B&B a due passi dal centro di Tirana. Per l’ultimo giorno, invece, ci siamo lasciati libertà di decidere sul momento. In base a come ci saremmo trovati a Tirana avremmo potuto restare in città oppure risalire verso nord e fermarci a Kruja, una storica città ottomana abbastanza vicina all’aeroporto.

Proprio questo mix tra organizzazione minima e libertà di cambiare programma all’ultimo momento ha reso il viaggio ancora più bello.

Qualche dettaglio sul viaggio

  • Attach Attach
    Periodo

    Dal 23 Maggio al 25 Maggio 2026

  • Flight Flight
    Spostamenti

    Aereo (Ryanar da Verona acquistato 1 mese prima) + auto a noleggio con DiscoverCars

  • Clock Clock
    Fuso Orario

    stesso fuso orario dell’Italia

  • Home Home
    Sistemazioni

    Hotel 4* a Berat e b&b a Tirana

Il nostro itinerario di 3 giorni in Albania

Alla fine abbiamo deciso di saltare Kruja. Più passavano le ore e più ci rendevamo conto che Tirana ci stava piacendo davvero tanto, così abbiamo scelto di fermarci lì anche per l’ultima parte del viaggio invece di aggiungere un’altra tappa.

Il nostro itinerario però non si è limitato solo a Tirana e Berat. Durante il primo giorno, sulla strada verso Berat, abbiamo scelto di non percorrere la via più veloce ma di passare attraverso le montagne per goderci un po’ di panorama in più. Proprio lungo il tragitto ci siamo fermati anche a Elbasan, dove abbiamo fatto il nostro primo pranzo tipico albanese.

Il secondo giorno, invece, tornando da Berat verso Tirana, abbiamo fatto una deviazione nel parco nazionale di Divjaka-Karavasta. Qui si trova una grande laguna famosa soprattutto per la presenza dei pellicani e per gli ambienti naturali protetti. È stata una tappa che ci è piaciuta molto e che in alcuni punti ci ha ricordato le Everglades in Florida (USA).

1. arrivo in Albania – da Tirana a Berat passando per Elbasan

La sveglia suona nel pieno della notte perché dobbiamo raggiungere Verona e il volo è alle 8:00. Arrivo a Tirana, puntualissimo, alle 9:35. Tutto perfetto, controllo passaporti ultra veloce (non possiamo dire lo stesso dell’Italia) e in poco tempo siamo già pronti per iniziare il nostro viaggio.

Il noleggio auto è con Capital Rent, che vi consigliamo! L’ufficio fuori dal terminal ma raggiungibile in cinque minuti a piedi. I ragazzi sono molto gentili e capiamo subito che abbiamo fatto bene a spendere un po’ di più ma affidarci a loro. Ci spiegano – anche se lo sappiamo già, l’ho scelta io – che abbiamo la copertura completa di Discover Cars e che, in caso di danni, siamo coperti al 100% ma che dovremmo pagare prima e poi chiedere il rimborso. Una cosa che in genere non ci viene mai spiegata in modo così chiaro, perché spesso cercano di spingere sulle loro assicurazioni, dicendo che è meglio farle con loro per non dover anticipare nulla, anche se poi costano molto di più rispetto a quelle di Discover Cars.

Prima di partire facciamo entrambi foto e video alla macchina, una Panda Hybrid rossa. Un passaggio che ormai per noi è diventato automatico, ma sempre fondamentale per evitare problemi. Spesso i noleggiatori si limitano a segnare i danni sul contratto senza fare le foto all’auto, lasciando a te il compito di tutelarti. In questo caso, invece, tutto è stato gestito in modo chiaro e trasparente, e questo ci ha resi ancora più contenti della scelta di Capital Rent.

Si parte! Per uscire dall’aeroporto ci mettiamo circa 45 minuti. Probabilmente ci sono lavori in corso, ma soprattutto c’è un’unica strada che costeggia lo scalo e il traffico è abbastanza intenso.

Da Tirana a Elbasan

All’inizio seguiamo la A3, un’autostrada gratuita che collega Tirana a Elbasan in circa un’ora. La strada, però, è piuttosto monotona e scorre veloce senza grandi spunti. Così decidiamo di deviare e prendere la strada interna che attraversa le montagne.

Lo facciamo spesso quando abbiamo tempo, anche se allunghiamo il percorso. Nella maggior parte dei casi, però, questa scelta ci regala panorami completamente diversi rispetto all’autostrada. Anche qui non è stato diverso.

Abbiamo impiegato almeno il doppio del tempo, ma ne è valsa davvero la pena: tanto verde, fiori profumatissimi e viste aperte sulla valle sottostante che continuavano a cambiare curva dopo curva.

Proprio per questo allungamento, e visto che si avvicina l’ora di pranzo mentre Berat è ancora lontana, decidiamo di fermarci a Elbasan.

Sosta a Elbasan

La città di Elbasan non era inizialmente nei nostri piani, ma proprio per questo l’abbiamo vissuta senza aspettative, e forse è stato ancora più bello così.

Passeggiando per il centro di Elbasan alla ricerca di un posto dove mangiare, ci imbattiamo nella Taverna Kala, proprio all’interno delle mura del castello. Ci ispira subito e decidiamo di fermarci.

Ordiniamo il nostro primo vero pranzo albanese. Scegliamo byrek e speca të mbushura, ma prima ancora l’oste ci porta una grande insalata tipica, con insalata verde, pomodori, cetrioli, olive e cipollotto, accompagnata da pane caldo appena sfornato. Già con questo saremmo quasi a posto.

Poi arriva il byrek, una torta salata di pasta fillo sottilissima ripiena di formaggio e spinaci, davvero buonissima. Il problema è che ce ne portano quattro fette, decisamente più di quanto ci aspettassimo.

Subito dopo arrivano anche le speca të mbushura, peperoni ripieni con riso e verdure, morbidi e saporiti, un piatto semplice ma davvero buono. Anche qui le porzioni non scherzano: quattro peperoni grandi, impossibili da finire senza fatica.

A quel punto capiamo che non arriveremo al dolce, ma l’oste ci sorprende portandoci comunque, offerti da loro, due tullumba, dolci simili a churros ma più morbidi e immersi nello sciroppo, insieme a un piatto di ciliegie fresche.

Alla fine restiamo sorpresi anche dal conto: 24 euro in totale per tutto.

Dopo pranzo decidiamo di camminare un po’ per smaltire il pasto. La città è meno turistica rispetto ad altre tappe del nostro viaggio. Dentro le mura del castello si respira ancora la storia ottomana della città, visitiamo la King Mosque (la mosche del Re), uno degli edifici religiosi più significativi della città. Si entra togliendosi le scarpe e l’interno è semplice con decorazioni in stile ottomano.

Proseguendo la passeggiata nel centro di Elbasan si trovano resti archeologici e tracce di epoche diverse che convivono nello stesso spazio urbano. Le mura del castello corrono lungo tutto il quartiere storico e danno l’idea di quanto questa città sia stata, nei secoli, un punto strategico importante lungo le rotte dei Balcani.

ingresso delle mura del castello di Elbasan

ingresso del castello di Elbasan in Albania

Berat: la città delle mille finestre

Arriviamo a Berat verso le 16 e andiamo subito all’Hotel Rezidenca Desaret, che abbiamo prenotato dall’Italia, un 4 stelle nel centro della città con una vista davvero spettacolare. La ragazza della reception è gentilissima e parla anche italiano. Ci fanno lasciare l’auto nel cortile interno, dove le chiavi vengono gestite direttamente dallo staff che sposta le auto in base alle necessità.

Lasciati i bagagli in camera, iniziamo subito a esplorare la città. Attraversiamo il ponte sul fiume Osum e ci troviamo davanti ai due quartieri storici, Mangalem da una parte e Gorica dall’altra. Due anime diverse della stessa città, entrambe caratterizzate da case bianche che si arrampicano sulle colline e da un’atmosfera sospesa nel tempo. Non a caso Berat è patrimonio UNESCO: è conosciuta come la “città delle mille finestre”, per le facciate delle case ottomane che sembrano sovrapporsi lungo il pendio, tutte rivolte verso il fiume. L’insieme è unico e davvero scenografico.

Saliamo tra i vicoli del quartiere di Mangalem e poi, nella parte più moderna della città, ci spingiamo fino a una grande cupola che da lontano ci sembrava un edificio istituzionale importante, quasi simile al Campidoglio americano. In realtà scopriamo che si tratta di un hotel a cinque stelle, l’Hotel Colombo, una piccola delusione rispetto alle aspettative.

Aspettiamo il tramonto per scattare foto della città illuminata, dal ponte e dal quartiere Gorica. Poi continuiamo a perderci tra le vie della parte medievale, che con l’arrivo della sera diventa ancora più suggestiva.

Berat al buio cambia completamente atmosfera, con le luci che si accendono lentamente lungo il fiume e sulle case bianche che si riflettono sull’acqua.
Torniamo in hotel senza cenare, ancora pieni dopo il pranzo abbondante.

Ci addormentiamo presto, ma la notte non è così tranquilla. Ci sveglia il muezzin e, a intervalli regolari, sentiamo anche dei fuochi d’artificio. Usciamo anche per provare a vederli, ma non risultano particolarmente interessanti perché non arrivano dal lato di Mangalem, come ci aspettavamo. Torniamo a dormire.

Berat di sera

Berat di sera

2. da Berat a Tirana passando per il Divjaka-Karavasta National Park

Il risveglio a Berat arriva prima del previsto. Non è la sveglia a tirarci giù dal letto, ma il muezzin che ci sveglia intorno alle 4:15, decisamente prima di quanto avremmo voluto.

Alle 5:15 siamo quindi già svegli per l’alba che ci godiamo direttamente dal balcone dell’hotel, con la luce che si posa lentamente sulle case bianche del quartiere di Mangalem.

A quel punto decidiamo di alzarci e andare verso il castello, che si trova a circa 15 minuti a piedi in salita dal nostro hotel. Arrivarci all’alba si rivela una scelta perfetta.

Il castello di Berat è già di per sé molto suggestivo, ma in questo momento della giornata lo è ancora di più. Non ci sono turisti e l’atmosfera è completamente silenziosa. Le piccole bancarelle e i negozietti all’interno delle mura sono ancora chiusi e, per un po’, siamo praticamente solo noi dentro tutto il complesso.

Possiamo camminare liberamente sulle mura, affacciarci nei punti panoramici sul fiume Osum e sul quartiere Gorica, e osservare la città dall’alto. All’interno del castello scopriamo anche diversi punti di interesse, come i resti dell’antica cisterna per l’acqua, la statua di Costantino il Grande e le chiese ottomane che si trovano ancora oggi dentro le mura, testimonianza delle diverse epoche che hanno attraversato Berat.

Rientriamo in hotel per fare una colazione abbondante, inclusa nella prenotazione della camera e subito dopo saliamo verso la chiesa di San Michele, salendo i gradini che partono dalla strada lungo il fiume Osum. Qui troviamo il custode della chiesa, che ci parla in italiano citando con entusiasmo nomi di attori e cantanti italiani e ci accompagna nella visita della piccola chiesa arroccata sulla montagna.

Tornando verso il nostro hotel conosciamo Christian, originario di Brescia, che si è trasferito qui quattro anni fa e ha aperto un ristorante che un tempo apparteneva ai suoi nonni. Ci offre un bicchiere di raki, il distillato tipico dei Balcani a base di uva o prugne, molto diffuso in Albania e spesso servito come gesto di ospitalità.

Ci fermiamo a chiacchierare con lui, parlando dell’Albania e degli albanesi, di come mai abbia deciso di trasferirsi e di come si viva davvero qui, lontano dai luoghi comuni. Conosciamo anche la ragazza che lavora nel locale, che parla un po’ di italiano e ci insegna qualche parola di albanese. Proviamo a ripeterle, ma sono decisamente troppo difficili da pronunciare e, infatti, non ce le ricorderemo.

Se cercate un posto dove mangiare a Berat, potete fermarvi da lui: il ristorante si chiama Zonja Gjene e si trova lungo la via principale che costeggia il fiume Osum.

Prima di ripartire ci fermiamo a fare un po’ di spesa per prendere acqua e, già che ci siamo, entriamo in un piccolo negozio di frutta e verdura per comprare qualcosa da sgranocchiare in auto. Scegliamo albicocche, pomodorini e gli erik, che non sono un nome di persona ma delle piccole prugne verdi tipiche dei Balcani.

Torniamo in hotel, laviamo la frutta e la verdura e recuperiamo le chiavi dell’auto. È il momento di rimetterci in viaggio.

Berat (quartiere Gorica) dall’alto della chiesa di San Michele

Berat dalla Chiesa di San Michele

Sosta al Divjaka-Karavasta National Park

Lasciamo Berat e ci dirigiamo verso la costa. Siamo indecisi se fermarci a Durazzo o in qualche altra località lungo il mare, ma mentre guardiamo la mappa notiamo il Divjaka-Karavasta National Park. Leggiamo che si tratta di una delle riserve naturali più importanti dell’Albania, famosa soprattutto per i pellicani ricci, una delle specie più rare d’Europa. Ovviamente, scegliamo il parco!

Saliamo sulla torre panoramica che si trova nel parco e davanti a noi si vede la laguna che si estende fino al mare Adriatico. Il colpo d’occhio è davvero sorprendente. Sotto la torre, nel parco, decine di famiglie hanno già occupato gli spazi per la classica grigliata domenicale. È un’atmosfera vivace e informale, tipica dei posti che diventano punto di ritrovo per chi vive nelle città vicine.

Ci addentriamo nel bosco con l’idea di avvistare i pellicani e, con nostra sorpresa, ne troviamo uno che si aggira tranquillamente tra i tavoli da picnic. Probabilmente attirato dal cibo, si muove lento tra le persone senza farsi troppi problemi. La domanda nasce spontanea: i pellicani amano il barbecue?

Il Divjaka-Karavasta National Park è in realtà un vero paradiso per il birdwatching. La laguna e le zone umide ospitano numerose specie di uccelli, tra cui aironi, cormorani, ibis e soprattutto i pellicani ricci, che qui trovano uno degli ultimi habitat protetti dell’intera regione balcanica.

Dopo la visita passiamo dal visitor center e completiamo il percorso camminando sulle passerelle in legno che costeggiano la laguna. In alcuni momenti abbiamo davvero la sensazione di essere nelle Everglades in Florida, più che in Albania.

È una tappa che non avevamo programmato davvero, ma che si è rivelata una delle più sorprendenti del viaggio, perfetta soprattutto per chi ama la natura e l’osservazione degli uccelli, qui davvero nel posto giusto.

Il pellicano riccio del Divjaka-Karavasta National Park

pellicano nel parco di Divjaka-Karavasta

Tirana al tramonto

Nel pomeriggio riprendiamo la strada verso Tirana. Arriviamo al B&B Condesa, dove conosciamo il proprietario Leslie, che ha vissuto a lungo negli Stati Uniti. Ci accoglie con grande disponibilità, lasciamo i bagagli e consegniamo anche le chiavi dell’auto, perché il cortile è molto piccolo e le macchine vengono spostate dallo staff a seconda delle necessità.

Già prima di arrivare al B&B avevamo notato alcuni edifici moderni molto interessanti, con architetture contemporanee fatte di vetro, geometrie irregolari e giochi di riflessi. Tirana, in generale, ci colpisce proprio per questo mix tra edifici moderni e strutture storiche, dove il design sembra voler rompere con il passato senza cancellarlo del tutto.

Ci dirigiamo verso il centro passando dal Pazari i Ri, il mercato di Tirana. È una zona della città dove si trova davvero di tutto: bancarelle di frutta e verdura, spezie, prodotti locali, ma anche libri usati, oggetti di ogni tipo e piccoli souvenir. Tra questi hanno attirato la nostra attenzione i classici cappelli tradizionali albanesi, il qeleshe, un copricapo bianco di feltro dalla forma arrotondata, che si trova spesso anche riprodotto su calamite e oggetti turistici.

Da lì proseguiamo verso Piazza Skanderbeg, il cuore della città. La piazza è circondata da alcuni degli edifici più importanti di Tirana, tra cui la Torre dell’Orologio e il Museo Storico Nazionale, riconoscibile per il grande mosaico sulla facciata che rappresenta momenti e figure della storia del paese (al momento il museo è chiuso per ristrutturazione fino al 2028). Nei giorni in cui siamo andati noi Piazza Skanderbeg ospitava i campionati mondiali di padel, con diversi campi allestiti proprio nello spazio centrale della piazza. Ci siamo così goduti anche una breve sosta per guardare i giocatori più grandi del mondo allenarsi per la competizione dei giorni successivi.

Da qui ci spostiamo verso la Piramide di Tirana, uno degli edifici più particolari della città. Costruita in origine come museo dedicato a Enver Hoxha, oggi è stata riqualificata e trasformata in un centro culturale e spazio pubblico aperto, con rampe che permettono di salirci sopra. Arriviamo proprio al tramonto e l’atmosfera è bellissima, con artisti che disegnano all’aperto, intenti a riprodurre su carta lo skyline di Tirana mentre la luce cambia lentamente e avvolge tutta la città. Un tramonto davvero spettacolare.

Mentre torniamo indietro ci fermiamo in una zona lungo il fiume dove c’è musica dal vivo con workshop di balli tradizionali albanesi. Restiamo un po’ a osservare, ma alla fine la fame prende il sopravvento, visto che a pranzo abbiamo mangiato solo frutta e verdura. Siamo diretti verso un ristorante consigliatoci da Leslie, ma lungo la strada troviamo il Gjelltore Dibra e decidiamo di fermarci qui perché ci ispira subito. È un ristorante di cucina tradizionale albanese molto semplice e autentico.

Proviamo i qofte fatti in casa, polpette di carne schiacciate e speziate, grigliate e servite calde, la fërgesë me speca, un piatto tipico a base di peperoni, pomodoro e formaggio morbido cotto insieme fino a diventare cremoso, e i paxellxhan të mbushur, melanzane ripiene con riso e verdure, molto simili ai peperoni assaggiati a Elbasan. A fine pasto prendiamo anche il sheqerpare dibre, un dolce tradizionale a base di pasta frolla morbida e sciroppo, molto diffuso nella cucina casalinga albanese.

La serata si conclude con una passeggiata in centro. Passiamo davanti anche al Bunk’Art 2, che visiteremo il giorno successivo, poi rientriamo a piedi verso il B&B. È stata una giornata lunga, intensa e abbiamo percorso più di 15 chilometri a piedi, è ora di riposare un po’.

tramonto dalla piramide di Tirana

tramonto dalla piramide di Tirana in Albania

3. ultimo giorno a Tirana e rientro in Italia

Ci svegliamo con molta più calma rispetto ai giorni precedenti. Dopo due mattine all’alba, questa volta ci concediamo una partenza più lenta e andiamo a fare colazione in una piccola pasticceria a pochi metri dal nostro B&B, il Furre Buke. Prendiamo due cappuccini e due cornetti alla Nutella, e chiacchieriamo con la ragazza della pasticceria che parla qualche parola di italiano perché ama l’Italia e il suo ragazzo studia italiano.

Liberiamo la camera e lasciamo le chiavi dell’auto a Leslie, che gentilmente ce la tiene nel cortile per tutta la giornata. Una comodità enorme, perché ci permette di muoverci a piedi senza dover cercare parcheggio in città.

Bunk’Art 2, la storia nel cuore della città

La prima tappa della giornata è il Bunk’Art 2, un museo sotterraneo ricavato da un bunker nel centro di Tirana. Questo spazio racconta la storia della polizia segreta durante il regime comunista e il periodo che precede la caduta del comunismo nel 1991.

È un percorso immersivo che aiuta a capire meglio la storia recente del paese.
Il “2” nel nome indica che esiste anche il Bunk’Art 1, che si trova alla periferia di Tirana, in un enorme bunker militare ancora più grande e dedicato soprattutto alla storia militare e alla Guerra Fredda. È una delle cose che vogliamo assolutamente vedere la prossima volta che torneremo in Albania.

Per la visita scegliamo le audioguide e le consigliamo senza dubbio: sono disponibili in diverse lingue, compreso l’italiano, e rendono il percorso molto più chiaro e coinvolgente. Il museo è davvero interessante e aiuta a comprendere un periodo storico che ha segnato profondamente il paese.

ingresso Bunk’Art 2 di Tirana

ingresso Bunk'Art 2 di Tirana

Pranzo tradizionale e visita alla Grande Moschea

Per pranzo andiamo al Tradition Albania in Rruga Kavajës, dove proviamo due piatti tipici: il tavë kosi e il tavë dheu. Il tavë kosi è uno dei piatti più conosciuti della cucina albanese, a base di agnello cotto al forno con yogurt e uova. Il tavë dheu è invece una versione cotta in terracotta con carne, peperoni e formaggio, molto saporita e più rustica.

Dopo pranzo visitiamo la Grande Moschea di Tirana, la Namazgah Mosque, una delle più grandi dei Balcani. È un edificio recente e molto imponente, con spazi enormi, decorazioni eleganti e una bellissima luce naturale che entra dalle grandi finestre e dalla cupola centrale.

Gli ingressi sono separati per uomini e donne: le donne accedono al piano superiore che, almeno secondo me, è anche il punto più bello da cui osservare l’interno della moschea. Per entrare bisogna togliersi le scarpe e mantenere un comportamento rispettoso e silenzioso, perché non si tratta solo di un luogo turistico ma di una moschea dove le persone vanno realmente a pregare.

È richiesto anche un abbigliamento adeguato, con spalle e gambe coperte. Se non si è vestiti in modo appropriato vengono forniti gratuitamente veli o tuniche all’ingresso. Io avevo pantaloni lunghi e una maglietta che copriva le spalle, quindi mi è bastato mettere il cappellino di Gabri per coprire il capo ed entrare senza problemi. Per gli uomini invece non ci sono particolari obblighi: non serve coprire il capo e anche con i pantaloncini corti lasciano entrare tranquillamente.

La Grande Moschea di Tirana

grande moschea di Tirana

La cattedrale ortodossa e ultime passeggiate a Tirana

Proseguiamo poi verso la Katedralja Ngjallja e Krishtit, la Cattedrale della Resurrezione di Cristo, principale chiesa ortodossa di Tirana. È un edificio moderno e molto scenografico, con interni enormi, mosaici colorati, lampadari dorati e una grande cupola centrale che lascia entrare molta luce. L’ingresso è gratuito ma, come per gli altri edifici religiosi visitati durante il viaggio, è importante ricordarsi che non si tratta di un’attrazione turistica qualsiasi ma di un luogo di culto, quindi bisogna entrare in silenzio e con rispetto.

Prima di lasciare Tirana ci concediamo ancora un po’ di tempo per passeggiare nel centro città e osservare meglio i grattacieli moderni che negli ultimi anni stanno cambiando completamente lo skyline della capitale. Alcuni hanno architetture davvero particolari, come il Downtown One, il grattacielo con la facciata che riproduce la mappa dell’Albania attraverso le vetrate, oppure il Tirana’s Rock, l’edificio che sembra avere il volto di una persona scolpito sulla facciata. Tirana ci ha colpito anche per questo contrasto continuo tra il suo passato comunista, gli edifici religiosi, i mercati tradizionali e l’architettura ultra moderna.

Recuperata l’auto al b&b di Leslie, ci dirigiamo verso l’aeroporto, restituiamo il veicolo e ci prepariamo al rientro in Italia.

Cattedrale ortodossa di Tirana

cattedrale ortodossa di Tirana

Tre giorni sono bastati per farci cambiare completamente idea sull’Albania. Prima di partire pensavamo di trovare soprattutto un bel mare, città interessanti e buon cibo, ma siamo tornati a casa con la sensazione di aver scoperto un paese molto più ricco, autentico e sorprendente del previsto.

In così poco tempo siamo passati dai quartieri ottomani di Berat alle architetture moderne di Tirana, dai paesaggi naturali del Divjaka-Karavasta National Park ai luoghi legati alla memoria del periodo comunista.

Abbiamo incontrato persone gentilissime, mangiato piatti semplici ma buonissimi e vissuto un viaggio molto più intenso di quanto immaginassimo quando abbiamo prenotato quel volo quasi per caso.

L’Albania ci ha dato la sensazione di essere un paese ancora autentico, dove c’è turismo (soprattutto tanti italiani) ma non è ancora una destinazione presa d’assalto dal turismo di massa. Ed è forse proprio questo il suo punto forte.

È stato un viaggio breve ma intensissimo, che ci ha fatto scoprire un paese molto più vario e sorprendente di quanto ci aspettassimo. Noi ci torneremo sicuramente! E voi? Ci andrete? Se ne avete la possibilità, ve lo consigliamo davvero: l’Albania è una destinazione ancora poco conosciuta e tutta da scoprire.

Se volete vedere immagini e video di questo viaggio, sul mio profilo Instagram trovate anche la storia in evidenza dedicata all’Albania, con tutto il viaggio raccontato giorno per giorno.

Qui sotto trovate anche tutte le spese del nostro viaggio, così potete farvi un’idea concreta di quanto possa costare un mini-viaggio di 3 giorni in Albania per due persone.

Dettaglio delle spese sostenute

  • Flight Flight
    Volo

    77,96€

  • Noleggio auto

    94,21€

  • Benzina

    30€ x 16,32 litri x 364km

  • Pernottamenti

    117€ x 2 notti

  • Pasti

    55€ (1 pranzo + 2 cene + 1 colazione + spuntini)

  • Picture Picture
    Ingressi Attrazioni

    36€ (Bunk’Art 2 + torre del parco Divjaka + chiesa di San Michele a Berat)

  • Picture Picture
    Altro

    Parcheggio aeroporto di Verona: 24,99€
    Colazione in aeroporto a Verona: 9,46€
    Assicurazione medica: 17,82€
    eSIM: 7,74

Info-circled Info-circled

3 giorni in Albania: 236€ a testa

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Claudia e Gabri

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Claudia e Gabri

Io sono Claudia, la voce e il cuore di Travel With The Wind.

Viaggio da più di vent’anni insieme a Gabri, che, oltre a supportarmi in questo progetto, e sopportarmi nella vita di tutti i giorni, è colui che guida nei nostri viaggi on the road.

Dalla passione per il viaggio è nata anche la mia professione: oggi sono Travel Designer certificata e posso aiutarvi a costruire il vostro viaggio dei sogni.

Se volete consigli pratici sulle destinazioni che abbiamo visitato o se avete bisogno di aiuto nella realizzazione del vostro prossimo viaggio, contattatemi!

Per conoscere meglio la storia che c'è dietro a Travel With The Wind, visitate la pagina Chi siamo.
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