Pubblicato in: ITALIA, TRENTINO

Senza cozzar dirocco

Una giornata al Museo Caproni di Trento

“Senza cozzar dirocco” è il motto di Gabriele D’Annunzio coniato per descrivere le imprese dei velivoli di Giovanni Caproni che senza attaccare da terra (cozzar) colpivano gli obiettivi (dirocco) dal cielo.

Questo e altro abbiamo imparato al Museo Caproni di Trento.

Era da tempo che progettavamo di andare in questo museo perciò abbiamo approfittato di una grigia giornata di Febbraio per andarci. Come fans di Hayao Miyazaki non potevamo perdercelo!

Per chi non lo conoscesse Hayao Miyazaki è uno dei maggiori animatori giapponesi e da molti, compresi noi, considerato il più grande regista d’animazione vivente.

Hayao Miyazaki è da sempre appassionato di aviazione ed ha omaggiato l’ingegnere trentino nei suoi anime e non solo, persino nel nome del suo studio d’animazione: lo studio Ghibli.

“Ghibli” è infatti il soprannome del bimotore Caproni modello Ca.309.

Nel museo si possono ammirare alcuni dei velivoli progettati da Caproni, numerosi modellini e anche un modello del Ca.60 “Il Transaereo” che avrebbe dovuto ospitare fino a 100 passeggeri e che purtroppo non ha superato il collaudo. E’ però rimasto nella storia in quanto fino alla fine degli anni Trenta è stato l’aeroplano più grande mai costruito.

Caproni Ca.60
Il Caproni Ca.60 nel film di animazione “Si Alza il vento” di Miyazaki

 

Caproni Ca.60
Il modello del Caproni Ca.60 presente al museo

Degli altri velivoli progettati da Caproni e ridisegnati da Miyazaki nei suoi anime è presente solo il compressore del bombardiere biplano del Caproni Ca.90:

Caproni Ca.90
Compressore originale del Caproni Ca.90 presente al museo
Caproni Ca.90
Il Caproni Ca.90 nel film di animazione “Si Alza il vento” di Miyazaki

Se volete conoscere tutti i velivoli disegnati nel film “Si alza il vento” qui trovate un articolo interessante.

Al museo abbiamo anche fatto un’interessante scoperta…

Se anche voi siete fans dello studio Ghibli sicuramente riconoscerete questo personaggio:

Caproni Ca.90
Coda originale del Reggiane Re.2005 “Sagittario”

Si, proprio lui: Testa di Rapa!

Per chi non lo conoscesse Testa di Rapa è uno dei personaggi presenti nel lungometraggio di animazione intitolato “Il Castello Errante di Howl”:

Testa di Rapa - Howl
Scena tratta da “Il castello errante di Howl”

Questa chicca non la sapevamo nemmeno noi e ci siamo documentati tornati a casa: questo troncone di coda è l’unico rimasto di una serie di Reggiane Re.2005, questo modello è noto anche come Sagittario (proprio come il mio segno zodiacale!).

Lo spaventapasseri è lo stemma del 22° Gruppo Autonomo Caccia Terrestre, gruppo della Regia Aeronautica che combatté sul fronte russo durante la seconda guerra mondiale.

Nel loro primo scontro con gli aerei sovietici riuscirono ad abbatterne otto senza subire perdite. Siccome per alcuni giorni i russi non inviarono altri aerei i piloti italiani pensarono di averli spaventati. Visto che gli aerei erano privi di insegna decisero di disegnarci lo Spauracchio con le 8 stelle nel fumo della pipa a rappresentare gli otto aerei russi abbattuti. Sul numero di stelle non si trovano notizie precise. Lo stemma originale del 22° gruppo sembra avesse 8 stelle mentre sul Reggiane Re.2005 (utilizzato dalla 326a squadriglia) se ne vedono solo 5. Sembra che il simbolo sul Reggiane sia stato ripreso da quello del Macchi M.C.205 in dotazione al 22° quindi è possibile che le stelle siano state rappresentate in modo differente probabilmente in ricordo di altri scontri aerei. Ad ogni modo per noi la cosa più importante è stata trovare Testa di Rapa al museo!

Probabilmente molti trentini non sono mai stati in questo museo, certo non è il Muse, ma è pur sempre un pezzetto di storia d’Italia, noi siamo stati sorpresi da quanto sia stato importante Giovanni Caproni nella storia dell’aviazione, di come Gabriele D’Annunzio si fosse innamorato del volo e di quanto ammirasse le imprese di Caproni e poi quando ti rendi conto che i primi aerei Caproni li ha costruiti soltanto 100 anni pensi a quanta strada la tecnologia ha fatto in così poco tempo…. 100 anni fa si sognava di volare e ora si sogna di andare su Marte…. con la Tesla!

Eppure…

Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica aeronautica il calabrone non può volare a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare.
Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare.

2 pensieri riguardo “Senza cozzar dirocco

  1. Non conoscevo l’esistenza di questo museo… Molto interessante il collegamento tra aeronautica e anime giapponesi!! 😉

  2. nooooo ma mi sono persa un museo spettacolare per gli amanti dei manga come mio marito!! Se legge il post mi fa tornare in Trentino subito!!

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