Grotta Ryugashido: pipistrelli e una cascata sotterranea
Avete mai pensato di entrare in una grotta in Giappone per vedere dei pipistrelli mangiare? Noi, prima di arrivare alla Ryugashido, non sapevamo nemmeno che esistesse. L’abbiamo scoperta durante il nostro on the road tra Nagoya e il Monte Fuji e alla fine ci siamo ritrovati sottoterra, tra stalattiti, stalagmiti, pipistrelli e una cascata sotterranea.
La grotta Ryugashido si trova nella zona di Hamamatsu, nella prefettura di Shizuoka, e non è certamente una delle attrazioni più conosciute del Giappone. Non è una di quelle tappe che probabilmente inserirete nel vostro primo itinerario dopo aver deciso di visitare Tokyo, Kyoto e il Monte Fuji.
Per noi, però, è stata una scoperta interessante proprio perché ci ha portato in un luogo molto diverso da quelli che normalmente si visitano durante un viaggio in Giappone.
La grotta è lunga più di un chilometro, anche se soltanto circa 400 metri sono aperti al pubblico. Al suo interno si possono vedere formazioni calcaree che hanno iniziato a formarsi milioni di anni fa e una grande cascata sotterranea. Ma all’ingresso c’è una cosa che probabilmente non vi aspettereste e che non ci aspettavamo nemmeno noi: i pipistrelli della frutta.
Dove si trova la grotta Ryugashido
La grotta Ryugashido si trova a nord di Hamamatsu, nella prefettura di Shizuoka, nella parte centrale del Giappone, tra Nagoya e il Monte Fuji, in una zona che spesso viene attraversata in auto durante un on the road.
Per orientarvi meglio, Hamamatsu si trova a circa 260 chilometri da Tokyo e a circa 120 chilometri da Nagoya. La Ryugashido, però, non si trova in città: è nella zona collinare a nord di Hamamatsu, ai piedi del monte Ryugashi. In auto si raggiunge in circa 10 minuti dall’uscita Hamamatsu-Inasa della Shin-Tomei Expressway.
Se state costruendo un itinerario in Giappone, quindi, la posizione della grotta è interessante soprattutto se avete previsto un percorso tra Nagoya, Hamamatsu e la zona del Monte Fuji. Non è una visita che inserirei partendo appositamente da Tokyo o da Kyoto, perché richiederebbe una deviazione poco sensata per vedere soltanto la grotta.
Ha invece molto più senso inserirla durante uno spostamento in auto. Per esempio, potete visitare la Ryugashido partendo da Nagoya e proseguire poi verso il Monte Fuji, oppure fare il percorso al contrario, arrivando dalla zona del Fuji e dirigendovi verso Hamamatsu e poi Nagoya.
Noi l’abbiamo inserita proprio in questo modo nel nostro on the road: arrivavamo da Nagoya e, dopo la visita alla grotta, abbiamo continuato verso la zona del Monte Fuji. In questo caso la deviazione si inserisce bene nella giornata e permette di vedere qualcosa di diverso dai luoghi più conosciuti lungo questo tratto del Giappone.
Se invece viaggiate principalmente in treno e avete in programma soltanto Tokyo, Kyoto e Osaka, la Ryugashido è meno comoda da raggiungere. È possibile arrivare con i mezzi pubblici da Hamamatsu, ma dalla stazione ci vuole circa un’ora di autobus e poi una breve passeggiata fino all’ingresso della grotta.
Per questo, più che considerarla una destinazione da raggiungere appositamente, io la vedrei come una tappa da aggiungere a un itinerario in auto nella zona tra Nagoya, Hamamatsu e il Monte Fuji.
I pipistrelli della Ryugashido
Partiamo da loro perché sono probabilmente la cosa più curiosa che abbiamo trovato alla Ryugashido.
All’ingresso della grotta c’è una piccola struttura dove vengono allevati dei pipistrelli della frutta, chiamati anche volpi volanti. Sono animali originari del Sud-est asiatico e, a differenza dei piccoli pipistrelli che siamo abituati a immaginare, hanno un muso molto più simile a quello di una volpe e grandi occhi.
E soprattutto mangiano frutta.
Ogni giorno, alle 11:00 e alle 14:00, viene organizzato il momento del pasto. Un membro dello staff entra con della frutta e i pipistrelli si avvicinano per mangiare direttamente dalle sue mani. Il momento del pasto dura circa 20 minuti.
È sicuramente una delle cose più insolite da vedere durante la visita.
Ma cosa ci fanno dei pipistrelli della frutta qui?
La prima cosa da chiarire è che questi pipistrelli non vivono naturalmente nella grotta. Sono stati portati alla Ryugashido dall’Indonesia negli anni Novanta e ospitati in una struttura all’ingresso della grotta con l’idea di far conoscere ai visitatori questi animali, difficili da osservare in natura.
La cosa curiosa è che all’inizio non erano affatto abituati alla presenza delle persone. I pipistrelli sono animali piuttosto diffidenti e ci sono voluti circa 24 anni perché iniziassero a fidarsi dei loro custodi e ad avvicinarsi abbastanza da prendere il cibo direttamente dalle loro mani.
Da questa lunga abitudine è nato il momento dell’alimentazione che oggi si può vedere alla Ryugashido. I custodi entrano con la frutta e i pipistrelli si avvicinano per mangiare direttamente dalle loro mani.
È una scena piuttosto particolare e, soprattutto, aiuta a capire che i pipistrelli che si trovano all’ingresso e quelli che vivono nella grotta sono due cose diverse.
Nella grotta, infatti, vivono anche dei pipistrelli selvatici. Questi, però, durante l’orario di apertura normalmente non si fanno vedere: escono dalla grotta dopo la chiusura, quando iniziano la loro attività notturna.
Cosa mangiano i pipistrelli?
Durante il momento dell’alimentazione i pipistrelli della frutta vengono nutriti con diversi tipi di frutta, tra cui mele, ananas e banane.
Gli addetti si avvicinano con la frutta e i pipistrelli la prendono direttamente dalle loro mani. È proprio questo il momento che si può osservare durante la visita e che rende particolare la presenza di questi animali alla Ryugashido.
Se volete assistere al pasto, cercate quindi di organizzare la visita in modo da essere alla grotta intorno alle 11 oppure alle 14, gli orari indicati per l’alimentazione.
Tenete presente però che le spiegazioni dello staff sono soltanto in giapponese. Se non conoscete la lingua, potrete comunque assistere al momento dell’alimentazione e vedere i pipistrelli mentre mangiano, ma purtroppo non capirete le spiegazioni che accompagnano il pasto.
La grotta Ryugashido
Dopo aver visto i pipistrelli mangiare possiamo finalmente entrare nella grotta.
La Ryugashido è una grotta calcarea che si è formata all’interno di una zona geologica molto antica. Le rocce calcaree della zona risalgono a circa 250 milioni di anni fa.
La presenza della grotta era già conosciuta, ma la prima indagine scientifica risale al 1978. Nel 1981 iniziarono i lavori di esplorazione e nel 1983 la Ryugashido venne aperta al pubblico.
Il percorso turistico attraversa circa 400 metri della grotta (che è lunga oltre 1000 metri) e permette di vedere da vicino le diverse formazioni calcaree che si sono create nel corso del tempo. Il percorso è abbastanza vario e alterna passaggi più stretti ad ambienti più ampi, passando tra stalattiti, stalagmiti e altre concrezioni rocciose, con alcuni ambienti particolarmente scenografici.
Non aspettatevi però una visita speleologica: il percorso è attrezzato e si segue facilmente, anche se ci sono scale e alcuni tratti in salita e discesa.
Cosa vedere nella grotta
Il percorso aperto ai visitatori è lungo circa 400 metri e attraversa diversi ambienti della grotta. Lungo il tragitto si incontrano stalattiti, stalagmiti, colonne e altre concrezioni, alcune delle quali sono state battezzate con nomi che ne richiamano la forma.
È una cosa che personalmente ci lascia sempre un po’ perplessi. Succede in molte grotte turistiche, anche in Italia: invece di raccontare cosa stiamo guardando dal punto di vista geologico, spesso si preferisce trasformare ogni formazione in qualcosa di riconoscibile, con nomi come Tre Buddha, i 7 Dei della Buona Fortuna, Monte Fuji dorato o Roccia alligatore. Sono nomi curiosi, certo, ma noi preferiamo capire come si è formata una concrezione piuttosto che cercare il personaggio o l’animale che dovrebbe ricordare.
Tra gli ambienti più interessanti della Ryugashido c’è la Sala della Fenice (Phoenix Hall), dove dal soffitto scendono numerose stalattiti e formazioni più particolari come le formazioni a cortina, sottili concrezioni che si sviluppano lungo le pareti e il soffitto, e flowstone, cioè colate di concrezione formate dall’acqua che scorre sulla superficie della roccia.
Il punto più spettacolare della visita arriva però quando si raggiunge la Golden Waterfall, la grande cascata sotterranea della Ryugashido. Ha un salto di circa 30 metri e l’acqua arriva direttamente dalla parte alta della cavità, precipitando verso il fondo della grotta.
Ci si accorge di essere vicini alla cascata ancora prima di vederla: prima arriva il rumore dell’acqua, poi il percorso si apre e compare il grande salto illuminato. È probabilmente la cosa che colpisce di più durante la visita, proprio perché una cascata di queste dimensioni non è esattamente quello che ci si aspetta di trovare sottoterra.
La Golden Waterfall è infatti uno dei punti più importanti della Ryugashido e, con i suoi circa 30 metri di dislivello, è considerata una delle grandi cascate sotterranee del Giappone.
Quanto dura la visita alla grotta?
La visita all’interno della grotta dura circa 30 minuti e il percorso è a senso unico: si entra da un punto e si esce da un altro. Non si tratta di una visita guidata, quindi potete procedere con i vostri tempi, anche se nei momenti più affollati si tende naturalmente a seguire il flusso degli altri visitatori.
All’interno ci sono alcuni passaggi più stretti e poco illuminati e, nella parte che porta alla cascata, ci sono scale e alcuni tratti in discesa. In questa zona è necessario seguire le indicazioni del personale, soprattutto quando il percorso è affollato.
Se volete assistere anche al momento in cui vengono nutriti i pipistrelli, vi consiglio di mettere in conto almeno un’ora per la visita complessiva. Arrivando poco prima delle 11 o delle 14 potete assistere al pasto dei pipistrelli e poi entrare nella grotta, senza dover aspettare a lungo tra le due cose.
La visita è difficile?
All’interno della grotta ci sono alcuni tratti stretti e soprattutto una zona con circa 50 gradini in discesa. Sono presenti corrimano nei punti più ripidi.
Non servono scarponi da trekking né attrezzatura particolare. Vi consiglio però scarpe chiuse e con una buona suola, perché in una grotta l’ambiente è freddo e naturalmente umido.
Se avete difficoltà a camminare o problemi a fare le scale, tenete presente questo aspetto prima di decidere di visitarla.
Che temperatura c’è nella grotta?
All’interno della Ryugashido, così come nelle grotte di tutto il mondo, la temperatura rimane abbastanza stabile durante tutto l’anno. Qui si aggira intorno ai 18 °C.
È una delle caratteristiche tipiche degli ambienti sotterranei, dove la temperatura varia molto meno rispetto all’esterno. Quando entrate nella grotta, quindi, può essere utile avere una felpa leggera a portata di mano.
Costi e orari di apertura
La grotta è attualmente aperta tutti i giorni dalle 9:00 alle 17:00. L’ultimo ingresso è indicativamente alle 16:30. I pasti dei pipistrelli sono invece alle 11 e alle 14.
Il biglietto d’ingresso per la Ryugashido è attualmente di 1.000 yen per gli adulti e 600 yen per bambini e ragazzi. Il momento dell’alimentazione dei pipistrelli è incluso nella visita, ma potrebbe essere sospeso in alcuni periodi di particolare affluenza. Verificate sul sito ufficiale.
La struttura dispone anche di un ampio parcheggio gratuito.
Cosa c’è fuori dalla grotta
All’esterno della grotta c’è una struttura turistica con negozi, bagni, locker per lasciare gli zaini o le borse più ingombranti e punti dove fermarsi a mangiare qualcosa.
C’è anche il Museo della Grotta, dedicato alla storia della Ryugashido e al rapporto tra l’uomo e le grotte. Si trova poco prima dell’uscita e può essere interessante per capire meglio come è stata scoperta e studiata la cavità naturale.
Informazioni pratiche
Nome: Ryugashido, 竜ヶ岩洞
Dove: Hamamatsu, prefettura di Shizuoka, Giappone
Indirizzo: 193 Tabatake, Inasa-cho, Hamana-ku, Hamamatsu
Lunghezza complessiva della grotta: oltre 1.000 metri
Percorso aperto al pubblico: circa 400 metri
Durata della visita: circa 30 minuti
Temperatura interna: circa 18 °C tutto l’anno
Orari: 9:00-17:00
Ultimo ingresso: circa 16:30
Orari pasto dei pipistrelli: 11:00 e 14:00
Durata del pasto: circa 20 minuti
Biglietto adulti: 1.000 yen
Parcheggio: gratuito
Accessibilità del percorso: ci sono scale, tratti stretti e circa 50 gradini in discesa.
Vale la pena visitare la grotta Ryugashido?
La grotta Ryugashido non è una delle attrazioni imperdibili del Giappone e non la inserirei a tutti i costi in un itinerario. Se però avete tempo e state cercando qualcosa di diverso, è una tappa interessante.
Ci sono la grotta e le sue formazioni calcaree, la cascata sotterranea e poi, diciamolo, vedere dei pipistrelli che mangiano ananas e banana direttamente dalle mani di una persona non è proprio un’esperienza che capita tutti i giorni.
Però non andrei apposta in questa zona per vedere la grotta. La Ryugashido ha senso soprattutto se state già viaggiando nella zona di Hamamatsu, del lago Hamana o se state facendo un itinerario in auto verso la zona del monte Fuji.
È una tappa che richiede relativamente poco tempo e che può spezzare una giornata di viaggio. Per noi è stato così, una deviazione interessante che ci ha permesso di vedere qualcosa che altrimenti probabilmente avremmo saltato.









Lascia un Commento
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Il tuo contributo può essere utile ad altri viaggiatori.