816 Project in Cina: visita al bunker nucleare segreto
Se state organizzando un viaggio in Cina e avete inserito nel vostro itinerario il Wulong Karst o Chongqing, è probabile che prima o poi vi siate imbattuti in un nome piuttosto curioso: 816 Project, chiamato anche Progetto 816 o 816 Nuclear Project o 816 Nuclear Town.
Anche noi lo abbiamo scoperto quasi per caso mentre cercavamo cosa vedere nei dintorni di Wulong. All’inizio pensavamo fosse una semplice attrazione turistica, invece ci siamo trovati davanti a uno dei luoghi più sorprendenti dell’intero viaggio.
In questo articolo vi raccontiamo cos’è l’816 Project, come raggiungerlo, quanto costa la visita e, soprattutto, tutti quei dettagli pratici che avremmo voluto conoscere prima di partire dall’Italia.
Cos’è il Project 816?
L’816 Project è il nome in codice di un gigantesco complesso nucleare sotterraneo scavato all’interno di una montagna vicino a Fuling, nel territorio della municipalità di Chongqing. Il nome deriva dalla numerazione militare assegnata all’opera: il progetto venne approvato il 16 agosto 1966 (8月16日), da cui deriva il codice 816. Il nome ufficiale cinese è 816地下核工程 (816 dìxià hé gōngchéng), che significa letteralmente “Progetto nucleare sotterraneo 816”.
È considerato il più grande complesso nucleare sotterraneo aperto al pubblico e rappresenta una delle testimonianze più impressionanti della Guerra Fredda in Cina.
In un periodo di fortissime tensioni tra la Cina e l’Unione Sovietica, il governo cinese decise di costruire un impianto segreto destinato alla produzione di plutonio per scopi militari, proteggendolo all’interno della montagna per renderlo il più possibile al sicuro da eventuali attacchi.
Per quasi vent’anni oltre 60.000 soldati e operai lavorarono scavando la montagna, realizzando più di 20 chilometri di gallerie, enormi sale alte fino a 80 metri e un complesso sotterraneo che si estende per oltre 100.000 metri quadrati.
All’interno della montagna venne realizzata una vera e propria città sotterranea, con impianti di ventilazione, sistemi di approvvigionamento idrico, officine, laboratori e una fitta rete di gallerie secondarie. Solo i tunnel laterali erano più di 130, tutti completamente nascosti nella roccia.
L’impianto, però, non entrò mai in funzione. Nel 1984 i lavori furono interrotti prima del completamento e il sito rimase segreto ancora per molti anni. Soltanto nel 2002 il governo cinese ne rese pubblica l’esistenza e, dal 2010, una parte del complesso è visitabile. Noi lo abbiamo visitato durante il nostro viaggio in Cina e in questo articolo vi raccontiamo la nostra esperienza, con tutte le informazioni pratiche per organizzare la visita in autonomia.
Dove si trova il sito segreto dell’816 Project
Sapere dove si trova realmente l’816 Project è fondamentale per organizzare al meglio l’itinerario, perché la sua posizione può trarre in inganno.
Io, mentre preparavo il viaggio dall’Italia, ero convinta che si trovasse nei dintorni di Fuling e che la soluzione più semplice fosse raggiungere Fuling in treno e visitare l’816 Nuclear Town da lì. Avevo persino prenotato un hotel vicino alla stazione ferroviaria di Wulong, pensando di proseguire la mattina successiva in treno fino a Fuling, dopo la giornata a Wulong Karst.
Solo una volta arrivati in Cina ci siamo resi conto che il complesso non si trova nei dintorni della città, ma lungo la strada che collega Wulong e Fuling, quasi a metà strada tra le due città.
Questo significa che, arrivando prima a Fuling, avremmo dovuto percorrere più di un’ora di strada tornando indietro verso le montagne, ripassando praticamente da dove eravamo partiti. Per questo abbiamo cambiato completamente programma e deciso di raggiungere l’816 Project direttamente da Wulong.
Perché dall’Italia è difficile organizzare gli spostamenti in Cina
Prima della partenza avevo provato in tutti i modi a pianificare gli spostamenti utilizzando Didi, l’equivalente cinese di Uber. Volevo capire tempi di percorrenza e costi per decidere se l’816 Nuclear Project fosse una tappa fattibile.
Purtroppo non ci sono riuscita.
Dall’Italia l’app non riuscivo a simulare correttamente le corse. Non mi caricava le destinazioni, ho scoperto poi che un po’ era perché le scrivevo in inglese un po’ perché se sei lì ti carica già le mappe con la posizione ed è tutto più semplice. Ad ogni modo, solo una volta arrivati in Cina, con la connessione funzionante e Amap perfettamente utilizzabile, sono riuscita a capire come andare al sito dell’816 Project.
Se state organizzando il viaggio dall’Italla, tenete presente che potreste dover prendere alcune decisioni direttamente sul posto, quando avrete accesso completo alle applicazioni. Dalla Cina è tutto più semplice!
Una volta scoperta la posizione esatta del bunker abbiamo cambiato completamente programma. Abbiamo rinunciato al treno per Fuling e deciso di raggiungere direttamente l’816 Project con un Didi partendo dal nostro hotel di Wulong.
Attenzione ai prezzi delle corse extraurbane con Didi
Quando abbiamo inserito la destinazione nell’app, Didi mostrava un costo compreso tra 75 e 140 yuan, a seconda della categoria dell’auto.
Pensavamo fosse il prezzo definitivo.
Appena arrivato l’autista, prima di partire, ci ha detto che non poteva portarci alla cifra indicata da Didi e che voleva 220 yuan. Più del doppio! Abbiamo rifiutato. Abbiamo annullato la corsa e chiamato un altro autista, che ce ne ha chiesti addirittura 240.
Abbiamo così capito che, almeno in questa zona, il prezzo mostrato dall’app per le tratte extraurbane è spesso soltanto indicativo. Gli autisti sanno che dovranno rientrare quasi certamente senza passeggeri e chiedono una cifra maggiore per compensare il viaggio di ritorno.
Dopo qualche minuto di trattativa siamo riusciti ad accordarci per 200 yuan complessivi, stabilendo il prezzo prima di salire in macchina.
Il nostro consiglio è di mettere in conto questa possibilità se dovete percorrere lunghe distanze fuori città. Concordate sempre il prezzo prima della partenza, così eviterete qualsiasi malinteso.
La strada da Wulong all’816 Project
Dopo esserci accordati con l’autista, siamo finalmente partiti verso l’816 Project. Già il tragitto merita il viaggio. La strada costeggia per lunghi tratti il fiume Wujiang, che scorre tra montagne ricoperte di vegetazione, con un colore che vira dal verde intenso allo smeraldo a seconda della luce. Il Wujiang è navigabile ed esistono anche crociere turistiche che percorrono il tratto tra Fuling e le gole circostanti: un modo diverso per ammirare questo paesaggio che già dalla strada è un gran bel vedere.
Lungo il percorso si incontra la diga di Jiangkou, che ha creato un ampio bacino artificiale dove il fiume si allarga diventando quasi lacustre. La diga fa parte di un sistema di regolazione delle acque del Wujiang, un fiume che storicamente ha creato problemi con le sue piene improvvise.
In alcuni punti il panorama è davvero spettacolare e il nostro autista, vedendoci fotografare dal finestrino, si è fermato spontaneamente in un paio di punti panoramici.
Durante una sosta ha comprato del doufu gan, tofu fermentato piccante tipico della zona di Chongqing, e ce lo ha offerto durante il viaggio di circa un’ora e mezza. Alla fine della corsa ci ha anche regalato la confezione da portare via. Per noi era veramente troppo piccante, ma non abbiamo avuto il coraggio di rifiutare: lo abbiamo infilato nello zaino come souvenir gastronomico di questa giornata.
La visita all’816 Project
Dopo aver acquistato il biglietto si prende uno shuttle bus che ci lascia all’imbocco della base. L’esterno del sito non lascia immaginare nulla di quello che si nasconde dentro la montagna. Del resto era stato progettato proprio così: un impianto segreto, invisibile, cancellato dalle mappe per quasi quarant’anni.
Da lì si entra davvero nella montagna. Si scende a piedi lungo un corridoio fiancheggiato da foto d’epoca e poi si raggiunge il punto dove un trenino ci porta fino all’ingresso della base segreta. Solo allora, varcata quella soglia, ci si rende conto delle dimensioni di quest’opera.
L’816 Project è un complesso sotterraneo di gallerie, sale gigantesche e corridoi che sembrano non finire mai. Lungo il percorso si attraversano ambienti destinati agli impianti tecnici: alcune sale raggiungono quasi 180 metri di lunghezza e avrebbero ospitato le apparecchiature del futuro reattore nucleare. Poi ci sono fotografie, documenti, ricostruzioni che raccontano la vita delle oltre sessantamila persone che lavorarono qui, molte delle quali non seppero mai cosa stessero costruendo.
Tra gli ambienti che ci hanno colpito di più c’è la sala destinata al reattore nucleare. Il reattore non fu mai installato, ma restare in piedi in quello spazio vuoto, immenso, fa capire l’ambizione che c’era dietro. Anche la sala di controllo conserva molte apparecchiature originali, rimaste lì, in attesa di un comando che non arrivò mai.
Un dettaglio che ci è rimasto impresso è il sistema di raffreddamento: l’acqua sarebbe stata prelevata dal fiume Wujiang attraverso un tunnel lungo circa 3 chilometri e una condotta dal diametro di 3,5 metri. Numeri che aiutano a mettere a fuoco quanto fosse colossale quest’opera.
Informazioni pratiche per la visita
L’816 Nuclear Project è generalmente aperto tutti i giorni dalle 8:30 alle 17:00. Vi consiglio comunque di controllare sempre gli orari aggiornati prima della visita. Su Trip.com potete verificare eventuali variazioni, acquistare i biglietti oppure prenotare tour che includono anche la visita all’816 Nuclear Project.
Noi abbiamo acquistato il biglietto direttamente alla biglietteria senza alcuna prenotazione e abbiamo pagato 65 yuan a testa (circa 8,35€ a testa). Nel prezzo sono comprese anche la navetta esterna e quella interna che percorre il lungo tunnel sotto la montagna. La visita segue un percorso prestabilito e non è possibile muoversi liberamente in tutte le aree del bunker.
Una cosa che abbiamo trovato molto comoda è il deposito bagagli gratuito situato nell’Information Center all’ingresso. Gli armadietti sono automatici e permettono di lasciare zaini e borse senza alcun costo. Tenete però presente che non sono abbastanza grandi per contenere un trolley, quindi se viaggiate con una valigia dovrete organizzarvi diversamente.
Anche se durante la nostra visita abbiamo incontrato quasi esclusivamente turisti cinesi, una buona parte dei pannelli informativi e della segnaletica è tradotta anche in inglese. Questo rende la visita molto più semplice anche per chi non parla cinese.
All’interno del bunker la temperatura rimane costante tra 16 e 18 °C durante tutto l’anno. In estate è piacevole, ma dopo un po’ di tempo può fare fresco. Una felpa leggera o una giacca sono più che sufficienti.
Per visitare il Project 816 calcolate circa 2-3 ore, a seconda del tempo che dedicherete alle varie sale e alle esposizioni. Noi ci siamo stati due ore e mezza, siamo entrati alle 10:30 e usciti alle 13:00.
Curiosità: il Cave No. 816
All’interno del complesso si trova anche il Cave No. 816, un ristorante con enoteca ricavato in uno degli ambienti della base. Noi non ci siamo fermati a mangiare, ma siamo entrati a curiosare e ci è piaciuta molto l’atmosfera. Oltre ai tavoli, ospita una piccola esposizione con fotografie d’epoca, vecchie macchine fotografiche, dischi in vinile e altri oggetti che richiamano gli anni della Guerra Fredda.
La cosa che ci ha sorpreso di più è stata scoprire che vendono vini prodotti nella zona con il marchio 816. La valle del Wujiang, con il suo microclima umido e le escursioni termiche tra il giorno e la notte, si è rivelata sorprendentemente adatta alla viticoltura. I vigneti si trovano sulle colline intorno al sito e producono sia rossi che bianchi, tutti etichettati con il numero 816, lo stesso che un tempo identificava la base nei documenti riservati. Ci è sembrato curioso che un nome nato per nascondere un progetto atomico sia diventato il marchio di un vino. Un piccolo paradosso che racconta quanto la Cina sia cambiata in pochi decenni.
Vale la pena dedicare qualche minuto a questo spazio prima di lasciare il complesso, anche solo per il curioso contrasto tra gli ambienti militari appena visitati e questo angolo più tranquillo, dove la storia del Project 816 viene raccontata in modo completamente diverso.
Dall’816 Project a Fuling in autobus e poi a Chongqing
Terminata la visita al Project 816, siamo usciti dal complesso e abbiamo proseguito verso Fuling, dove avevamo in programma di visitare il Museo Sottomarino Baiheliang, un luogo particolare di cui parleremo in un articolo dedicato.
Per spostarci abbiamo scelto di usare gli autobus locali, una soluzione che si è rivelata semplice ed economica. Subito fuori dal sito abbiamo preso il bus 208, che collega il complesso con Fuling seguendo il corso del fiume Wujiang. Il viaggio dura circa un’ora e regala scorci molto belli sulla valle. Il biglietto costa 4 yuan a testa (0,50€).
Arrivati al capolinea abbiamo cambiato autobus e siamo saliti sul bus 113, che con 2 yuan a testa e circa venti minuti di strada ci ha portati direttamente davanti all’ingresso del museo. In tutto, dal Project 816 al Baiheliang, abbiamo speso 6 yuan a testa.
Dopo aver visitato il museo, abbiamo raggiunto la stazione ferroviaria di Fuling con un breve tragitto in autobus (il 119 a 2 yuan a testa) e da lì siamo saliti su un treno diretto a Chongqing. In meno di un’ora eravamo nella grande metropoli cinese, dove avevamo prenotato un hotel vicino all’aeroporto. Il giorno successivo ci aspettava il volo per Shanghai e questa soluzione ci ha permesso di sfruttare al massimo la giornata, senza rinunciare né al bunker atomico né al museo sottomarino.
Come arrivare all’816 Project
Il Project 816 si trova lungo la valle del fiume Wujiang, a metà strada tra Wulong e Fuling. Può essere raggiunto da entrambe le località, a seconda di come avete organizzato l’itinerario.
Se arrivate in treno da Chongqing, sia a Wulong che a Fuling, la soluzione più pratica è prendere un Didi direttamente dalla stazione fino al bunker. Da entrambe le stazioni il tempo di percorrenza è di circa un’ora e mezza. Per quanto riguarda il costo, vale quanto detto prima: il prezzo sull’app è indicativo, gli autisti vi chiederanno un forfait che copra il ritorno a vuoto. Mettete in conto circa 200 yuan (circa 25 euro), concordandoli prima di salire.
Se volete risparmiare, potete usare i mezzi pubblici partendo da Fuling. Dalla stazione dovete prima raggiungere la zona periferica della città da cui parte il bus 208 diretto al sito. Il modo più semplice per orientarvi è usare Amap e impostare come destinazione 816工程景区: l’app vi indicherà quali linee urbane prendere per arrivare al capolinea del 208. In totale calcolate circa due ore di viaggio, ma con una spesa irrisoria (meno di 1 euro a testa).
Attenzione alle stazioni ferroviarie. Fuling ha due stazioni, proprio come Wulong.
- I treni regionali tra Wulong e Fuling arrivano alla stazione di Fuling (la tratta non ad alta velocità).
- I treni ad alta velocità da Chongqing arrivano invece a Fulingbei (Fuling North), che è più distante dal Project 816 ma è meglio collegata alla rete ferroviaria principale.
Tenetelo presente quando prenotate i biglietti, perché cambia la distanza dal sito e il tempo necessario per raggiungerlo
Vale la pena visitare l’816 Project?
Nonostante il tempo necessario per raggiungerlo, secondo noi la risposta è assolutamente sì. L’816 Project è uno di quei luoghi che riesce a sorprendere proprio perché, prima di arrivare, è difficile immaginare cosa si nasconda davvero dentro quella montagna.
Se riuscite ad abbinarlo al Museo Sottomarino Baiheliang di Fuling, potete trasformare la giornata in una delle esperienze più particolari del vostro itinerario nella zona di Chongqing.
Se Wulong Karst mostra la forza della natura con le sue montagne e le sue gole spettacolari, l’816 Project racconta invece quello che l’uomo è stato capace di costruire. Camminare tra i suoi tunnel e le sue enormi sale significa entrare in una pagina della Guerra Fredda rimasta nascosta per decenni e rendersi conto del lavoro incredibile che è stato necessario per realizzare un complesso di queste dimensioni.
È ancora una tappa poco conosciuta dai viaggiatori occidentali e forse proprio questo è uno dei suoi aspetti più interessanti. Durante la nostra visita abbiamo incontrato quasi esclusivamente visitatori cinesi.
Se state organizzando un itinerario tra Wulong e Chongqing e avete una giornata da dedicare a qualcosa di diverso dalle attrazioni più famose, vi consigliamo di prendere in considerazione l’816 Project. Non è solo una visita a un vecchio impianto nucleare, ma un modo per scoprire un capitolo della Cina contemporanea che difficilmente si incontra durante un viaggio più classico.
Se state organizzando un viaggio in Cina, vi consigliamo di leggere anche gli altri articoli dedicati al nostro viaggio tra Chengdu, Chongqing e Shanghai. Troverete tante informazioni pratiche, consigli basati sulla nostra esperienza e suggerimenti per aiutarvi a organizzare un viaggio fai da te.
Se volete vedere questo luogo con i vostri occhi, date un’occhiata anche alle storie in evidenza “Cina” sul mio profilo Instagram, dove ho raccolto video, fotografie e tanti momenti del nostro viaggio.
Se invece preferite partire con un itinerario già studiato nei minimi dettagli, potete contattarmi. Come Travel Designer posso aiutarvi a progettare il vostro viaggio in Cina, costruendo un itinerario personalizzato sulle vostre esigenze oppure affiancandovi nell’organizzazione del viaggio che avete sempre sognato.











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