Pubblicato in: COREA, Imprevisti in viaggio

(Dis)Avventura coreana

Prendo spunto da questo divertente articolo della travel blogger Cuorilievi per raccontarvi la nostra avventura nell’aeroporto di Seoul.

Il fatto che vi racconto è avvenuto 12 anni fa durante il nostro primo “vero” viaggio tra Giappone e Corea.

Dopo una breve tappa a Tokyo siamo partiti, con la nostra amica giapponese Chiho, verso Seoul dove ci stavano aspettando gli amici coreani.

Premetto che, prima di partire dall’Italia, compriamo dei salami da portare ai nostri amici coreani che ne sono ghiotti. Questo senza informarci se era o meno consentito dalla dogana, non avevamo nemmeno ancora mai visto “Airport Security”…

Prima di scendere dall’aereo ci fanno compilare il modulo per la dichiarazione doganale (Custom Declaration form) e scopriamo, ahinoi, che non si possono importare insaccati in Corea.

Cosa facciamo? Ma si dai… non dichiariamolo, mica ci fermeranno alla dogana…. non possiamo non portare il salame a Tj, Kim e Sonja.

E così scendiamo dall’aereo senza indicare sul modulo che trasportavamo degli insaccati.

Andiamo subito al controllo passaporti.

Io e Chiho passiamo senza problemi e aspettiamo Gabri ma Gabri non arriva…

Dopo un po’ vediamo che viene accompagnato in un’altra parte dell’aeroporto e noi iniziamo a preoccuparci.

Perché non lo fanno uscire? Gli avrà mica detto che sbarcavamo clandestinamente dei salami?

Io e Chiho non sapevamo cosa fare… lei non parlava coreano e naturalmente nemmeno io, i nostri amici erano fuori dall’aeroporto e non potevamo chiamarli, non esisteva ancora whatsapp e i telefoni non erano ancora “smart”, ma in quale epoca vivevamo? Nel medioevo?

Quindi non potevamo fare altro che aspettare…

Dopo una ventina di minuti vediamo finalmente Gabri uscire!

Evviva!

Ci facciamo quindi raccontare la sua avventura coreana.

È stato fermato dalla polizia perché la pellicola che ricopre la foto sul passaporto era leggermente rialzata.

Quando hanno visto che era italiano hanno incominciato a parlargli di calcio, peccato che Gabri di calcio non ne capisse nulla. Avranno pensato che fosse una spia russa o di qualsiasi altra nazionalità, sicuramente non italiano, come può un italiano seguire il calcio?

Sarà stata la sua simpatia o il suo sguardo da gatto con gli stivali, ma alla fine l’hanno liberato.

Gatto con gli stivali di Shrek
Gabriele davanti ai poliziotti di Seoul

E i salami?

Dei salami per fortuna non ha detto nulla e siamo quindi riusciti a portarli ai nostri amici.

Morale della favola:

Se partite per un paese straniero e volete portare cibo informatevi prima di partire e ricordatevi che in Corea non si possono portare i salami!

E voi? Avete avuto disavventure aeroportuali?
Scrivetecelo nei commenti.

40 pensieri riguardo “(Dis)Avventura coreana

  1. Ma dai, hai superato tutti con questa storia..ma alla fine i salami sono arrivati. Io ogni volta ai controlli mi fermano x le caramelle

  2. Noi al JFK 10 anni fa ci hanno diviso e mio marito è stato stravolto di domande prima di farlo passare oltre i controlli perché non capiva che doveva mettere il pollice sul lettore 😂😂😂 vabbè aveva 20 anni comprensibile!

  3. Fiuuu, per fortuna non si sono accorti del contrabbando di insaccati XD però trovo assurdo che per loro sia impossibile che a un italiano non interessi il calcio..il classico pregiudizio basato sugli stereotipi! Comunque l’importante è che alla fine sia andato tutto bene 🙂

  4. Finora nessuna disavventura degna di essere ricordata… Per fortuna! Anni fa non volevano far partire il mio ragazzo da Parma a Londra perché aveva la carta d’identità rovinat e dicevano che non lo avrebbero fatto ripartire la Stansted. Al ritorno neanche controllata! Mah

  5. Io, prima di partire per qualche paese lontano, leggo e rileggo le indicazioni della Farnesina. Ho sempre paura che salti fuori qualcosa di nuovo e mi blocchino in dogana.

  6. Chissà che pensieri quando lo stavate aspettando e non arrivava più… per fortuna si è concluso tutto per il meglio! Il mio compagno ha il suo stesso effetto sui doganieri: se io incappo nei controlli ad ogni viaggi, lui potrebbe mettere il mondo in valigia e nessuno gli dice nulla!

  7. Leggerla adesso è divertente e davvero buffa, ma immagino che in quei momenti non ve la siate passata tanto bene..
    Per fortuna Gabri e i salami alla fine ne sono usciti illesi 😉

  8. A me personalmente non è successo ma ho visto persone in aeroporti italiani essere fermati perché pieni di bornie con peperoni e melanzane sottolio.

  9. per fortuna in aeroporto non mi è mai successo niente di particolare, tranne quando in Kazakistan mi hanno fatto aprire tutte le valigie perché pensavano trasportassi un’arma… ma quella è un’altra storia! un giorno mi sa ne scriverò! 🙂

  10. Aspetta che finisco di ridere. Mai successo. Anche perché non ho abitudine di portarmi prodotti alimentari particolari appresso. Ma immagino l’attimo si spavento.

  11. Immagino la vostra ansia nel vedere che Gabri non arrivava! Fossi stata al tuo posto, me lo sarei già visto recluso in qualche prigione coreana per colpa di quel benedetto salame! Però dai, le disavventure danno colore alla vita!

  12. Madonna che storia quella del salame! immagino la tensione.. poi con una lingua non tanto semplice.
    A me capita spesso perche’ da buona immigrante mi porto di tutto anche nel bagaglio a mano dall’Italia. Una delle mitiche volte i fermarono ai controlli perche’ pensavano che fosse una trousse di trucchi.. e invece era una forma di formaggio ahaha
    ..come ti capisco..

  13. Ahah “quell’antico salame andava portato in salvo” 😀 fantastica la disavventura! Io tra le mie tantissime tratte Roma-Budapest ho imbarcato persino la lasagna di mia nonna 😀

    1. Lo so… adesso dopo tanti anni e tanti viaggi lo so anche io… infatti in Nuova Zelanda non ci siamo portati nulla perché avevamo paura non ci facessero passare nemmeno con le buste liofilizzate. 😳

  14. In Australia praticamente non puoi importare nulla e pertanto quando dalle Fiji siamo sbarcati a Melbourne avendo un paio di conchiglie le abbiamo dichiarate. Praticamente da quel momento ci hanno fatto passare una serie di controlli incredibili con cani antidroga e poliziotti vari… Alla fine ci hanno lasciato le conchiglie e siamo entrati regolarmente in Australia ma quanto ridere… dopo!!!

  15. La prima volta che sono arrivata in Giappone mi è successo appunto di essere fermata e portata dentro un ufficio dell’aeroporto, nella mia testa pensavo bene chissà che ho fatto … in realtà non avevo compilato bene quel maledetto fogliettino e volevano controllare che non stessi tentando di introdurmi illegalmente nel Paese o simili X°D attimi di panico

  16. Ahahah ma pensa un po’ che strana avventura! Meno male che si è risolta bene 🙂 Ora so che, se e quando andrò in Corea, non mi porterò dietro dei salami 😀

  17. E’ andata bene per fortuna! Quando sono in coda all’immigrazione, anche se non ho fatto niente, non so perche’ ma sono sempre nervosa! Le procedure di sbarco mi mettono sempre un po’ d’ansia! Faro’ ancora piu’ attenzione soprattutto con il cibo, anche se difficimente ne porto!

    1. Si Seoul ci è piaciuta molto, peccato non aver visto il resto della Corea perché la nostra meta era il Giappone, a Seoul siamo andati solo per trovare gli amici. Per ora non ho scritto altri post ma presto lo farò.

  18. Che avventura! anch’io avrei avuto un sacco di paura.. per fortuna tutto si è risolto per il meglio. Spero che poi vi sia piaciuta la Corea 😉

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